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Isaia 5:20 come specchio — il grande scambio nel dibattito sul genere

Isaia 5:20 come specchio — il grande scambio nel dibattito sul genere
Foto: Gabriel Schincariol Cavalcante via Pexels

Di Edward Jansen — 13 giugno 2026

A volte un testo antico offre la diagnosi più lucida di una questione moderna. Isaia 5:20: «Guai a quelli che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro». Chi oggi osserva il dibattito olandese sul genere difficilmente può ignorare queste parole, anche se non è una persona religiosa. Per l’analisi biblica completa rimando a gendersekte.nl; il testo qui sotto ne presenta il nucleo secolare.

Cosa fa questo versetto

Isaia non diagnostica una specifica malefatta. Descrive una condizione: una società in cui le categorie morali stesse vanno alla deriva. Non «fanno qualcosa di sbagliato», ma «non riescono più a definire la differenza tra sbagliato e giusto». È un problema di natura diversa. Non si risolve con argomenti migliori. Si risolve solo quando le parole possono tornare a svolgere la loro funzione.

Cinque esempi di questo slittamento

Una mastectomia su una quindicenne viene chiamata assistenza; parlare con lei della possibilità di aspettare viene chiamato conversione. Un genitore che chiede tempo è transfobico; un genitore che risponde subito sì a ogni domanda di affermazione ha «un figlio al sicuro». «Donna» viene ridefinita dalle politiche come «persona con un utero», e il termine «donna» stesso diventa sospetto. Un insegnante di biologia che spiega cos’è una cellula uovo riceve una correzione tramite un’unità didattica fornita da un’organizzazione di interesse. La Legge sulle pratiche di conversione criminalizza la penna e lascia indisturbato il bisturi.

In ciascuno di questi casi opera lo stesso meccanismo: ciò che arreca danno viene chiamato assistenza; ciò che è assistenza viene chiamato danno.

Cosa aggiunge una lente più antica

L’analisi moderna parla di «incoerenza definitoria» o «slittamento categoriale». Isaia esprimeva la stessa diagnosi in una formula più immediata. Non perché la Scrittura debba avere autorità — per chi non la legge come tale, questo non è un argomento — ma perché un modello già riconosciuto nel 700 a.C. evidentemente non è una moda passeggera. È una forma che si ripresenta continuamente. Oggi è tra noi, e facciamo bene a chiamarla per nome. Il modo in cui le comunità religiose si rapportano a questo tema è approfondito in genere e religione.

Fonte

Edward Jansen, Il grande scambio — Isaia 5:20 e il dibattito sul genere, gendersekte.nl, 13 giugno 2026. L’analisi biblica completa, con Genesi, Romani 1, Matteo 18 ed Ezechiele 33 come ulteriori livelli di approfondimento. gendersekte.nl/artikelen/grote-verwisseling-jesaja-genderdebat.