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Linguaggio neutro rispetto al genere

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Linguaggio neutro rispetto al genere

Il 'linguaggio neutro rispetto al genere' comprende una vasta gamma di proposte di adeguamento della lingua, da praticamente incontestate a fortemente controverse. L'uso generico di 'infermiere' al posto di 'infermiera' è un'evoluzione linguistica graduale e naturale che suscita poche obiezioni. Imporre neologismi come la schwa o l'asterisco come marcatore unico, o eliminare 'donna' dai testi medici a favore di 'persona con utero', è di un altro ordine — e spesso è guidato da considerazioni ideologiche più che linguistiche.

Perché il linguaggio neutro?

L'argomento più simpatico a favore di un uso linguistico neutro è l'inclusività: le donne si sono sentite per generazioni cancellate da forme generiche maschili ('il medico — lui'). C'è molto da dire a favore. Quest'argomento è di origine femminista e mira a rendere più visibili le donne, non a far sparire 'donna' come categoria.

Il secondo, più recente argomento è quello dell'inclusività non-binaria: le persone che non si identificano né come uomo né come donna meriterebbero forme linguistiche proprie. Quest'argomento ha un carattere fondamentalmente diverso. Presuppone che l''identità di genere' sia una categoria linguisticamente rilevante e richiede a tutta la comunità linguistica di adottare nuove forme per accomodare una piccola minoranza. La base scientifica del concetto identitario sottostante è, come descritto in Identità ed espressione di genere, controversa.

La ricerca empirica sugli effetti del linguaggio neutro mostra risultati misti. Alcuni studi suggeriscono un piccolo effetto sulla rappresentazione; altre repliche non riescono. Non esiste una prova scientifica univoca di ampi vantaggi sociali.

Linguaggio neutro in italiano

L'italiano ha per sua natura un genere grammaticale più marcato del neerlandese o dell'inglese. Molti nomi di professione sono storicamente associati a uno dei due sessi. Proposte specifiche — la schwa al singolare e al plurale, l'asterisco, la 'u' come desinenza neutra, la sostituzione di 'signore/signora' con formule neutre — sono diffuse in modo limitato, soprattutto in ambienti più giovani, più istruiti e attivisti. L'Accademia della Crusca si è espressa con prudenza, rilevando che tali forme restano per ora ai margini della lingua scritta corrente.

In contesti medici e ufficiali la sostituzione di termini specifici di sesso ('donna', 'madre', 'allattamento') con varianti cosiddette inclusive ('persona incinta', 'genitore che partorisce', 'chestfeeding') porta in misura crescente a critiche. Medici britannici, americani e olandesi hanno avvertito che quest'uso linguistico porta a confusione e perfino a situazioni non sicure, soprattutto con pazienti a bassa alfabetizzazione o di altra lingua.

Pronomi e identificazione

La dichiarazione dei pronomi nei profili di lavoro, nelle firme delle e-mail e nelle presentazioni è stata introdotta in breve tempo in parte del settore privato, dell'istruzione e della pubblica amministrazione. I sostenitori la presentano come una forma di cortesia neutra. I critici rilevano che la pratica richiede implicitamente una presa di posizione ideologica — cioè che sesso e genere siano separati e che il 'genere' di ciascuno debba essere proclamato. Non è un dato neutro, ma una visione controversa.

In paesi come Regno Unito e Canada si sono avute cause giudiziarie su se i lavoratori possano essere costretti a usare pronomi che non possono accettare per obiezione di coscienza. In Italia è ancora terreno largamente inesplorato, ma il tema tocca diritti classici come la libertà di coscienza e di espressione.

Critica al linguaggio neutro

La critica a un uso spinto del linguaggio neutro si rivolge a più obiezioni. Primo, l'obiezione linguistica: nuove forme si scontrano con la lingua cresciuta in modo organico e vengono spesso imposte dall'alto da istituzioni — schema che nella storia della lingua raramente funziona. Secondo, l'obiezione politica: sostituire 'donna' con descrizioni neutre rispetto al sesso priva le donne del vocabolario con cui possono nominare le proprie esperienze e interessi. Sheila Jeffreys, Helen Joyce e Kathleen Stock ne hanno scritto ampiamente.

Terzo, l'obiezione di chiarezza e sicurezza: in medicina, diritto e letteratura scientifica la precisione dei termini è essenziale. Sfumare 'sex' e 'gender' nei database e nelle linee guida porta a perdita d'informazione. Quarto, l'obiezione di libertà: l'uso prescritto della lingua in aziende e istituzioni differisce in modo fondamentale dall'evoluzione naturale di una lingua e tocca la libertà di coscienza.

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