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Identità ed espressione di genere
L''identità di genere' viene di solito definita come la percezione interiore di essere uomo, donna o qualcos'altro. L''espressione di genere' è la presentazione esteriore tramite abiti, comportamento e aspetto. Entrambi i concetti sono molto usati nei documenti di politica e nelle linee guida cliniche di oggi, ma è bene ricordare che sono costrutti, non grandezze oggettivamente rilevabili. La rappresentazione corrente — che ogni persona possieda un'interiore 'identità di genere' separata dal corpo — è un assunto teorico, non un fatto scientificamente accertato.
Cos'è l'identità di genere?
L''identità di genere' fa riferimento all'esperienza interiore riferita. Per la grande maggioranza delle persone — di solito chiamate 'cisgender' in questa terminologia — quell'esperienza coincide con il sesso. Un gruppo più piccolo sperimenta una discrepanza e può identificarsi come transgender, non-binario, genderfluid o agender. La terminologia si è ampliata enormemente in breve tempo; al tempo del DSM-IV (1994) la maggior parte di queste categorie non esisteva o quasi.
Le cause di una simile discrepanza non sono chiarite. Non esistono un 'gene del genere', un esame del sangue o una risonanza in grado di accertare l''identità di genere'. Gli studi che riportano differenze cerebrali tra persone transgender e cisgender sono piccoli, metodologicamente deboli e non replicabili; inoltre si sovrappongono fortemente con gli effetti dell'uso ormonale. La Cass Review (2024) ha concluso che l'evidenza per una base biologica univoca dell'identità trans è limitata. Ciò che è chiaro è che il numero di giovani — soprattutto ragazze — che dal 2010 circa hanno iniziato a identificarsi come transgender o non-binari è esploso. Per ipotesi di contagio sociale come la rapid-onset gender dysphoria e per il ruolo dell'influenza dei pari e di internet c'è attenzione crescente.
Nei bambini con comportamento variante di genere, studi di follow-up classici (Steensma et al. 2013; studi precedenti di Zucker e colleghi) mostrano che il 60-90%, lasciato indisturbato, presenta in età successiva uno sviluppo cisgender, spesso combinato con un orientamento omosessuale. Questo fenomeno, desistance, è al centro della critica all''affermazione' medica precoce: confermare un'identità trans in un bambino può perturbare questo decorso naturale.
Cos'è l'espressione di genere?
L'espressione di genere è un concetto molto meno controverso: descrive semplicemente come una persona si veste, si comporta e si presenta. Che questo non segua strettamente il sesso è una banalità — uomini con i capelli lunghi, donne in completo da lavoro, bambini con preferenze che attraversano il genere esistono e sono sempre esistiti. Ciò che nel dibattito attuale è controverso è il passaggio in cui un'espressione di genere atipica viene interpretata come prova di una sottostante 'identità di genere' atipica — un'interpretazione che in molti casi non regge.
L'espressione di genere è fortemente legata alla cultura e al tempo. Ciò che è considerato 'maschile' o 'femminile' si sposta continuamente; questo depone più per la flessibilità culturale che per l'esistenza di un nucleo di genere interiore fisso.
La distinzione tra identità, espressione e orientamento
Identità, espressione e orientamento sessuale sono nella terminologia attuale rigidamente separati. È logico in teoria ma meno univoco nella pratica: molti ragazzi che si rivelano poi omosessuali mostrano da bambini un comportamento di espressione femminile (e viceversa). Un'interpretazione 'gender-affermativa' troppo rapida di tale comportamento rischia di medicalizzare di fatto i giovani omosessuali — una preoccupazione espressa esplicitamente in Iran, ma anche in contesti occidentali, sia da organizzazioni LGB sia da clinici come Susan Bradley.
Identità di genere e salute mentale
I giovani che si identificano come transgender presentano con frequenza superiore alla media problemi psichici concomitanti: autismo (significativamente sovrarappresentato), depressione, ansia, disturbi alimentari, trauma. Se la disforia di genere ne sia causa, conseguenza o sintomo, in molti casi non è chiaro. La Cass Review ha rilevato che nella clinica britannica Tavistock questa comorbilità veniva spesso minimizzata per poter proseguire verso i percorsi medici, mentre l'esplorazione psicoterapeutica avveniva a malapena. Vedi: Cass Review (2024) e la pagina Cass Review.
Le cifre di suicidalità spesso citate — usate nella retorica 'transition or suicide' — non reggono empiricamente come argomento per l'intervento medico. La ricerca dopo la chiusura della clinica GIDS ha mostrato che il suicidio tra i giovani in lista d'attesa era estremamente raro; la Cass Review ha definito l'uso della retorica del suicidio dannoso e non fondato.