Sviluppi internazionali
Negli ultimi anni nel Nord-ovest dell'Europa si è verificato un netto cambiamento nel pensiero sull'assistenza di genere per i minori. Paesi che prima erano all'avanguardia nel trattamento gender-affirmative hanno fortemente inasprito la propria prassi dopo che le revisioni sistematiche della letteratura hanno messo in luce la debole base di evidenze. Di seguito una panoramica dei principali sviluppi (2020–2025).
Regno Unito — Cass Review
Nell'aprile 2024 la pediatra Hilary Cass ha pubblicato il suo rapporto finale indipendente sull'assistenza di genere giovanile nel Regno Unito. La Cass Review conclude che la base di evidenze per i bloccanti della pubertà e per gli ormoni cross-sex nei minori è "notevolmente debole", che la transizione sociale non è un intervento neutro e che la prassi terapeutica corrente era troppo basata sull'attivismo e troppo poco su una scienza solida. La clinica Tavistock è stata chiusa e nel 2024 il governo britannico ha introdotto un divieto dei bloccanti della pubertà al di fuori della ricerca clinica — da allora reso permanente. Vedi: rapporto finale Cass Review.
Svezia — SBU
La Svezia è stata uno dei primi paesi ad abbracciare il modello gender-affirmative, ma anche uno dei primi a fare retromarcia. Nel 2022 l'SBU (Statens beredning för medicinsk och social utvärdering) ha concluso che le prove a sostegno del trattamento ormonale nei minori sono insufficienti. La Socialstyrelsen, l'autorità sanitaria svedese, ha limitato i bloccanti della pubertà e gli ormoni cross-sex al solo ambito della ricerca. La psicoterapia è tornata al centro.
Finlandia — COHERE
Già nel 2020 la Finlandia ha rivisto le proprie linee guida, prima di altri paesi. L'autorità finlandese COHERE ha stabilito che il sostegno psicosociale è la prima scelta e che gli interventi medici nei minori possono avvenire solo a criteri rigorosi e con valutazione multidisciplinare. Un argomento centrale: gran parte dei giovani con disforia di genere ha contemporaneamente una marcata comorbidità psichiatrica, che la transizione medica non risolve.
Norvegia
Nel 2023 l'Ukom norvegese (Norwegian Healthcare Investigation Board) ha classificato come sperimentali i bloccanti della pubertà e il trattamento ormonale nei minori. Il modello assistenziale esistente è in revisione; anche qui l'idea guida è che il fondamento scientifico sia carente.
Danimarca
Nel 2023–2024 la Danimarca ha ristretto l'accesso all'assistenza medica di genere per i minori. Solo una minoranza dei giovani segnalati può ancora accedere al trattamento ormonale; lo screening psichiatrico e le spiegazioni alternative sono presi più seriamente. Vedi: SEGM — la Danimarca limita le transizioni giovanili.
WPATH Files
Nel marzo 2024 Environmental Progress ha pubblicato i cosiddetti WPATH Files: messaggi interni della principale associazione professionale WPATH (World Professional Association for Transgender Health). Ne è emerso che i clinici ammettevano tra loro che bambini e ragazzi non possono prestare un consenso informato a interventi irreversibili, che erano consapevoli di gravi effetti collaterali e che le linee guida SOC8 sono state modificate sotto pressione politica. I critici (Levine, Abbruzzese, Mason, 2022) avevano già evidenziato la carente base metodologica delle linee guida WPATH.
Stati Uniti
Gli USA rappresentano un'eccezione: mentre l'Europa fa marcia indietro sull'assistenza affermativa, la prassi statunitense fino a poco tempo fa era anzi in espansione. Allo stesso tempo, oltre venti stati hanno approvato leggi che limitano o vietano l'assistenza medica di genere per i minori. Il panorama giuridico è fortemente polarizzato; il governo federale ha seguito linee opposte sotto amministrazioni diverse.
Cosa accomuna questi sviluppi
Il filo conduttore nel Nord-ovest europeo: revisioni sistematiche della letteratura (UK, Svezia, Finlandia) constatano indipendentemente l'una dall'altra che il fondamento scientifico dei bloccanti della pubertà e degli ormoni cross-sex nei minori è debole, che gli effetti a lungo termine sono insufficientemente indagati e che l'aumento esplosivo soprattutto tra le ragazze adolescenti con disforia di genere dal 2010 circa non è spiegabile su base biologica. Il modello esplicativo si sposta verso fattori sociali, psichiatrici e culturali — non verso una maggiore affermazione.
L'assistenza di genere olandese, e in particolare il Dutch Protocol che per anni è stato considerato a livello internazionale lo standard di riferimento, è sotto forte pressione in questa nuova luce. Vedi anche sviluppi nei Paesi Bassi e Scienza e dibattito.