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Coming out
Il termine "coming out" proviene dall'emancipazione omosessuale e significa rendere pubblica una caratteristica immutabile: da chi una persona è attratta. Negli ultimi anni lo stesso termine è stato adottato per rendere noto un'identità di genere. Si tratta di un parallelo meno scontato di quanto spesso si suggerisca: l'orientamento sessuale è una caratteristica ben studiata e stabile, mentre l'identità di genere è un concetto teorico che si basa sull'autodichiarazione e che nei giovani fluttua spesso.
Cos'è un coming out?
Nel significato originario, coming out si riferisce alla condivisione di un orientamento sessuale con la famiglia, gli amici o l'ambiente più ampio. Per le persone lesbiche, gay e bisessuali si tratta spesso di un momento profondo con reali implicazioni sociali. Per le persone transgender, "coming out" è un'estensione successiva del termine alla pubblicizzazione di un genere percepito che si discosta dal sesso corporeo.
Reazioni dell'ambiente
Le reazioni variano notevolmente: dall'accettazione immediata alla riservatezza, al dubbio o al rifiuto. Non ogni reazione critica o attendista è "transfobia" o "omofobia". Un genitore che esprime preoccupazioni per una transizione annunciata all'improvviso da un adolescente agisce spesso per preoccupazione, non per odio. Il riflesso di etichettare ogni forma di dubbio come rifiuto chiude proprio il dialogo necessario.
Le ricerche mostrano che il sostegno della famiglia è correlato a un migliore benessere. Sostegno, però, non equivale ad approvazione di ogni passo proposto. Un genitore amorevole può accettare pienamente un figlio come persona e allo stesso tempo porre domande su passi sociali o medici affrettati.
Coming out nei giovani: un nuovo pattern
Negli ultimi dieci-quindici anni si è osservato uno spostamento marcato: un forte aumento delle identificazioni trans in particolare tra adolescenti femmine, spesso in gruppi di amici contemporaneamente, spesso in combinazione con un uso intensivo dei social media e altre problematiche psichiche come ansia, depressione, problematiche dello spettro autistico o storia di traumi. Questo pattern è stato descritto con il termine Rapid-Onset Gender Dysphoria. Un coming out che si presenta improvvisamente e in gruppo merita un'esplorazione psicologica accurata e non affermativa — non un'approvazione automatica di una transizione.
Coming out a scuola e al lavoro
A scuola e al lavoro le persone vengono spesso incoraggiate ad aprirsi subito sulla propria identità di genere e la scuola o il datore di lavoro possono immediatamente passare al cambio di pronomi e nome. Nei minorenni questo non è un passo innocuo; non dovrebbe avvenire senza i genitori. Negli adulti è una scelta personale, per la quale è prudente riflettere realisticamente sulle relazioni lavorative e sul contesto. Vedi anche Genere a scuola e Genere sul posto di lavoro.
Sostegno e accompagnamento
Un buon accompagnamento attorno a un coming out non è automaticamente affermativo. Uno psicologo o un medico di famiglia dovrebbe offrire spazio alle domande sottostanti: da dove viene questo sentimento, da quanto tempo esiste, quali altri fattori psichici giocano un ruolo e quale percorso si adatta meglio a questa persona. Un approccio esplorativo non è "terapia di conversione", ma semplicemente cure accurate. Vedi anche Accompagnamento psicologico.