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Ruolo dei genitori
I genitori sono i primi responsabili del benessere del proprio figlio — non la scuola, non TikTok, non un operatore, e non l'opinione del bambino di dodici anni in un momento qualunque. In un'era in cui il narrativo 'affirm-or-lose-your-child' viene lanciato contro i genitori, è importante nominare che il dubbio amorevole dei genitori non è una forma di rifiuto, ma di cura. Proteggere, osservare, ponderare con saggezza — non è opposizione, è genitorialità.
"Affirm or lose your child" non è scienza, è pressione
I genitori che cercano aiuto per un figlio con disforia di genere si trovano spesso davanti a una scelta che in realtà non è una scelta: conferma tutto, oppure spingi tuo figlio al suicidio. Tale inquadramento non è scientificamente fondato ed è esplicitamente respinto dalla Cass Review. Le prove disponibili non sostengono che l'affermazione prevenga il suicidio. I genitori possono — devono — porre domande, prendersi tempo, esplorare alternative e porre limiti.
Watchful waiting: un approccio rispettabile e collaudato
Per decenni il 'watchful waiting' è stato il consiglio standard per i bambini con disforia di genere: essere amorevolmente presenti, dare spazio, non incoraggiare, non medicalizzare, e lasciare che il tempo facesse il suo corso. Lo studio Steensma (2013) e altri studi a lungo termine mostrano che nella maggior parte dei bambini con disforia di genere i sentimenti scompaiono durante o dopo la pubertà. Il watchful waiting lavora con quella realtà biologica, non contro di essa.
Il modello affermativo — nome nuovo, pronomi, abbigliamento subito, e a termine bloccanti e ormoni — ha soppiantato il watchful waiting negli ultimi dieci anni. In Svezia, Finlandia, Norvegia, Danimarca e Regno Unito il pendolo sta tornando alla cautela. I genitori che vogliono seguire questa linea internazionale stanno quindi in una tradizione scientifica sempre più rispettata.
Il genitore come custode, non come ostacolo
Un problema crescente nei Paesi Bassi e altrove è che scuole, operatori e persino medici di famiglia confermano attivamente i bambini in una nuova identità di genere senza informare i genitori — o addirittura escludendoli deliberatamente. Ciò mina la famiglia, pone il minorenne in una posizione di conflitto con i propri genitori, e contrasta con il fatto che i genitori sono giuridicamente e moralmente responsabili del benessere del figlio fino alla maggiore età. Vedi anche Scuola e bambini transgender.
I genitori hanno il diritto e il dovere di sapere cosa accade al proprio figlio — a scuola, nello studio del medico e nel trattamento. Un operatore che strutturalmente lavora con il bambino bypassando i genitori agisce al di fuori del proprio ruolo.
Prendere sul serio la problematica sottostante
Molti giovani che si presentano con disforia di genere hanno una storia di bullismo, solitudine, disturbi dello spettro autistico, depressione, ansia, disturbi alimentari, traumi, uso intensivo dei social media o abusi sessuali. Il 'genere' può allora essere un modello esplicativo che il bambino offre — e che gli adulti intorno al bambino fanno proprio — per dare un nome a tutto quel dolore. I genitori che mettono bene a fuoco queste vulnerabilità sottostanti aiutano il proprio figlio più profondamente di tutti i cambi di nome e pronomi messi insieme.
Decisioni mediche e autorità genitoriale
Nei Paesi Bassi vale: per i bambini sotto i 12 anni decidono i genitori. Tra i 12 e i 16 anni è necessario il consenso sia del bambino che dei genitori. Dai 16 anni il giovane decide in linea di principio da sé — anche se altri paesi mostrano che 16 anni per decisioni irreversibili che si ripercuotono a vita è francamente giovane. I genitori possono rifiutare, ritardare, chiedere un secondo parere, cercare un'altra clinica e appellarsi alla ricerca internazionale. Un operatore che fa pressione sui genitori per firmare 'in fretta' non agisce nell'interesse del bambino.
Sostegno per i genitori
I genitori di un bambino con disforia di genere nei Paesi Bassi sono un gruppo spesso isolato e messo a tacere. A livello internazionale esistono reti di genitori che sono critici sull'assistenza gender-affirmative e che condividono la propria esperienza (tra cui SEGM, Genspect, Bayswater Support Group). Il contatto tra pari con altri genitori può aiutare a uscire dal senso di colpa e dall'isolamento provocato dal dibattito attuale.