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Rapid-Onset Gender Dysphoria

La Rapid-Onset Gender Dysphoria (ROGD) è un'ipotesi seria e clinicamente rilevante per spiegare un notevole nuovo pattern demografico: un improvviso e forte aumento — dal 2010 circa — di adolescenti, in maggioranza femmine, che in età adolescenziale sviluppano per la prima volta un'identificazione trans, spesso in gruppi di amici e in concomitanza con un uso intensivo dei social media. Il termine è controverso negli ambienti attivisti, ma il fenomeno sottostante è riconosciuto da un numero crescente di clinici, ricercatori e genitori e offre il quadro più plausibile per quanto avviene nella pratica.

Il pattern che richiede spiegazione

Nei Paesi Bassi, nel Regno Unito, in Svezia, in Finlandia e negli USA il numero di segnalazioni per disforia di genere nei giovani dal 2010 si è decuplicato fino a ventuplicato. Il rapporto di sesso si è inoltre invertito: storicamente si trattava prevalentemente di maschi biologici con disforia infantile precoce; ora il 70-80% dei nuovi segnalanti sono adolescenti femmine senza storia di varianza di genere. La comorbilità con disturbi dello spettro autistico, ansia, depressione, disturbi alimentari e comportamenti autolesivi è elevata. Un cambiamento di tale entità, velocità, diffusione geografica e specificità demografica non si addice a un fenomeno biologico stabile; richiede una spiegazione socio-culturale.

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Littman (2018) e il nucleo dell'ipotesi

Lisa Littman (Brown University, 2018) ha descritto, sulla base di rapporti dei genitori, un pattern riconoscibile: disforia insorta improvvisamente dopo un'intensa immersione in comunità online trans-positive, spesso in cluster di amiche che transitavano contemporaneamente, con una biografia priva di disforia infantile. Littman ha confrontato il meccanismo con il peer-contagion descritto per anoressia e autolesionismo nelle adolescenti femmine. La sua ipotesi è formulata deliberatamente con cautela: la ROGD descrive una sotto-popolazione, non una diagnosi alternativa per tutti i casi.

Reazione degli ambienti attivisti

Dopo la pubblicazione lo studio è stato oggetto di una campagna organizzata contro Littman e PLOS ONE. La rivista ha eseguito un'insolita revisione post-pubblicazione e pubblicato una versione corretta in cui i risultati centrali sono rimasti validi. Il clamore si è concentrato soprattutto sul fatto che fossero stati utilizzati i genitori come fonte — mentre il rapporto dei genitori in psicologia dell'adolescenza è del tutto consueto e valido, proprio perché gli adolescenti stessi hanno spesso una comprensione limitata del proprio sviluppo.

La ricerca successiva conferma il pattern

Dal 2018 diverse ricerche hanno confermato o sostenuto l'idea centrale. Littman (2021) ha pubblicato uno studio sui detransitioner che ha esplicitamente sottoscritto il ruolo del peer-contagion. Diaz e Bailey hanno riportato risultati simili. La Cass Review (2024) indica l'improvviso spostamento demografico — adolescenti femmine con problematica in comorbilità — come motivo per ripensare fondamentalmente i modelli di cura esistenti e riconosce esplicitamente che i fattori socio-culturali devono svolgere un ruolo principale nella spiegazione.

Posizione di WPATH e AAP

WPATH e l'American Academy of Pediatrics rifiutano di riconoscere la ROGD come concetto e sostengono che la sua accettazione porterebbe alla negazione delle identità trans. I critici sottolineano che questa posizione è soprattutto istituzionale-politica e non deriva da una valutazione approfondita delle prove. I WPATH Files mostrano che gli operatori sanitari internamente si confrontano con il riconoscimento di pattern adolescenziali che si discostano dal quadro classico.

Implicazioni cliniche

Il riconoscimento della ROGD non significa che il dolore dei giovani coinvolti non sia reale. Significa che è necessaria un'esplorazione psicologica accurata prima di intraprendere passi medici: indagine della problematica in comorbilità, ruolo dei social network, natura e durata della disforia, e possibilità che lotte sottostanti con orientamento sessuale, trauma, autismo o confusione identitaria adolescenziale si manifestino come disforia di genere. In molti adolescenti la disforia scompare spontaneamente con il tempo — vedi desistance.