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Genderfluid

'Genderfluid' descrive un sentimento di genere autodichiarato che varia nel tempo: a volte più maschile, a volte più femminile, a volte in mezzo o del tutto diverso. È un'etichetta identitaria, non una categoria biologica — il sesso biologico è di per sé stabile e non cambia di ora in ora. La domanda su cosa esattamente 'cambi' nel genderfluid — e se ciò meriti una categoria ontologica a parte — è un punto aperto.

Come viene descritta l'esperienza?

Le descrizioni variano. Per alcuni la variazione è una vissuto quotidiano che si manifesta in abiti, pronomi o presentazione. Per altri è una percezione interiore senza conseguenze esteriori. Non c'è un modo prescritto di essere genderfluid e non c'è un criterio oggettivo per verificarne l'esperienza. Genderfluid viene di solito ricondotto al termine più ampio non-binario.

Una nota critica: il disagio per le aspettative di ruolo rigide che una società attribuisce a 'maschile' e 'femminile' è reale e riconoscibile. Da ciò non segue però necessariamente che il genere o il sesso di una persona stesso vari. Molto di ciò che viene descritto come 'genderfluidità' è spiegabile come variazione di umore, espressione, gusto o identificazione in una stessa persona — fenomeni che non meritano necessariamente una categoria a parte.

Etichette affini

Accanto a genderfluid circolano nella stessa subcultura varie etichette affini. Genderflux si riferisce a variazioni di intensità del sentimento di genere (non di direzione). Genderfae e genderfaun sono varianti in cui la fluidità resta limitata rispettivamente allo spettro femminile o maschile. Per esperienze 'parziali' all'interno di un genere ci sono demiboy e demiragazza.

Affermazioni storiche e culturali

Nel discorso pubblico più ampio si rimanda a volte a tradizioni indigene o categorie di ruolo non occidentali come 'prova' che la genderfluidità sia universale. Quei confronti sono problematici: le tradizioni citate (per esempio two-spirit) rimandano a ruoli culturali e spirituali specifici in determinate comunità, non a un 'sentimento di genere' interiore variabile come quello inteso qui. Il termine occidentale 'genderfluid' stesso è recente e sorto in gran parte online.

Aspetti sociali e pratici

I documenti ufficiali registrano un sesso fisso. La Legge transgender del 2023 rende più semplice la modifica, ma non prevede una categoria variabile o terza. In contesti sociali — lavoro, scuola, sport — una presentazione variabile può portare a interrogativi; non è 'discriminazione' quando istituzioni continuano a distinguere sulla base del sesso (per esempio nello sport o nei rifugi), perché possono esserci buone ragioni per farlo.

Dibattito scientifico

La ricerca sistematica sulla genderfluidità come categoria a sé è scarsa. Il termine è ampio, poco delimitato e fortemente autodichiarato. Il forte aumento dell'etichetta dal 2015 circa, soprattutto tra i giovani, coincide con l'ascesa dei social media e della cultura dei pari attorno all'identità; questo è un punto di attenzione per ogni affermazione che si tratti di una caratteristica biologica o psicologica stabile. La ricerca sulla rapid-onset gender dysphoria e sulle dinamiche di contagio sociale è rilevante in questo contesto.

Fonti

  • Diamond, L.M. (2020). "Gender fluidity and nonbinary gender identities among children and adolescents." Child Development Perspectives, 14(2). DOI
  • Katz-Wise, S.L., Reisner, S.L., Hughto, J.W., Keo-Meier, C.L. (2016). "Differences in sexual orientation diversity and sexual fluidity in attractions among gender minority adults in Massachusetts." Journal of Sex Research, 53(1). DOI
  • Littman, L. (2018). "Parent reports of adolescents and young adults perceived to show signs of a rapid onset of gender dysphoria." PLOS ONE, 13(8). DOI
  • Shrier, Abigail (2020). Irreversible Damage. Regnery.
  • Stock, Kathleen (2021). Material Girls. Fleet.