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Desistance

La desistance è un concetto centrale nelle cure giovanili di genere che si riferisce a quanto è risultato essere la regola per decenni: la maggior parte dei bambini che mostrano disforia di genere o varianza di genere giunge ad accettare il proprio corpo senza intervento medico. Di solito questi bambini sviluppano in età più avanzata un'orientamento omo- o bisessuale. La ricerca sulla desistance costituisce così uno degli argomenti più importanti contro la medicalizzazione precoce nei minori.

Ciò che mostrano gli studi classici

Undici studi prospettici di follow-up provenienti da Paesi Bassi, Canada, Regno Unito e USA riportano coerentemente che dal 61 al 98% dei bambini con varianza o disforia di genere infantile precoce non sperimenta più disforia persistente verso la fine dell'adolescenza. Lo studio olandese più citato è Steensma et al. (2013), condotto nella stessa clinica dell'Amsterdam UMC: dei bambini con varianza di genere, solo una minoranza riferiva in adolescenza ancora disforia persistente. La stragrande maggioranza ha sviluppato un'accettazione del proprio corpo, spesso in combinazione con un orientamento omo- o bisessuale. Percentuali simili sono state riportate da Drummond, Wallien, Singh e Zucker.

Un fatto biologico e clinico notevole

Il fatto che così tanti bambini giungano "spontaneamente" all'accettazione del proprio sesso, nonostante a volte una disforia intensa nell'infanzia, è un forte segnale che gli interventi medici precoci e profondi in questa fase non sono solo inutili ma possono anche essere dannosi. La pubertà stessa risulta per la maggioranza una fase in cui la disforia diminuisce o scompare, possibilmente perché il corpo adolescente e lo sviluppo identitario ad esso collegato aiutano il bambino a riconciliarsi con il proprio sesso. I bloccanti della pubertà interrompono proprio questo periodo cruciale.

Critica alle cifre di desistance e cosa resta

I critici attivisti sostengono che gli studi più datati fossero "ampi" nell'inclusione — non solo disforia DSM ma anche varianza di genere meno pronunciata. Tecnicamente è corretto, ma ciò non mina il risultato principale: anche con ridefinizioni più ristrette la maggioranza dei bambini rimane non persistente. Più importante è che le attuali coorti di adolescenti non sono ancora state metodologicamente ben seguite — tra l'altro perché il modello affermativo adotta la "social transition" come intervento (nuovo nome, pronomi, stile di abbigliamento), cosa che nella ricerca osservazionale ha fornito indizi che ciò stesso aumenti la probabilità di persistenza. La Cass Review (2024) parla esplicitamente della social transition come di un intervento psicosociale attivo i cui esiti non sono stati sufficientemente studiati.

Implicazioni per il modello di cura

I risultati sulla desistance sostengono il "watchful waiting" — accompagnamento osservativo con psicoterapia — come trattamento di prima linea nei bambini prepuberi. La medicalizzazione precoce ignora che il corso naturale nella maggior parte dei bambini porta all'accettazione senza interventi irreversibili. È inoltre notevole che molti cosiddetti "desisters" risultino retrospettivamente essere gay o lesbiche; ciò alimenta in alcuni critici, comprese organizzazioni per i diritti omosessuali, la preoccupazione che la transizione affermativa funzioni di fatto come terapia di conversione per futuri bambini omosessuali.

Adolescenti con disforia a insorgenza tardiva

La letteratura sulla desistance riguarda i bambini prepuberi. Per gli adolescenti che sviluppano per la prima volta disforia in età adolescenziale — l'attuale gruppo principale di segnalanti — non esistono dati longitudinali comparabili. Ma anche qui le cifre della ricerca sulla detransizione suggeriscono che una parte sostanziale recede dall'identificazione. Vedi ROGD e detransizione.