La Germania è alle prese con la legge sull’autodeterminazione: l’AfD vuole abrogarla, la CDU cerca una via di mezzo
In Germania è esplosa una nuova battaglia politica sul Selbstbestimmungsgesetz (SBGG), la legge sull’autodeterminazione in vigore dal 1° novembre 2024. Dopo la vittoria elettorale dell’AfD alle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt nel 2026, parlamentari dell’AfD hanno presentato mozioni per revocare completamente la legge. Nel frattempo, all’interno della CDU circolano proposte per una via di mezzo: non abolire la legge, ma inasprirla. Un recente saggio pubblicato su Genspect, scritto da un ex esponente dei Verdi tedeschi, mette in luce le linee di frattura politiche.
Che cosa prevede esattamente la legge
Nel 2024 il Selbstbestimmungsgesetz ha sostituito il vecchio Transsexuellengesetz, molto più macchinoso. Da allora è sufficiente una dichiarazione presso l’ufficio di stato civile per modificare il sesso registrato legalmente e il nome proprio, senza esame medico, diagnosi psicologica o verifica giudiziaria. Il nostro dossier su zelfidentificatie.nl confronta questa procedura tedesca con quelle di Spagna e Paesi Bassi: tutti e tre i Paesi hanno scelto un modello basato sulla semplice autodichiarazione, ma con limiti di età e periodi di attesa differenti.
Le affermazioni dell’AfD e ciò che è possibile verificare
Il saggio di Genspect cita mozioni dell’AfD che chiedono di ripristinare la protezione dei minori, delle persone psicologicamente vulnerabili e degli spazi riservati alle donne, oltre a una moratoria immediata sui bloccanti della pubertà e sugli ormoni cross-sex per i minori. Quest’ultimo punto è distinto dal SBGG: la legge sull’autodeterminazione disciplina la registrazione legale del sesso di adulti e giovani a partire dai 14 anni, con il consenso di un genitore, ma non l’accesso alle cure mediche per la transizione, che in Germania è regolato da linee guida separate. Leggendo la legge, si vede che l’AfD riunisce in un’unica mozione due dossier distinti: la registrazione legale e l’assistenza medica. È una scelta politica, non una rappresentazione di ciò che la legge disciplina effettivamente.
È invece verificabile che la legge consente di modificare ogni anno la registrazione senza ulteriori formalità e che i critici — tra cui lo stesso saggio — segnalano l’assenza di una soglia che dovrebbe prevenire strutturalmente l’uso improprio degli spazi riservati alle donne. Il saggio non fornisce dati sulla frequenza con cui ciò accade; per il momento, tali dati mancano anche nel dibattito pubblico tedesco.
Un cordone sanitario politico e la domanda su chi ascolti ancora
Il saggio descrive anche la «Brandmauer», il cordone sanitario tedesco con cui i partiti tradizionali escludono categoricamente qualsiasi collaborazione con l’AfD. L’autore — ex esponente dei Verdi e oggi portavoce dell’associazione di genitori Transteens-Sorge-Berechtigt — ne ha fatto esperienza personale: nel 2019 gli fu ordinato di non stringere la mano ai consiglieri comunali dell’AfD, contrariamente a quanto normalmente avviene nei consigli comunali tedeschi. La sua tesi è che l’esclusione dell’AfD come interlocutore renda più difficile per i partiti tradizionali riconoscere apertamente anche una debolezza sostanziale della propria legge — l’assenza di un limite di età e di una verifica accurata — per timore che tale ammissione venga interpretata come un sostegno all’AfD.
Questo meccanismo merita una precisazione critica: si tratta dell’analisi dell’autore, non di un fatto accertato. L’esclusione politica di un partito non dice nulla sulla correttezza delle sue specifiche proposte legislative e, viceversa, concordare con un singolo punto del programma di un partito non significa condividerne il resto. Anche per questo la nostra redazione non assume qui una posizione politica sull’AfD in quanto partito: la critica riguarda esclusivamente il contenuto del Selbstbestimmungsgesetz.
Il compromesso della CDU: inasprire invece di abolire
Per il lettore olandese è più interessante l’alternativa delineata nel saggio a partire dalla posizione della CDU: innalzare il limite di età a 25 anni, introdurre un accompagnamento medico o psicologico obbligatorio e definire in modo più esplicito la protezione degli spazi riservati alle donne, senza cancellare la legge nel suo complesso. È un approccio diverso dall’abrogazione totale voluta dall’AfD e si inserisce nella linea seguita altrove in Europa: la nostra pagina sulle politiche di genere nei diversi Paesi mostra che Paesi come Svezia e Finlandia hanno fatto marcia indietro rispetto a modelli permissivi di autodeterminazione e trattamento, senza però abolirli completamente.
Finora la Germania ha seguito una linea diversa da quella dei suoi vicini scandinavi. Il nostro precedente articolo sulla critica delle ministre e dei ministri tedeschi della Giustizia all’SBGG da parte dell’ONU aveva già descritto i dubbi interni allo stesso Stato di diritto tedesco sulla precisione della legge. Le mozioni dell’AfD e il compromesso della CDU rappresentano un nuovo episodio politico di quella stessa discussione, non il suo inizio.
Che cosa significa per il dibattito
L’esempio tedesco mostra che una legge sull’autodeterminazione priva di limite di età, periodo di attesa o verifica accurata può diventare un punto di rottura politico quando la pratica non risponde alle aspettative, anche in un Paese in cui una legge simile è stata approvata con ampio sostegno. Per il dibattito olandese su una legislazione analoga, questo è un dato rilevante: non perché la situazione politica tedesca sia trasferibile automaticamente, ma perché le debolezze tecniche evidenziate — nessun limite di età, nessuna verifica, nessun dato sugli abusi — sono esattamente i punti messi in discussione anche nella legge olandese sulla transizione di genere.
Fonti
David Allison, «Germany: A Glimmer of Hope for Sex Realists?», Genspect, 28 september 2026. genspect.org/germany-a-glimmer-of-hope-for-sex-realists
Genderinfo.nl, «I ministri tedeschi della Giustizia esprimono la critica dell’ONU al Selbstbestimmungsgesetz», 2026. genderinfo.nl/artikelen/duitse-justitieministers-vn-kritiek-selbstbestimmungsgesetz-2026
Zelfidentificatie.nl, «Articolo 1:28 del Codice civile — cosa prevede e cosa non prevede» (confronto con l’SBGG tedesco). zelfidentificatie.nl/artikel-1-28-bw

Edward Jansen
Genderinfo.nl
Domande frequenti
Che cos’è il Selbstbestimmungsgesetz?
La legge tedesca sull’autodeterminazione (SBGG), in vigore dal 1° novembre 2024. Consente a chiunque di modificare il sesso registrato legalmente e il nome proprio tramite una semplice dichiarazione presso l’ufficio di stato civile, senza esame medico, diagnosi o verifica giudiziaria. La procedura può essere ripetuta dopo un periodo di attesa di un anno.
Che cosa vuole cambiare l’AfD nella legge?
Dopo la vittoria elettorale in Sassonia-Anhalt, parlamentari dell’AfD hanno presentato mozioni per abrogare la legge e sostituirla con norme che proteggano esplicitamente gli spazi riservati alle donne, i minori e le persone psicologicamente vulnerabili, oltre a introdurre una moratoria sui bloccanti della pubertà e sugli ormoni cross-sex per i minori.
Anche la CDU sta valutando modifiche?
Sì. L’articolo delinea un compromesso secondo cui la CDU innalzerebbe il limite di età a 25 anni e introdurrebbe un accompagnamento medico o psicologico obbligatorio, senza abolire la legge nel suo complesso: si tratterebbe quindi di un inasprimento, non di un’abrogazione.
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