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Clinica di genere dell’Amsterdam UMC (2025)

Edificio dell’Amsterdam UMC, sede VUmc, nella Zuidas
Foto: MrAronymous, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Nel gennaio 2025 è stato reso noto che il Centro di conoscenza e assistenza per la disforia di genere dell’Amsterdam UMC, la più grande clinica di genere dei Paesi Bassi, non avrebbe temporaneamente preso in carico nuovi adulti. NRC ne ha dato notizia il 9 gennaio 2025. Il 28 gennaio 2025 i deputati Westerveld e Slagt-Tichelman (GroenLinks-PvdA) hanno presentato interrogazioni scritte al riguardo.

La ministra Agema della Sanità, del Welfare e dello Sport ha risposto il 7 marzo 2025. Secondo la ministra, formalmente non è stato imposto alcun blocco alle nuove prese in carico: è ancora possibile inviare pazienti al centro, ma gli adulti in lista d’attesa non vengono temporaneamente convocati per il primo colloquio. Bambini e adolescenti continuano invece a essere convocati.

Cosa si legge

La ministra indica come causa la carenza di psicologi, che sta mettendo sotto pressione il flusso dei pazienti. Il centro sta verificando il bisogno assistenziale di tutte le persone in attesa; più della metà degli adulti contattati aveva già ricevuto una qualche forma di assistenza altrove. La ministra fa riferimento agli accordi sui tempi di attesa nella salute mentale e a una piattaforma nazionale per l’assistenza transgender, che dovrebbe favorire la collaborazione e una distribuzione più capillare dell’assistenza.

Contesto e motivi

Secondo le notizie alla base delle interrogazioni parlamentari, in quel momento gli adulti aspettavano da oltre un anno un secondo appuntamento, mentre per bambini e adolescenti l’attesa era di circa due mesi. L’ospedale consigliava ai pazienti di contattare la propria assicurazione sanitaria per ottenere assistenza nella ricerca di un percorso di cura. I deputati hanno posto nove domande. Volevano sapere cosa stesse facendo la ministra per affrontare la carenza di psicologi, se fossero previsti fondi aggiuntivi, quali danni causassero i lunghi tempi di attesa, se le persone si rivolgessero all’estero, quale fosse la situazione rispetto all’obbligo di assistenza e se si potesse abolire il requisito di una diagnosi psicologica.

Contesto politico

Le risposte avrebbero dovuto arrivare entro il 13 febbraio 2025. La ministra ha chiesto una proroga perché era necessario coordinare le risposte con soggetti esterni; dalla nota amministrativa allegata alle risposte risulta che si trattava dell’Amsterdam UMC e dell’Autorità olandese per la sanità. La stessa nota inserisce le domande in una serie più ampia. Nell’anno precedente il ministero aveva già risposto a diversi gruppi di interrogazioni parlamentari sulle critiche all’approccio olandese, e il Parlamento aveva approvato mozioni di Diederik van Dijk (SGP) e Hertzberger (NSC) che chiedevano ulteriori ricerche e un parere indipendente. In seguito è stata chiesta una consulenza al Consiglio della sanità; la commissione è stata istituita il 5 febbraio 2025. Vedi anche la lettera parlamentare sull’assistenza di genere per i minorenni e la revisione dello standard di qualità.

Perché è incluso in questo archivio

Le risposte mostrano quanto sia forte la pressione sull’assistenza medica di genere e si inseriscono in altri sviluppi nei Paesi Bassi riguardanti i tempi di attesa e la capacità assistenziale. Le cifre e le cause alla base della lista d’attesa, compreso il blocco presso l’Amsterdam UMC, sono riportate su transtijd.nl nell’articolo sulla lista d’attesa nell’assistenza di genere nei Paesi Bassi.

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Fonti