Genderinfo.nl
Attualità

Amsterdam UMC e il Dutch Protocol

Ala del VUmc sulla De Boelelaan ad Amsterdam
Foto: Choinowski, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

L’Amsterdam UMC (in precedenza VUmc) ha sviluppato dagli anni Novanta il cosiddetto Dutch Protocol: bloccanti della pubertà a partire dallo stadio 2 di Tanner, seguiti da ormoni del sesso opposto a partire da circa 16 anni e dalla chirurgia a partire da circa 18 anni. Per lungo tempo è stato presentato a livello internazionale come basato sull’evidenza. Tuttavia, a un riesame, gli studi originali olandesi (De Vries, Steensma) si sono rivelati affetti da gravi limitazioni metodologiche: gruppi esigui, assenza di un gruppo di controllo, elevato tasso di abbandono, criteri di selezione restrittivi e il decesso di un partecipante dopo un intervento. L’affermazione secondo cui i bloccanti della pubertà «sono reversibili e danno tempo per riflettere» non è più condivisa a livello internazionale; quasi tutti i bambini trattati passano agli ormoni del sesso opposto.

Come è nato il protocollo

La prima pubblicazione sulla soppressione della pubertà è apparsa nel 1998, a firma di Cohen-Kettenis e Van Goozen. Nel 2006 Delemarre-van de Waal e Cohen-Kettenis hanno descritto il metodo come protocollo: bloccanti della pubertà a partire dai dodici anni, ormoni dai sedici anni e interventi chirurgici dai diciotto anni. Il presupposto era che un adolescente trattato con i bloccanti avesse tempo per riflettere, mentre la pubertà fisica rimaneva sospesa. Maggiori informazioni sul farmaco sono disponibili nella pagina dedicata ai bloccanti della pubertà.

Gli studi del 2011 e del 2014

Le principali basi scientifiche provengono da due studi del team di Amsterdam. Lo studio sugli esiti del 2011 ha seguito 70 adolescenti durante il trattamento con bloccanti della pubertà. Lo studio di follow-up del 2014 ha descritto 55 giovani adulti dopo il trattamento ormonale e gli interventi chirurgici. I ricercatori hanno concluso che la disforia di genere era diminuita e che il funzionamento psicologico era migliorato. Le cliniche di altri Paesi si sono richiamate a questi due studi quando hanno adottato il trattamento.

Le critiche

Nel 2022 il sociologo britannico Michael Biggs ha pubblicato un’analisi delle origini e delle basi scientifiche del protocollo. Nel 2023 è seguito un articolo di Abbruzzese, Levine e Mason, secondo cui gli studi olandesi sono considerati erroneamente affidabili. Le loro obiezioni sono l’assenza di un gruppo di confronto, le dimensioni ridotte e la selezione rigorosa del gruppo, nonché il fatto che siano stati riportati soprattutto gli esiti più favorevoli. Nella puntata di Zembla del 26 ottobre 2023, il metodologo Gerard van Breukelen dell’Università di Maastricht ha definito fatale l’assenza di un gruppo di confronto per stabilire se il trattamento funzioni. Il testo su come le critiche internazionali abbiano raggiunto i Paesi Bassi spiega come si è sviluppata la vicenda.

La risposta dei curanti

La neuropsichiatra infantile e dell’adolescenza Annelou de Vries dell’Amsterdam UMC ha dichiarato a Zembla che un gruppo di controllo sarebbe non etico, perché in tal caso gli adolescenti che necessitano di un trattamento non lo riceverebbero. Ha sottolineato che nel frattempo sono state pubblicate ulteriori ricerche. Uno studio del 2022 su 720 adolescenti della coorte di Amsterdam, che dopo i bloccanti della pubertà avevano iniziato il trattamento ormonale, ha mostrato che il 98% utilizzava ancora quegli ormoni all’ultimo controllo. I curanti interpretano questo dato come un segno del fatto che pochi adolescenti cambiano idea. I critici lo considerano invece un’indicazione che i bloccanti non costituiscono un periodo neutrale per riflettere, ma il primo passo di un percorso medico. Il numero di adolescenti indirizzati che iniziano un simile percorso è riportato nella notizia sugli adolescenti inviati all’Amsterdam UMC.

La situazione attuale

Dal 2019 il metodo è definito nello Standard di qualità per l’assistenza transgender somatica, che si applica a tutti gli operatori olandesi. Nel 2024 la Camera dei rappresentanti ha chiesto un’indagine sugli esiti del trattamento. Il Consiglio della sanità ha stabilito il 30 giugno 2026 che l’assistenza agli adolescenti è organizzata con la dovuta attenzione, rilevando al contempo che i dati sugli effetti indesiderati disponibili sono limitati; si veda il parere del Consiglio della sanità. Il Regno Unito, la Svezia e la Finlandia hanno considerato la stessa incertezza un motivo per adottare un approccio prudente. I dati sul numero di pazienti e sui tempi di attesa della clinica sono disponibili su trans-nederland.nl, nella pagina dedicata alla clinica di genere dell’Amsterdam UMC.

Domande frequenti