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Che cos’è la disforia di genere?

Sagoma di una persona che guarda fuori da una finestra aperta
Foto: Mouli Sharma via Pexels

La disforia di genere è il disagio o la sofferenza persistente che una persona prova quando il proprio corpo o il sesso registrato non corrispondono al modo in cui vive se stessa. È un termine medico e anche il nome di una diagnosi nel manuale psichiatrico DSM-5. Chi soffre di disforia di genere si sente a lungo estraneo al proprio sesso e ne soffre.

Che cos’è la disforia di genere?

La parola disforia significa disagio, il contrario di euforia. La disforia di genere riguarda quindi la sofferenza, non l’identità in sé. Il termine è entrato nel DSM-5 nel 2013, sostituendo il precedente termine disturbo dell’identità di genere. L’idea alla base del cambiamento è che non sia l’esperienza della persona a costituire il disturbo, bensì la sofferenza che l’accompagna.

La gravità varia molto da persona a persona. Alcune provano un’insoddisfazione lieve, altre una grave sofferenza psicologica che compromette la vita quotidiana. Non tutte le persone che si definiscono transgender soffrono di disforia di genere, e avere dubbi sulla propria identità non costituisce di per sé una diagnosi. Per saperne di più sul concetto sottostante, consulti che cos’è il genere.

Sintomi della disforia di genere: quali sono le caratteristiche?

Per giovani e adulti, il DSM-5 descrive una marcata incongruenza tra il genere vissuto e quello registrato, che persiste per almeno sei mesi. Tra le caratteristiche indicate vi sono:

  • una forte avversione per le proprie caratteristiche sessuali, oppure, nei giovani, per quelle che compaiono durante la pubertà;
  • un forte desiderio di avere le caratteristiche corporee dell’altro sesso;
  • un forte desiderio di appartenere all’altro sesso e di essere trattati di conseguenza;
  • la convinzione di avere i sentimenti e le reazioni tipici dell’altro sesso.

Inoltre, deve esserci una sofferenza evidente o una difficoltà nel funzionamento quotidiano, per esempio a scuola, al lavoro o nelle relazioni. I criteri completi sono riportati nella pagina dedicata a DSM-5 e disforia di genere.

La disforia di genere è spesso associata a depressione, ansia o solitudine. Sta pensando al suicidio o è preoccupato per qualcuno? Chiami il servizio 113 Zelfmoordpreventie al numero 0800-0113 oppure chatti tramite 113.nl.

Disforia di genere o incongruenza di genere: qual è la differenza?

Incongruenza di genere è il termine utilizzato nell’ICD-11, la classificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in vigore dal 1° gennaio 2022. Il termine descrive la differenza tra il genere vissuto e quello registrato, senza che la sofferenza sia una condizione necessaria. Inoltre, l’ICD-11 non colloca più l’incongruenza di genere tra i disturbi mentali, ma in un capitolo dedicato alla salute sessuale. La disforia di genere, il termine usato nel DSM-5, richiede invece la presenza di sofferenza. È diffusa anche la grafia disforia genere; si intende comunque la stessa cosa. Veda ICD-11 e variazione di genere. Le descrizioni del DSM-5 e dell’ICD-11 sono messe a confronto su transwijzer.nl.

Come viene diagnosticata la disforia di genere?

La diagnosi viene formulata da uno psicologo o da uno psichiatra, di solito all’interno di un’équipe specializzata in questioni di genere. Il percorso prevede una serie di colloqui sulla storia personale, sui disturbi e sulle aspettative. Non esistono esami del sangue, scansioni o altre misurazioni fisiche in grado di dimostrare la presenza di disforia di genere. La diagnosi si basa su ciò che la persona racconta e sulla valutazione del professionista. Per questo è meno oggettiva rispetto a quella di una patologia fisica. Per sapere come si svolge il percorso, consulti diagnosi di disforia di genere.

Esiste un test per la disforia di genere?

No. Non esiste alcun test in grado di stabilire se soffre di disforia di genere. I questionari online possono aiutare a mettere ordine nei propri pensieri, ma non formulano una diagnosi. Su questo sito trova il Transcheck, un elenco di 50 domande per chi ha dei dubbi. Il risultato è uno strumento utile per le proprie riflessioni e per un colloquio con un medico o uno psicologo, niente di più.

La disforia di genere nei bambini

Per i bambini, il DSM-5 prevede criteri specifici. Un comportamento diverso da quello che ci si aspetta da maschi o femmine, come la preferenza per determinati giocattoli o capi di abbigliamento, non costituisce di per sé disforia di genere. In studi di follow-up, tra cui quello di Steensma e colleghi (2013), la disforia è scomparsa in una parte considerevole dei bambini durante o dopo la pubertà. Questo fenomeno è chiamato desistenza.

Se è preoccupato per suo figlio, legga il genere nei bambini e la guida per genitori preoccupati. Per saperne di più sui farmaci per i giovani, consulti i bloccanti della pubertà.

Che cosa si può fare e a chi ci si può rivolgere?

Il medico di base è il primo punto di riferimento. Può aiutarla a riflettere sulla situazione, discutere altre possibili cause dei disturbi e, se necessario, prescrivere un invio. Può indirizzarla a uno psicologo della sua zona o a un ambulatorio specializzato in questioni di genere. In équipe specializzate operano, tra gli altri, l’Amsterdam UMC, il Radboudumc di Nimega e l’UMCG di Groninga.

La lista d’attesa per un ambulatorio specializzato in questioni di genere è lunga: è normale attendere più di un anno per il primo colloquio. Le informazioni aggiornate sono disponibili alla pagina tempi di attesa e percorso assistenziale. Durante l’attesa, il supporto psicologico può essere utile, anche in presenza di disturbi come depressione o ansia.

Trattamento della disforia di genere

Il trattamento può consistere in colloqui, in una transizione sociale, nella terapia ormonale e in interventi chirurgici. Gli ormoni e gli interventi chirurgici sono trattamenti impegnativi e in parte irreversibili. Quale passo sia più adatto varia da persona a persona e dovrebbe essere deciso insieme al professionista che la segue.

Considerazioni critiche

Non esiste consenso scientifico sulle cause della disforia di genere né sul trattamento migliore. La britannica Cass Review (2024) ha concluso che le prove a sostegno del trattamento medico dei giovani sono deboli. Svezia e Finlandia hanno reso più rigorosa l’assistenza ai minorenni. Nei Paesi Bassi, il Consiglio della Salute ha raccomandato il 30 giugno 2026 che l’assistenza ai giovani sia organizzata con la dovuta attenzione. Veda la Cass Review.

Il gruppo di persone che si rivolge ai servizi è cambiato. In passato si trattava soprattutto di bambini piccoli, spesso maschi, con una disforia precoce e persistente. Dal 2012 circa si sono rivolti ai servizi molti più giovani, tra cui un numero sorprendentemente alto di ragazze, spesso con problemi concomitanti come autismo, ansia o depressione. L’originario Dutch Protocol non era stato elaborato per questo gruppo.

Il ruolo dei fattori sociali in questo aumento è oggetto di discussione. Il concetto di disforia di genere a insorgenza rapida, introdotto da Littman (2018), è controverso. È tuttavia certo che i problemi concomitanti meritino attenzione: una diagnosi di disforia di genere non deve mettere in secondo piano altri disturbi.