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J.K. Rowling

J.K. Rowling durante un pomeriggio di letture nel 2010
Foto: Daniel Ogren, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Il 10 giugno 2020 la scrittrice britannica J.K. Rowling pubblicò sul proprio sito web un lungo saggio intitolato J.K. Rowling Writes about Her Reasons for Speaking out on Sex and Gender Issues. Era la sua risposta alle critiche seguite a precedenti messaggi pubblicati sui social media.

L’articolo principale su questo argomento è J.K. Rowling.

Di cosa si tratta

Rowling indica cinque motivi per cui è preoccupata da quello che definisce il nuovo attivismo trans. Sottolinea l’importanza del concetto di sesso per il suo lavoro filantropico, della libertà di espressione e del forte aumento delle giovani donne che desiderano intraprendere una transizione. A questo proposito cita la ricerca di Lisa Littman. Racconta inoltre per la prima volta di essere stata vittima di violenza domestica e di un’aggressione sessuale, e spiega perché vuole preservare spazi separati per le donne. Allo stesso tempo scrive che le persone transgender meritano protezione.

Accoglienza e critiche

Il saggio suscitò reazioni molto accese in tutto il mondo. Organizzazioni LGBTQI+ e diversi attori dei film di Harry Potter presero le distanze dal testo; altri la sostennero. Il saggio è considerato un punto di riferimento nel dibattito su genere e società e continua a svolgere un ruolo negli sviluppi internazionali.

Contesto

La vicenda ebbe inizio nel dicembre 2019, quando Rowling espresse su Twitter il proprio sostegno a Maya Forstater, un’esperta fiscale che aveva perso il lavoro dopo alcune dichiarazioni su sesso e genere. Nel giugno 2020 criticò un articolo che parlava di persone che hanno le mestruazioni invece che di donne. Nel saggio Rowling scrive che già da quasi due anni si stava occupando dell’argomento, in parte per un romanzo poliziesco e in parte per un coinvolgimento personale. Cita dati come l’aumento del 4.400 per cento in dieci anni del numero di ragazze indirizzate a un trattamento nel Regno Unito. Si oppone inoltre ai piani scozzesi per semplificare il riconoscimento legale del sesso e descrive le minacce ricevute. Una cronologia del boicottaggio e delle minacce è disponibile su gendergekte.nl nell’articolo sulla cancellazione di J.K. Rowling. Il lavoro della ricercatrice citata è disponibile in questo archivio alla voce Lisa Littman.

Cosa accadde in seguito

Tra gli attori che presero le distanze c’erano Daniel Radcliffe, Emma Watson, Eddie Redmayne e Rupert Grint. Nell’agosto 2020 Rowling restituì un riconoscimento dell’organizzazione Robert F. Kennedy Human Rights, dopo che il presidente aveva definito transfobiche le sue dichiarazioni. Nel settembre 2020, 58 scrittori e artisti, tra cui Ian McEwan e Tom Stoppard, condannarono in una lettera aperta gli insulti rivolti a Rowling. Nel dicembre 2022 Rowling fondò Beira's Place, un centro di assistenza per vittime di violenza sessuale che non ammette donne trans. Quando nell’aprile 2024 entrò in vigore in Scozia la legge sui reati d’odio, la contestò con una serie di messaggi; la polizia non ravvisò alcun reato. Rowling sostenne con 70.000 sterline la causa di For Women Scotland. Il 16 aprile 2025 la Corte Suprema britannica stabilì in quella causa che il termine donna nell’Equality Act 2010 si riferisce al sesso biologico. Nell’agosto 2026 Rowling scrisse che, secondo lei, gli adulti con una disforia di genere persistente a volte trovano sollievo soltanto dopo un intervento chirurgico e una terapia ormonale; si veda la notizia su questo chiarimento. Si veda anche persone trans e sicurezza delle donne.

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Fonti