First Things
First Things è una rivista americana dedicata alla religione e alla vita pubblica, fondata nel 1990 da Richard John Neuhaus. Viene pubblicata a New York dall’Institute on Religion and Public Life. Gli autori provengono da diverse tradizioni cristiane ed ebraiche; il tono è prevalentemente conservatore. Una piattaforma di opinione analoga, australiana e disponibile solo come archivio dal marzo 2025, è MercatorNet.
Cosa si trova
La rivista pubblica saggi approfonditi, recensioni di libri e brevi articoli online su teologia, filosofia, politica, diritto e cultura. Sul tema del genere propone soprattutto riflessioni sulla concezione dell’essere umano alla base del dibattito, sui diritti dei genitori, sull’etica medica e sul rapporto tra libertà religiosa e legislazione antidiscriminatoria. Un esempio recente di questo conflitto è la transazione seguita al licenziamento di un operatore sanitario che aveva sollevato un’obiezione di coscienza nei confronti dell’assistenza sanitaria di genere.
Perché è in questo elenco
First Things è una rivista di opinione e non svolge attività di informazione giornalistica né ricerca propria. È utile per chi vuole leggere l’argomentazione religiosamente conservatrice nella sua forma più articolata. Chi cerca dati sui trattamenti o statistiche farebbe meglio a consultare le sezioni medicina e scienza e dibattito.
Storia e redazione
Il primo numero uscì nel marzo 1990. All’epoca Neuhaus era un pastore luterano e più tardi, nello stesso anno, entrò nella Chiesa cattolica. Rimase direttore fino al 2009. La gestione quotidiana della redazione fu affidata a James Nuechterlein dal 1990 al 2004 e a Joseph Bottum dal 2005 al 2010. Dal 2011 il direttore è R. R. Reno. La rivista esce dieci volte l’anno e, secondo la propria pagina pubblicitaria, ha più di 27.000 abbonati. Dichiara di voler promuovere una filosofia pubblica alimentata dalla religione, con particolare attenzione al dialogo tra cristiani ed ebrei e tra le diverse Chiese.
Controversie
Nel 1996 la rivista pubblicò il simposio The End of Democracy?, in risposta alla sentenza della Corte Suprema nel caso Romer v. Evans. Un contributo di Charles Colson si chiedeva se i cristiani potessero giustificare la resistenza allo Stato. In seguito, i membri del comitato editoriale Gertrude Himmelfarb e Walter Berns si dimisero. Nel 2018 uscì una recensione del domenicano Romanus Cessario, che interpretava il rapimento forzato e l’educazione cattolica di Edgardo Mortara come espressione della provvidenza divina. Il pubblicista cattolico Michael Sean Winters definì il testo moralmente ripugnante.
Come valutare questa fonte
Le riflessioni sul genere partono da una concezione religiosa dell’essere umano e, su questa base, formulano un giudizio sulla legislazione e sull’assistenza sanitaria. Questo punto di partenza non viene nascosto. Per saperne di più, si veda genere e religione. Le affermazioni empiriche contenute nei saggi raramente ne costituiscono il fulcro e meritano di essere verificate altrove. Fonti correlate presenti in questo elenco sono l’Ethics and Public Policy Center, che ha intitolato a Neuhaus una fellowship, e Public Discourse.