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Ospedale americano paga 410.000 dollari dopo il licenziamento di una professionista sanitaria con obiezioni di coscienza alle cure di affermazione di genere

Edificio ospedaliero del Metro Health a Wyoming, Michigan, l'attuale University of Michigan Health-West.
Foto: WMrapids, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Un ospedale nello Stato americano del Michigan ha pagato 410.000 dollari per porre fine a una lunga controversia legale intentata da una professionista sanitaria che nel 2021 era stata licenziata dopo essersi rifiutata, sulla base delle sue convinzioni cristiane, di collaborare alle cure di affermazione di genere. Il caso della physician assistant Valerie Kloosterman contro University of Michigan Health-West riguarda una questione che va oltre un singolo ospedale: gli operatori sanitari possono rifiutarsi di collaborare a un trattamento contrario alla propria coscienza senza perdere il lavoro?

Il licenziamento e il procedimento giudiziario

Kloosterman aveva lavorato per diciassette anni presso l'ospedale, ricevendo valutazioni positive, prima di essere licenziata nel 2021. Il motivo era la sua opposizione a una formazione obbligatoria sull'identità di genere e alla collaborazione per i rinvii a trattamenti di transizione di genere e all'uso di pronomi non corrispondenti al sesso assegnato alla nascita. Secondo Kloosterman, in precedenza l'ospedale aveva sempre tenuto conto delle sue obiezioni religiose, fino a quando non aveva inasprito la propria politica sulle cure di affermazione di genere. Nell'ottobre 2022, l'organizzazione First Liberty Institute ha intentato per suo conto una causa federale, sostenendo che il licenziamento violasse la libertà religiosa e le tutele legali contro la discriminazione fondata sulla religione. Un collegio di tre giudici della Corte d'appello federale degli Stati Uniti per il Sesto Circuito le ha dato ragione all'unanimità, dopo di che entrambe le parti hanno raggiunto un accordo transattivo nel luglio 2026.

L'accordo: denaro e una nuova politica

Oltre a prevedere un risarcimento di 410.000 dollari per Kloosterman e i suoi avvocati, l'accordo impone all'ospedale più di un semplice pagamento. University of Michigan Health-West deve introdurre una politica formale di accomodamento religioso, informare e formare il personale al riguardo e offrire d'ora in poi ai dipendenti una possibilità ragionevole di rifiutarsi di collaborare ad atti contrari alle proprie convinzioni religiose, senza timore di ritorsioni. In concreto, ciò riguarda tra l'altro l'esecuzione di procedure di transizione di genere o l'uso obbligatorio di pronomi non corrispondenti al sesso assegnato alla nascita. L'ospedale ha già introdotto il nuovo regolamento e Kloosterman è stata assistita, oltre che da First Liberty Institute, anche dagli studi Clement & Murphy, LightStone Law e Bossenbrook Williams.

Cosa mostra più in generale questo caso

Il caso Kloosterman non è isolato. Negli Stati Uniti sono in corso diverse cause intentate da operatori sanitari che sostengono di essere stati sottoposti a pressioni per collaborare a cure di affermazione di genere contrarie alla loro coscienza o di essere stati licenziati per questo motivo. Le pressioni provengono anche dall'interno della stessa professione, come è emerso quando una presidente di sezione dell'ACOG è stata costretta a dimettersi dopo aver criticato le linee guida WPATH. L'esito di questo caso — una decisione unanime di una corte federale, seguita da un accordo transattivo con modifiche strutturali alla politica dell'istituzione — offre a queste cause un precedente a cui fare riferimento. Nella Columbia Britannica canadese è andata diversamente: lì un medico è stato multato dopo essersi rifiutato di prescrivere un bloccante della pubertà, come descrive trans-nederland.nl. Si tratta di un conflitto che le istituzioni riconoscono sempre più spesso: come si concilia il dovere professionale di garantire ai pazienti l'accesso alle cure con il diritto dei singoli operatori sanitari, entro certi limiti, di rifiutarsi di collaborarvi personalmente. Per gli ospedali e le strutture sanitarie di altri Paesi, l'accordo rappresenta un segnale del fatto che un licenziamento motivato da queste ragioni può essere giuridicamente vulnerabile e che una politica ben definita sulle obiezioni di coscienza — con una procedura chiara per segnalare e accogliere le obiezioni religiose — può contribuire a ridurre tale rischio. Un articolo separato illustra come il genere sul posto di lavoro viene affrontato nei Paesi Bassi.

Edward Jansen

Edward Jansen

Redazione di Genderinfo.nl

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