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Attualità

Genere e religione

La navata di una chiesa con panche di legno
Foto: autore sconosciuto, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Le tradizioni religiose hanno plasmato per gran parte degli ultimi millenni dell'esperienza umana ciò che significa essere uomini e donne. Nel dibattito contemporaneo, la religione viene spesso dipinta come arretrata o nemica della diversità di genere. Questa rappresentazione è troppo semplicistica: molte posizioni religiose sono più ponderate di quanto si riconosca comunemente, e la concezione moderna del genere è essa stessa un sistema di credenze che formula proprie ipotesi sulla natura umana.

Concezioni tradizionali: più che pregiudizio

Le grandi religioni mondiali — ebraismo, cristianesimo, islam, induismo, buddhismo — partono da una distinzione fondamentale tra uomo e donna. Questa distinzione non è considerata soltanto socialmente utile, ma radicata nella creazione o nella natura. Questa visione è coerente con ciò che mostra la biologia: il corpo umano è organizzato intorno a due sistemi gametici. Sotto questo aspetto, le tradizioni religiose non sono “superate”, ma espressione di un'antropologia che la biologia moderna tende piuttosto a confermare che a confutare.

Diversità all'interno delle tradizioni

All'interno di ogni tradizione religiosa esistono correnti diverse. Alcune comunità progressiste hanno modificato la propria posizione e accolgono pienamente le persone transgender. Altre — le correnti ortodosse dell'ebraismo, del cristianesimo e dell'islam, nonché ufficialmente la Chiesa cattolica romana — mantengono una concezione binaria del sesso. Entrambe le posizioni meritano rispetto in quanto scelte teologiche interne; non spetta al governo o ai gruppi attivisti prescrivere alle comunità quale posizione debbano assumere. Che la religione abbia un peso anche tra i giovani emerge da una ricerca dell'Università di Amsterdam condotta su oltre 31.000 studenti. Esempi di organizzazioni con una marcata matrice religiosa sono nei Paesi Bassi la campagna cattolica Gezin in Gevaar e negli Stati Uniti il giornale Deseret News, di proprietà della Chiesa mormone.

La Santa Sede e il concetto di “ideologia di genere”

La Chiesa cattolica romana utilizza dai tempi di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI il termine “ideologia di genere” per indicare la corrente che separa completamente l'identità dalla corporeità. Il documento vaticano Dignitas Infinita (2024) ha confermato che la Chiesa riconosce la dignità umana di ogni persona, mantenendo al contempo la binarietà sessuale. Non si tratta di arretratezza, ma di una posizione antropologica coerente, sempre più condivisa dagli scienziati secolari.

Un'analisi approfondita del concetto — tesi fondamentali, origine e cronologia — è disponibile su genderideologie.nl.

Tradizioni non occidentali e terze categorie

In alcune tradizioni non occidentali esistono categorie che non sono strettamente binarie, come gli hijra dell'Asia meridionale. Nel dibattito occidentale vengono talvolta citati come prova del fatto che “ogni cultura ha sempre riconosciuto persone non binarie”. Questa rappresentazione è fuorviante: in queste tradizioni si trattava per lo più di ruoli sociali specifici, spesso emarginati, non di uno spettro di identità scelte autonomamente come presuppone il moderno discorso occidentale sul genere. Interpretare retroattivamente i ruoli storici come “non binari” o “transgender” è una forma di anacronismo. Maggiori informazioni sono disponibili alla pagina Le persone trans nella storia.

Conseguenze per i credenti con disforia di genere

Le persone con disforia di genere che vivono all'interno di una comunità religiosa possono sperimentare una tensione autentica tra fede e sentimenti. Un accompagnamento pastorale valido richiede prudenza: prendere sul serio il dolore del credente, senza passare immediatamente alla conferma di una transizione medica. È un errore pensare che l'unico atteggiamento amorevole consista nell'approvare ogni passo proposto. L'amore è compatibile con il realismo teologico e corporeo.

Libertà religiosa

In una società libera, le comunità religiose hanno il diritto di determinare autonomamente la propria dottrina e pratica, anche quando si discostano dal discorso secolare dominante. I tentativi di costringere chiese, moschee o sinagoghe ad adeguarsi tramite leggi o riduzioni dei sussidi incidono sulla libertà religiosa e sono problematici. Il modo in cui un testo biblico viene collegato all'attuale dibattito sul genere è illustrato nel saggio Isaia 5:20 come specchio di Edward Jansen.