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Attualità

National Review

National Review è una rivista americana di opinione conservatrice, fondata nel 1955 da William F. Buckley. La rivista è considerata una delle voci più influenti del conservatorismo americano e, oltre all’edizione cartacea, gestisce un sito molto seguito con commenti quotidiani.

Cosa si trova

Il sito pubblica articoli di opinione, brevi reazioni alle notizie, podcast e saggi più approfonditi su politica, diritto, economia e cultura. Sul tema del genere pubblica regolarmente articoli sulla legislazione statale, sulle cause giudiziarie, sullo sport, sull’istruzione e sui trattamenti medici per i minori. Un esempio di questo tipo di notizia è il referendum in Colorado sulla chirurgia di genere per i minori; le norme dei singoli Stati sono disponibili alla voce assistenza di genere negli Stati Uniti. Una parte degli articoli è accessibile solo agli abbonati.

Perché è presente in questo elenco

National Review è una rivista di opinione con un orientamento politico ben definito, non una fonte di notizie neutrale. Gli articoli sono utili per seguire l’argomentazione conservatrice negli Stati Uniti. Le affermazioni fattuali vanno verificate consultando le fonti originali. Vedi anche sviluppi internazionali.

Storia e orientamento

Il primo numero uscì il 19 novembre 1955. Buckley voleva conferire dignità intellettuale alle idee conservatrici in un periodo in cui il liberalismo dominava il dibattito americano. La rivista dichiarò di voler andare controcorrente rispetto alla storia e di voler imporre una battuta d’arresto. National Review riunì tradizionalisti, libertari e anticomunisti in un unico movimento, un approccio che sarebbe stato chiamato fusionismo, e prese le distanze da gruppi estremi come la John Birch Society. Secondo The Intercept, nel 1957 la rivista difendeva ancora, nell’editoriale Why the South Must Prevail, la posizione dominante dei bianchi del Sud, una posizione da cui Buckley si sarebbe poi allontanato. In vista delle elezioni presidenziali del 2016 pubblicò un numero dal titolo Against Trump; in seguito, all’interno della redazione, le opinioni si divisero.

Redazione e finanziamento

Rich Lowry è il direttore e Ramesh Ponnuru è il responsabile editoriale. Secondo Lowry, National Review è una missione, non un’azienda a scopo di lucro. Negli ultimi anni la rivista ha fatto sempre più affidamento sulle donazioni, scrive The Chronicle of Philanthropy. Inoltre vende spazi pubblicitari. Il media kit del 2022 cita tra gli inserzionisti Chevron, Boeing, Microsoft e Walmart e indica una tiratura cartacea di 75.000 copie.

Come valutare questa fonte

Gli autori di National Review scrivono da una prospettiva conservatrice e non ne fanno mistero. Questo rende gli articoli adatti a conoscere una determinata linea argomentativa, ma inadatti a essere utilizzati come unica fonte. Confrontali con le dichiarazioni e i testi di legge originali; per il dibattito americano sullo sport, consulta l’articolo su genere e sport e, per la legislazione dei singoli Paesi, politiche per Paese. Altri media americani presenti in questo elenco sono The Daily Signal e The Daily Caller.

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Fonti