Spiked
Spiked è una rivista online britannica che pubblica commenti, saggi, podcast e video. Fu fondata intorno al 2001 da ex collaboratori della rivista LM, in precedenza Living Marxism. Oggi ha un orientamento libertario e pone la libertà di espressione al centro della propria linea editoriale.
Cosa si può trovare
Sul tema del genere, Spiked pubblica quasi esclusivamente articoli di opinione. Tra gli argomenti ricorrenti figurano l’autoidentificazione nella legge, la posizione delle donne nello sport e nelle carceri, la clinica britannica per i giovani con disforia di genere e la libertà di parlare di queste questioni.
Perché è incluso in questo elenco
Spiked è una voce schietta nel dibattito britannico e mostra come la critica alle politiche di genere venga argomentata da una prospettiva incentrata sulla libertà. Non è una testata d’informazione: gli articoli sono polemici e prendono chiaramente posizione, e la rivista è controversa proprio per questo tono. Per i fatti relativi alla legislazione, la legislazione paese per paese è un punto di partenza migliore; per il dibattito in sé, si può consultare la sezione società.
Da Living Marxism a Spiked
Spiked fu fondata nel 2001 da Mick Hume. La rivista precedente, Living Marxism, era nata nel 1988 come pubblicazione del Revolutionary Communist Party e dal 1999 fu chiamata brevemente LM. Smise di esistere nel 2000 dopo aver perso una causa per diffamazione intentata dall’emittente britannica ITN. Nell’articolo The Picture that Fooled the World, la rivista aveva sostenuto che i servizi di ITN sui musulmani bosniaci nel campo di Trnopolje fossero fuorvianti. Il giudice condannò ITN a pagare circa un milione di sterline tra danni e spese legali. Dopo l’uscita di Hume nel gennaio 2007, Brendan O'Neill divenne direttore editoriale. Dal settembre 2021 l’incarico è ricoperto da Tom Slater.
Finanziamento e posizioni
Da un’inchiesta congiunta del Guardian e di DeSmog UK è emerso che la filiale statunitense, Spiked US Inc., ricevette tra il 2016 e il 2018 finanziamenti dalla Charles Koch Foundation. Il denaro era destinato a incontri nelle università nell’ambito di un programma della fondazione sulla tolleranza e la libertà di espressione. Spiked sostenne la Brexit e alcuni suoi collaboratori aderirono al Brexit Party. La rivista si oppone al multiculturalismo, alle campagne governative sulla salute e ai lockdown. Pubblicava una classifica annuale della libertà di espressione nelle università britanniche. Fonti accademiche descrivono la rivista come libertaria di destra.
Come valutare questa fonte
Il contesto ne spiega il tono. Spiked affronta quasi ogni argomento come una questione di libertà contrapposta al paternalismo, e il genere non fa eccezione. Di conseguenza, gli articoli sono prevedibili nelle loro conclusioni e raramente apportano nuovi fatti. Sono però utili per capire come l’argomento della libertà di espressione venga utilizzato nel dibattito britannico. Un’altra rivista britannica di opinione presente in questo elenco è The Critic. Per la questione di merito affrontata in molti articoli, si può consultare persone trans e sicurezza delle donne.