Women's Declaration International
Women's Declaration International (WDI) è un'organizzazione internazionale fondata nel 2019, che fino a dicembre 2021 si chiamava Women's Human Rights Campaign. Tra le fondatrici figurano Sheila Jeffreys, Heather Brunskell-Evans e Maureen O'Hara. L'organizzazione si basa sulla Declaration on Women's Sex-Based Rights, presentata a New York nel marzo 2019.
Cosa si trova
Sul sito è disponibile la dichiarazione in numerose lingue, con la possibilità di sottoscriverla. Sono inoltre presenti pagine delle sezioni nazionali, webinar e notizie. La dichiarazione invita gli Stati a mantenere nella legislazione il concetto di sesso, anziché quello di genere o identità di genere.
Contesto
L'organizzazione è fortemente controversa. L'organizzazione internazionale per i diritti delle donne AWID e il Southern Poverty Law Center, tra gli altri, definiscono discriminatoria nei confronti delle persone transgender la sua agenda. Vedi anche sviluppi internazionali e aspetti giuridici.
La dichiarazione e il sostegno
La dichiarazione richiama la Convenzione delle Nazioni Unite sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne, abbreviata in inglese CEDAW. Sostiene che i diritti di donne e ragazze si basino sul sesso e che la sostituzione del concetto di sesso con quello di identità di genere le svantaggi. Nel testo, le donne trans sono descritte come uomini che rivendicano un'identità di genere femminile. Il sito conta 40.394 firmatari individuali e 560 organizzazioni di 160 Paesi. Il testo è disponibile in oltre venti lingue, tra cui il neerlandese. Tra le organizzazioni che hanno firmato figurano il Women's Liberation Front e la LGB Alliance. Nei Paesi Bassi, la fondazione Voorzij rimanda alla dichiarazione. L'articolo le femministe radicali vedono la legge sull'identità di genere come una minaccia descrive il punto di vista delle femministe radicali sulla legge transgender.
Organizzazione e attività
WDI si descrive come un gruppo di volontarie. L'organizzazione è registrata in Inghilterra e Galles e ha sede a Mildenhall, nel Suffolk. Organizza le serie di webinar Feminist Question Time e Radical Feminist Perspectives. Sono presenti sezioni, tra gli altri Paesi, in Norvegia, Germania e Stati Uniti. La sezione statunitense è guidata da Kara Dansky, che nel 2022 ha espresso pubblicamente il proprio sostegno al Women's Bill of Rights del Republican Study Committee. Nel 2021 l'organizzazione ha chiesto l'abrogazione della britannica Gender Recognition Act. Negli Stati Uniti ha diffuso proposte di legge modello presso i parlamenti statali.
Ulteriori critiche
La National Organization for Women statunitense ha definito le esponenti dell'organizzazione oppositrici dei diritti delle persone trans che si spacciano per femministe. La giurista Sandra Duffy ha definito il concetto di diritti basati sul sesso una finzione con un'apparenza di legittimità. Nel 2024 UN Women ha annoverato i movimenti critici nei confronti del genere tra quelli che si oppongono ai diritti. Maggiori informazioni su questo rapporto sono disponibili alla voce genere e femminismo. Una spiegazione dei termini utilizzati si trova alla voce termini.