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Androgino

La bandiera androginica con una fascia verticale rosa, viola e blu
Immagine: SaveFerris, pubblico dominio, via Wikimedia Commons

“Androgino” descrive una combinazione di caratteristiche maschili e femminili nell’aspetto, nell’espressione o nell’identità. La parola deriva dal greco (andros = uomo, gynē = donna) ed è utilizzata fin dall’Antichità, tra l’altro nella filosofia di Platone e nella tradizione alchemica.

Che cosa significa?

Il termine viene utilizzato in tre modi. (1) Come descrizione dell’aspetto: una persona il cui sesso non è immediatamente deducibile dall’abbigliamento, dall’acconciatura o dai tratti del viso — si pensi a personaggi della moda come Tilda Swinton o David Bowie. (2) Come espressione di genere: vestirsi o presentarsi consapevolmente in una posizione intermedia tra uomo e donna. (3) Talvolta come etichetta identitaria, paragonabile a non binario, anche se oggi è meno comune.

Differenze e sovrapposizioni

In senso classico, androgino si riferisce soprattutto all’espressione e all’aspetto, non necessariamente all’esperienza interiore. In questo si differenzia da non binario, che è un’etichetta identitaria. Un uomo può avere un aspetto androgino senza sentirsi diverso da un uomo; lo stesso vale per una donna. Il termine si sovrappone inoltre a gender-neutral come scelta estetica.

Contesto sociale e pratico

L’androginia è ormai radicata da decenni nel mondo della moda, dell’arte e della musica e generalmente non è controversa. È una delle forme più antiche di deviazione pubblicamente accettata dalla presentazione convenzionale uomo/donna e non comporta implicazioni mediche o giuridiche.

Prospettive critiche

Poiché l’androginia è innanzitutto una categoria estetica e sociale, sfugge a molte delle critiche rivolte alle etichette identitarie più recenti. Al tempo stesso, l’androginia dimostra che è possibile discostarsi dalla presentazione di genere convenzionale senza intraprendere una transizione medica o giuridica. Per chi dubita che gli interventi medici siano adatti a sé, si tratta di un’osservazione rilevante: la variazione nell’aspetto e nella dimensione sociale è indipendente dagli interventi fisici.

Fonti

  • Plato. Symposium (ca. 385 v.Chr.). De toespraak van Aristofanes beschrijft 'androgynoi'.
  • Bem, Sandra L. (1974). "The measurement of psychological androgyny." Journal of Consulting and Clinical Psychology, 42(2). DOI
  • Heilbrun, Carolyn G. (1973). Toward a Recognition of Androgyny. Knopf.
  • Singer, June (1976). Androgyny: Toward a New Theory of Sexuality. Anchor Books.