Polygender

'Polygender' si riferisce alle persone che si identificano contemporaneamente con più generi specifici — spesso più di due, con intensità e composizione variabili. Il termine circola dagli anni 2000 nelle comunità online non binarie.
Che cosa significa?
Il prefisso greco 'poli-' significa 'molti'. Una persona che si definisce polygender potrebbe sperimentare contemporaneamente tre, cinque o ancora più 'generi', tra cui quelli classici (uomo, donna), ma anche etichette più recenti o inventate da sé. Si differenzia da bigender (due generi) e trigender (tre); differisce da pangender perché polygender presuppone un numero specifico o un insieme delimitato di generi, mentre pangender rimanda a 'tutti'.
Distinzione e sovrapposizione
Nella pratica, polygender e pangender vengono spesso usati in modo intercambiabile. Alcune persone polygender specificano esplicitamente quali generi sperimentano 'contemporaneamente' — per esempio 'agender, demiboy e xenogender'. Elenchi di questo tipo si trovano soprattutto nelle sottoculture online legate a Tumblr, TikTok e Discord.
Contesto sociale e pratico
Polygender non compare nei documenti ufficiali e al di fuori delle comunità online svolge un ruolo pressoché irrilevante. Inoltre, nuove ricerche mostrano che dal 2023 sempre meno giovani si definiscono non binari o trans. I pronomi variano molto; alcune persone li cambiano in base alla componente di genere percepita in quel momento.
Prospettive critiche
L'idea che una persona possa sperimentare più generi 'contemporaneamente' non è supportata né empiricamente né clinicamente. I critici sottolineano che la proliferazione di micro-etichette in questo ambito è soprattutto un fenomeno sociologico: la formazione dell'identità all'interno di specifiche comunità online, non la scoperta di categorie preesistenti. La panoramica su quanti generi esistono mostra fin dove arriva questa proliferazione. L'idea di fondo secondo cui ogni persona avrebbe un'identità di genere viene analizzata su genderideologie.nl. Per la persona stessa l'esperienza è naturalmente reale; questo non fa però dell'etichetta una categoria distinta.
Fonti
- Richards, C. et al. (2016). "Non-binary or genderqueer genders." International Review of Psychiatry, 28(1). DOI
- Vincent, B. (2020). Non-Binary Genders: Navigating Communities, Identities, and Healthcare. Policy Press.
- Shrier, Abigail (2020). Irreversible Damage: The Transgender Craze Seducing Our Daughters. Regnery.
- Barnes, Hannah (2023). Time to Think. Swift Press.