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Il CIO ripristina la categoria femminile nello sport d’élite — analisi

La sede principale del Comitato Olimpico Internazionale a Losanna con gli anelli olimpici
Foto: Gzzz, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Il Comitato Olimpico Internazionale ha adottato una nuova direttiva che riserva nuovamente la categoria femminile alle donne biologiche. D’ora in poi, l’accesso sarà determinato da un test genetico per il gene SRY. EGGoe (Austria) analizza questa svolta.

Fonte
Questo articolo è un adattamento in lingua olandese di EGGoe — Meilenstein für den Frauensport

Che cosa cambia

A partire dai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028, il CIO adotterà uno standard universale: la partecipazione alla categoria femminile sarà riservata alle atlete prive di cromosoma Y. La presenza del gene SRY — l’interruttore che durante lo sviluppo embrionale porta alla formazione delle gonadi maschili — sarà verificata tramite un tampone buccale. Si tratta di una rottura con il quadro del 2021, quando il CIO lasciava ancora la decisione alle singole federazioni sportive. Che cosa misura il test e che cosa comporta per le donne trans è spiegato su gendersport.nl.

Perché era necessario

  • Le atlete che hanno attraversato una pubertà maschile conservano per tutta la vita vantaggi in termini di forza muscolare, capacità polmonare, volume cardiaco e struttura ossea: la soppressione del testosterone non li elimina.
  • Negli sport di contatto si crea un rischio per la sicurezza: non ipotetico, ma documentato nella pallavolo, nelle MMA e nel rugby.
  • La categoria femminile esiste proprio per rendere possibile una competizione equa tra donne: altrimenti lo sport non avrebbe avuto bisogno di una categoria separata.
"È del tutto evidente che non sarebbe corretto se uomini biologici partecipassero alla categoria femminile." — Kirsty Coventry, presidente del CIO

Il test SRY come criterio oggettivo

Il test SRY si basa sulla biologia stessa. Non una soglia di testosterone che può oscillare per anni, non una dichiarazione soggettiva d’identità, ma un singolo marcatore genetico uguale in ogni cellula dell’organismo. Per le donne con una DSD in cui è presente il gene SRY, ciò significa che non potranno più gareggiare nella categoria femminile: una scelta dolorosa, ma coerente.

"L’equità nella competizione e la sicurezza fisica (soprattutto negli sport di contatto) sono ora la massima priorità." — CIO

La fine di una fase intermedia ideologica

Tra il 2003 e il 2025 il CIO si è progressivamente spostato verso un’inclusione senza condizioni: prima i limiti al testosterone, poi la delega alle federazioni e, nel 2021, persino una dichiarazione secondo cui non esistevano prove scientifiche di un vantaggio trans. Questa posizione si è rivelata insostenibile. Gli scienziati dello sport — tra cui Emma Hilton, Tommy Lundberg e Ross Tucker — lo hanno spiegato più volte. Lo sport femminile stesso ha percepito la differenza. Le federazioni mondiali World Aquatics e World Athletics avevano già preceduto il CIO.

Che cosa significa per i Paesi Bassi

Il NOC*NSF dovrà recepire la direttiva del CIO per la selezione olimpica. Le federazioni che a livello nazionale applicano ancora l’accesso basato sul "selfID" subiranno pressioni: in futuro le loro atlete non potranno più rivendicare il diritto a partecipare ai Giochi Olimpici. I Paesi Bassi dovranno scegliere tra la linea del CIO e quella attivista. L’equità per le donne o un principio ideologico.

Conclusione

La categoria femminile non esiste per gioco. Esiste perché la differenza tra le prestazioni fisiche maschili e femminili è così grande che, senza una categoria separata, nessuna donna avrebbe mai conquistato un titolo mondiale. Il CIO torna a riconoscere questa realtà. Era ora.

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