Genderinfo.nl
Attualità

Un femminismo che non sa che cosa sia una donna

Cartelli di protesta di cartone con simboli femministi
Foto: JnpoJuwan, CC0, via Wikimedia Commons

Gerrie Strik analizza come i diritti delle donne vengano minati quando il termine donna diventa indefinito. Pubblicato su memoma.nl il 16 maggio 2025, poco dopo la sentenza della Corte Suprema britannica.

Fonte
Adattamento in lingua neerlandese del saggio di Gerrie Strik. Fonte: memoma.nl.

La sentenza britannica che ha ripristinato le regole del gioco

Il 16 aprile 2025 la Corte Suprema britannica ha stabilito che nell’Equality Act 2010 i termini «donna» e «sesso» si riferiscono al sesso biologico, non all’identità di genere scelta individualmente. Una frase semplice, dalle conseguenze enormi: d’ora in poi il governo britannico sa nuovamente che cosa intende quando parla di spazi riservati alle donne. Spogliatoi, reparti carcerari, centri di accoglienza, competizioni sportive e quote: ovunque il sesso sia rilevante sul piano giuridico, il concetto torna a coincidere con la biologia concreta. vrouwenruimtes.nl spiega con precisione che cosa ha deciso la corte e che cosa comporta la sentenza per gli spazi riservati a un solo sesso.

Per gli attivisti che per anni avevano sostenuto che il sesso fosse «un costrutto sociale», la sentenza è stata un terremoto. Per le donne che vengono discriminate, protette o avvantaggiate sulla base del loro sesso, ha rappresentato il ripristino di una posizione giuridica che avevano visto scomparire quasi senza opposizione. Strik usa questa sentenza come punto di partenza per un’argomentazione più ampia: un femminismo che non sa che cosa sia una donna non può difendere le donne.

La diffusione dell’ottica di genere e la scomparsa della donna

Strik descrive come un movimento accademico e burocratico — la diffusione dell’ottica di genere — abbia progressivamente svuotato il concetto di «donna» negli ultimi due decenni. Il ragionamento è il seguente: ogni persona possiede un’identità di genere interiore, indipendente dal proprio corpo, e tale identità deve guidare le politiche e il diritto.

«Il sesso biologico dell’essere umano non ha alcun significato per la sua identità.»

Sembra una posizione filosofica; nella pratica è un intervento politico. Perché non appena «donna» non indica più la metà dell’umanità che può rimanere incinta, ha le mestruazioni e presenta statisticamente un rischio maggiore di subire violenza sessuale, viene meno anche la tutela giuridica di quel gruppo. Ciò che resta è un termine privo di contenuto, una casella in cui chiunque può entrare e uscire liberamente.

«La dittatura della natura»

Nella letteratura sulla diffusione dell’ottica di genere citata da Strik, il sesso biologico viene liquidato come la «dittatura della natura» che deve essere superata. È una cornice interpretativa insidiosa. Perché chi afferma che il sesso sia una forma di oppressione suggerisce implicitamente che la lotta contro l’oppressione delle donne sia in realtà una lotta contro l’essere donna in sé. In questo modo la vittima del sessismo scompare dalla scena.

Strik parte da un presupposto diverso. Essere donna non è una disgrazia da abolire; è un dato dell’esistenza. La disgrazia è che a questo dato siano state associate, storicamente e ancora oggi, delle ingiustizie. La soluzione sono i diritti, non l’eliminazione del dato in sé.

Perché questo è decisivo per i diritti delle donne

«Un femminismo che non sa che cosa sia una donna non può difendere efficacemente i diritti delle donne.»

La frase centrale di Strik non è un gioco di parole. I diritti delle donne sono stati storicamente conquistati sulla base del sesso: il diritto di voto, il diritto alla proprietà, il diritto all’istruzione, il diritto all’aborto, il diritto alla protezione dalla violenza sessuale. Se il sesso scompare come categoria, scompare anche il soggetto titolare di quei diritti.

Nel contesto neerlandese questo si manifesta su molti fronti: un uomo che si definisce donna e vuole usufruire di un centro di accoglienza per donne. Un atleta con fisiologia maschile che gareggia nelle categorie femminili. Un detenuto con precedenti di violenza contro le donne che viene collocato in un carcere femminile. In ciascuno di questi casi, la tutela giuridica costruita per le donne viene fatta a pezzi per un uomo che afferma di sentirsi diverso.

Gli spazi riservati alle donne non sono un lusso

Strik sostiene che gli spazi riservati alle donne — fisici, giuridici e politici — svolgano una funzione che non può essere sostituita dalla benevolenza retorica. Un centro di accoglienza per vittime di stupro non è un privilegio per le donne; è una condizione minima per rendere possibile la guarigione. Chi apre uno spazio del genere sulla base dell’autodichiarazione ne mina il fondamento stesso.

Il fatto che genitori, lesbiche, donne detenute e femministe che avanzano queste argomentazioni vengano definiti «transfobici» su larga scala è esattamente la strategia che Strik porta alla luce: privare le persone del linguaggio con cui poter condurre il dibattito. Perché chi non può più dire che cosa sia una donna non può più nemmeno dire che cosa le accada. Le definizioni del termine donna nei dizionari, nella giurisprudenza britannica e nella legge neerlandese sono illustrate su letterbrij.nl.

Il realismo sessuale non è una posizione antitransgender

Un punto importante che troppo spesso si perde in questa discussione: i realisti sessuali — come Strik — non negano l’esistenza delle persone transgender. Gli adulti possono vestirsi, vivere e definirsi come desiderano. Ciò che i realisti sessuali contestano è che l’autodichiarazione individuale abolisca le categorie giuridiche basate sul sesso che proteggono altre persone — soprattutto donne e bambini. È una distinzione sostanziale. Le correnti del femminismo che si scontrano su questo tema sono descritte nella pagina dedicata a genere e femminismo.

Che cosa significa questo per i Paesi Bassi

  • La legge transgender neerlandese richiede ancora una dichiarazione di un esperto per modificare la registrazione del sesso; il disegno di legge che avrebbe dovuto consentire l’autodichiarazione è stato ritirato nel 2025. La sentenza britannica solleva la questione del significato della registrazione giuridica del sesso per il diritto alla parità di trattamento.
  • Le federazioni sportive, le organizzazioni di accoglienza e l’amministrazione penitenziaria non possono più nascondersi dietro la formula «seguiamo l’autodichiarazione».
  • Esiste uno spazio giuridico per politiche specificamente rivolte alle donne sulla base del sesso biologico, senza escludere le persone transgender dai diritti civili generali.

Per saperne di più

Domande frequenti