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NTVG — Incertezze sull’attuale assistenza sanitaria di genere

Questo commento di Jilles Smids e Patrik Vankrunkelsven è apparso il 7 novembre 2023 sul Nederlands Tijdschrift voor Geneeskunde (NTVG). È una reazione a una lezione clinica sui giovani con incongruenza di genere, pubblicata in precedenza sulla stessa rivista. Gli autori individuano cinque problemi in quella lezione.

Le cinque obiezioni

In primo luogo, secondo gli autori, non vi sono prove sufficienti per considerare i bloccanti della pubertà e gli ormoni sessuali come cure standard. In secondo luogo, la lezione non distingue tra la disforia di genere che insorge durante l’infanzia e la disforia che insorge solo durante l’adolescenza. In terzo luogo, l’affermazione secondo cui il 98% continuerebbe a utilizzare gli ormoni a lungo termine non è sufficientemente documentata. In quarto luogo, i bloccanti della pubertà potrebbero ostacolare proprio il tempo di riflessione che dovrebbero offrire. In quinto luogo, secondo gli autori, la lezione non rappresenta adeguatamente la letteratura sui possibili effetti dannosi sullo sviluppo cerebrale.

Gli autori e il contesto

Jilles Smids è bioeticista presso l’Erasmus MC di Rotterdam. Patrik Vankrunkelsven è professore emerito presso la KU Leuven. La lezione clinica a cui reagiscono si intitola Giovani con incongruenza di genere ed è stata scritta da operatori sanitari del Radboudumc, dell’Amsterdam UMC e del Genderteam Zuid-Nederland. Una lezione clinica ha lo scopo di mostrare ai medici, attraverso i casi dei pazienti, come si svolge concretamente l’assistenza sanitaria. Il commento si concentra sulle basi scientifiche di tale pratica, in particolare sui bloccanti della pubertà.

Reazioni e postilla

Sotto l’articolo ha commentato il 12 novembre 2023 un medico di medicina generale, che ha ringraziato gli autori e ha scritto di condividere le loro preoccupazioni. Smids ha pubblicato una lunga reazione il 28 novembre 2023. Afferma che le preoccupazioni tra i professionisti sono ampiamente diffuse, ma che raramente vengono espresse ad alta voce. Indica due dilemmi: la possibilità che sia il trattamento stesso a causare danni e l’incertezza sulle conseguenze per lo sviluppo cerebrale.

Cosa accadde in seguito

Smids ha ulteriormente sviluppato la sua tesi nel maggio 2025 nell’articolo Critiche internazionali al Dutch protocol. La scelta svedese a cui fanno riferimento gli autori è descritta nel rapporto SBU. Nei Paesi Bassi, nel 2024 il ministro ha chiesto un parere al Consiglio della Salute. Il Consiglio ha concluso il 30 giugno 2026 che i trattamenti ormonali raggiungono i loro obiettivi fisici e che, sulla base dei dati disponibili, non vi è motivo per non offrirli. Il Consiglio è quindi giunto a una conclusione diversa da quella degli autori di questo commento.

Perché in questo archivio

Gli autori sostengono la necessità di modificare la politica dei Paesi Bassi e indicano la Svezia e la Finlandia come esempi. L’articolo mostra che il dibattito sul Dutch Protocol si svolge anche nella stampa medica specializzata olandese.

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Fonti