Bloccanti della pubertà

I bloccanti della pubertà sono farmaci (analoghi del GnRH come triptorelina o leuprorelina) che sopprimono il controllo ormonale della pubertà. Nell'assistenza sanitaria di genere vengono somministrati a bambini che soddisfano i criteri diagnostici per la disforia di genere, nel momento in cui inizia la pubertà. La rappresentazione utilizzata per anni — quella di un'innocua «pausa» — è stata superata dalle recenti valutazioni internazionali. Il motivo per cui questa rappresentazione non è corretta è illustrato su puberteitsblokkers.nl.
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Nessuna «pausa reversibile»
L'affermazione secondo cui i bloccanti della pubertà sarebbero «completamente reversibili» e servirebbero semplicemente a «guadagnare tempo» non è più sostenuta dalle prove disponibili. Tre osservazioni sono fondamentali:
- ~98% prosegue con gli ormoni sessuali: sia nella coorte olandese originaria sia nei dati britannici della Tavistock, quasi tutte le persone che hanno iniziato il trattamento con i bloccanti sono passate agli ormoni irreversibili. Invece di un rinvio aperto, nella pratica il trattamento funziona come un passaggio verso la medicalizzazione permanente.
- Effetti sulla pubertà stessa: la pubertà non è solo un interruttore ormonale, ma un periodo di sviluppo durante il quale si definiscono il corpo, il cervello e l'identità sessuale. Questo sviluppo viene soppresso, non «messo in pausa».
- Nessun confronto con lo sviluppo naturale: gli studi precedenti all'introduzione del protocollo hanno mostrato che la maggioranza dei bambini con disforia supera spontaneamente la disforia durante la pubertà senza ricorrere a farmaci (desistenza). Sopprimendo la pubertà, si blocca proprio questo percorso naturale.
Effetti fisici noti
- Ossa: significativa perdita di densità ossea durante il trattamento, proprio nel momento in cui la massa ossea raggiunge il suo picco. Non è noto se il recupero sia completo.
- Cervello: lo sviluppo del cervello adolescenziale — comprese le funzioni esecutive, la regolazione delle emozioni e la cognizione sociale — procede parallelamente agli ormoni sessuali e interagisce con essi. Le ricerche (tra cui quelle sulle pecore condotte da Hough e gli studi cognitivi di Baxendale) indicano effetti persistenti. Non esistono studi a lungo termine sugli esseri umani in grado di eliminare questa incertezza.
- Fertilità: quando i bloccanti sono seguiti direttamente dagli ormoni sessuali, le gonadi non hanno mai avuto modo di svilupparsi. In tal caso, la crioconservazione delle cellule sessuali è praticamente impossibile. L'infertilità permanente è una conseguenza probabile dell'intero percorso del Protocollo olandese; si veda fertilità e transizione.
- Funzione sessuale: nei ragazzi il pene cresce durante la pubertà. La soppressione della pubertà significa che un'eventuale vaginoplastica successiva disporrà di una quantità minore di tessuto. In entrambi i sessi sono state documentate anorgasmia e riduzione della funzione sessuale dopo un percorso completo.
- Altezza e corporatura: la crescita e la chiusura delle cartilagini di accrescimento procedono in modo anomalo durante il trattamento con i bloccanti.
Dibattito scientifico
La valutazione NICE (2020) ha giudicato le prove disponibili di «qualità molto bassa». La Cass Review (2024) è giunta alla stessa conclusione e ha raccomandato di utilizzare i bloccanti della pubertà per la disforia di genere esclusivamente nell'ambito della ricerca. Michael Biggs (Oxford) ha analizzato i dati britannici e olandesi, concludendo che l'affermazione originaria relativa al miglioramento del benessere psicologico non è replicabile.
Cambiamenti nelle politiche internazionali
- Regno Unito: divieto a tempo indeterminato al di fuori della ricerca (2024); si veda il divieto britannico dei bloccanti della pubertà. Per quanto riguarda lo studio di ricerca, nel 2026 il tribunale ha stabilito: via libera a una sperimentazione su 226 bambini.
- Svezia: uso del Protocollo olandese limitato ai casi eccezionali per i minorenni (Socialstyrelsen, 2022).
- Finlandia: solo in casi eccezionali con indicazione rigorosa (COHERE, 2020).
- Danimarca: uso fortemente limitato (Sundhedsstyrelsen, 2023).
- Norvegia: il comitato investigativo Ukom ha raccomandato di considerare il trattamento sperimentale (2023); la linea guida non è stata ritirata. Si veda il rapporto di Ukom.
Nei Paesi Bassi — il Paese d'origine — i bloccanti della pubertà sono ancora disponibili presso le cliniche specializzate per la salute di genere, senza un analogo riesame formale. Il Consiglio della salute ha stabilito nel giugno 2026 che l'assistenza sanitaria transgender per i giovani è organizzata con la dovuta attenzione. In Australia è in corso una revisione nazionale della linea guida sui bloccanti della pubertà.
Alternative
Svezia, Finlandia e Regno Unito scelgono ora un approccio che prevede il supporto psicoterapeutico come primo passo, con attenzione alle problematiche sottostanti (autismo, trauma, disturbi internalizzanti) e pazienza nei confronti dello sviluppo naturale del bambino (attesa vigile). In questi Paesi anche la transizione sociale viene valutata con maggiore cautela, poiché le ricerche suggeriscono che una transizione sociale precoce possa aumentare la probabilità che la disforia persista.