Policy Exchange — Asleep at the Wheel
Policy Exchange è un think tank conservatore britannico con sede a Londra. L’organizzazione pubblica rapporti su un’ampia gamma di temi politici ed è criticata perché offre poche informazioni sui propri finanziamenti.
Il rapporto
Asleep at the Wheel: An Examination of Gender and Safeguarding in Schools è stato pubblicato il 30 marzo 2023. Il rapporto riguarda le scuole, non le istituzioni in generale. Secondo gli autori, molte scuole non informano sistematicamente i genitori quando un minore manifesta disagio rispetto al proprio genere, gli spazi separati per sesso sono sotto pressione e le concezioni dell’identità di genere vengono presentate in classe come fatti.
Perché è incluso in questo elenco
Il rapporto viene citato nel dibattito su come affrontare il disagio rispetto al genere a scuola. Proviene da un think tank con un orientamento politico ben definito e non costituisce quindi una valutazione governativa neutrale; le conclusioni sono controverse. Il link conduce alla pagina della pubblicazione con il rapporto completo. Vedi anche giovani e sviluppi internazionali.
Il think tank
Policy Exchange è stato fondato il 29 aprile 2002 da Nick Boles, Francis Maude e Archie Norman. L’organizzazione è un ente di beneficenza registrato e si definisce indipendente e apartitica. Il direttore è Dean Godson, membro della Camera dei Lord. Le critiche ai finanziamenti sono concrete: nel 2016 Transparify ha definito il think tank estremamente opaco e nel novembre 2022 Who Funds You gli ha assegnato il punteggio più basso per la trasparenza sui finanziatori. Nell’ottobre 2022 Policy Exchange ha istituito una propria unità incaricata di esaminare come ciò che il think tank definisce teoria dell’identità di genere si rifletta nel settore pubblico. Secondo la rivista specializzata Civil Society, nel novembre 2025 la Charity Commission ha avviato un’indagine sul rispetto delle regole da parte del think tank, a seguito di una denuncia del Good Law Project.
Autrice, prefazione e dati
Il rapporto è stato scritto da Lottie Moore, all’epoca responsabile di Equality and Identity presso Policy Exchange. La prefazione è firmata da un gruppo di parlamentari, tra cui due ex ministri dell’Istruzione, Nadhim Zahawi e la Baronessa Morris, e Robin Walker, presidente della commissione per l’istruzione della Camera dei Comuni. Due dati del rapporto vengono citati più spesso. Secondo l’autrice, solo il 28 per cento delle scuole informa in modo affidabile i genitori non appena un minore manifesta disagio rispetto al proprio genere. La stessa questione si pone negli Stati Uniti, dove un distretto scolastico del Nevada obbliga il personale a comunicare ai genitori la transizione di un alunno. Inoltre, almeno il 28 per cento delle scuole non avrebbe più servizi igienici separati per sesso. Il rapporto sostiene inoltre che nelle scuole sia diffuso un approccio affermativo e che organizzazioni esterne diffondano le proprie posizioni presso il ministero dell’Istruzione e nelle scuole. Il modo in cui le organizzazioni di interesse nei Paesi Bassi influenzano l’insegnamento sul genere è illustrato su genderlobby.nl.
Come valutare questa fonte
I dati provengono da una ricerca condotta direttamente dal think tank e non sono stati replicati da un organismo indipendente. Prima di riprendere le percentuali, è quindi opportuno verificare nel rapporto stesso come siano stati raccolti i dati. Il rapporto è in linea con il lavoro di gruppi di campagna come Safe Schools Alliance UK. Per il contesto britannico è rilevante anche la Cass Review, pubblicata un anno dopo e anch’essa incentrata sulla transizione sociale.