Il genere a scuola

Negli ultimi anni le scuole sono diventate un importante canale attraverso il quale gli studenti entrano in contatto con idee sul genere, sull’identità e sulla transizione. Molto di ciò che le scuole offrono sotto il nome di «inclusione» va oltre l’informazione: contiene affermazioni normative sul sesso biologico e sull’identità di genere, controverse sia sul piano scientifico sia su quello sociale. Questo incide direttamente sulla responsabilità dei genitori e sulla neutralità che l’istruzione dovrebbe mantenere.
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Che cosa viene proposto agli studenti?
Oltre alle normali lezioni sull’educazione sessuale e civica, le scuole utilizzano materiali di organizzazioni di interesse. Un esempio è il manuale Paarse Vrijdag (Venerdì viola) del COC Nederland per i professionisti dell’istruzione (scuola secondaria e formazione professionale, 2025). Esso descrive la transizione sociale a scuola come una questione alla quale la scuola deve adattarsi: secondo il manuale, la transizione sociale può «comportare incertezza e disagio», per esempio quando si tratta di «essere chiamati con il nome giusto» e nell’uso dei bagni e degli spogliatoi, con il risultato che gli studenti transgender e non binari si sentono «incompresi e non benvenuti» (fonte). Il manuale non menziona la Cass Review. Secondo questo sito, concetti come un’«identità di genere interiore» e un sesso «assegnato» alla nascita sono posizioni teoriche, non fatti assodati; secondo questo sito, il sesso viene osservato alla nascita, non assegnato. L’origine di questa formulazione è spiegata su letterbrij.nl. Un esempio estero è il materiale didattico australiano che elimina il sesso biologico dalle lezioni di biologia.
Ai sensi dell’articolo 8, terzo comma, della legge olandese sull’istruzione primaria (Wet primair onderwijs), l’istruzione primaria è in ogni caso riconoscibilmente orientata alla conoscenza e al rispetto delle differenze, tra l’altro di sesso e di orientamento sessuale (fonte). Il modo in cui gli studenti stessi considerano la questione emerge da una ricerca dell’Università di Amsterdam condotta su oltre 31.000 studenti. A proposito delle scuole secondarie inglesi, il think tank Policy Exchange ha scritto nel marzo 2023 nel rapporto Asleep at the Wheel che solo il 28 per cento delle scuole informa in modo affidabile i genitori non appena un bambino manifesta disagio rispetto al proprio genere; delle 304 scuole contattate, 154 hanno risposto in tutto o in parte (fonte).
L’approccio dell’affermazione come prima risposta
La Cass Review scrive che le scuole faticano a decidere come reagire quando uno studente vuole effettuare una transizione sociale a scuola, e che l’importanza di ciò che accade a scuola non può essere sottovalutata (par. 12.6). Secondo il rapporto, la transizione sociale all’interno del NHS deve essere considerata un intervento attivo, perché può avere conseguenze significative sul funzionamento psicologico e sugli esiti a più lungo termine (par. 12.5). A causa della debolezza della ricerca, non è tuttavia chiaro se la transizione sociale modifichi il corso dello sviluppo di genere (par. 12.31); il rapporto ritiene possibile che la transizione sociale nell’infanzia modifichi la traiettoria dello sviluppo dell’identità di genere e consiglia pertanto un approccio più prudente con i bambini che con gli adolescenti (par. 12.36; fonte). Si veda la Cass Review (2024).
Il Ministero dell’Istruzione inglese (DfE) ha pubblicato il 19 dicembre 2023 una bozza di linee guida secondo cui le scuole non sono tenute ad accogliere tutte le richieste di transizione sociale, i genitori devono essere consultati pienamente e ai bambini della scuola primaria non dovrebbero essere attribuiti altri pronomi (fonte). Il 12 febbraio 2026 il DfE ha proposto di inserire queste linee guida nella direttiva di sicurezza Keeping children safe in education (fonte). L’organizzazione britannica Safe Schools Alliance UK conduce una campagna per mantenere la tutela dei minori nelle scuole.
Il consenso dei genitori
La Cass Review ha sentito da molti genitori che il loro figlio aveva effettuato una transizione sociale ed era stato confermato nell’identità di genere scelta senza il loro coinvolgimento, per lo più dopo che un adolescente aveva fatto coming out a scuola (par. 12.16). Secondo il rapporto, i genitori devono essere coinvolti attivamente nel processo decisionale, a meno che non vi siano solidi motivi per ritenere che ciò metta a rischio il bambino o il giovane, e la consulenza sui rischi e sui benefici della transizione sociale nei bambini piccoli non è compito di personale privo di un’adeguata formazione clinica (par. 12.36; fonte). Nella città americana di Portland, nell’agosto 2026, una madre ha intentato una causa contro il distretto scolastico per la politica della scuola in materia di genere e per un divieto di accesso a una determinata area che le è stato imposto dopo la distribuzione di lettere di protesta. I diritti dei genitori, dal diritto all’informazione alla partecipazione alle decisioni, sono illustrati su genderopschool.nl.
Bullismo e sicurezza
Ogni studente merita un ambiente scolastico sicuro, e questo vale a maggior ragione per gli studenti che si discostano dalle norme del gruppo. Una scuola sicura richiede regole di comportamento chiare e un’adeguata supervisione, non programmi di politica identitaria. Unire le politiche di sicurezza a materiali didattici attivisti rende involontariamente controverso il dibattito sul bullismo e può mettere genitori e scuole gli uni contro gli altri.
Istruzione e sfumature scientifiche
Una buona istruzione presenta gli argomenti controversi come tali. Invece di una sola narrazione, gli studenti dovrebbero, secondo questo sito, conoscere lo stato effettivo delle cose: che, secondo questo sito, esistono due sessi biologici; che la Cass Review scrive che i bambini con incongruenza di genere precoce hanno più probabilità di abbandonarla prima della pubertà, anche se in un piccolo numero di casi l’incongruenza persiste (vedi desistenza); che nelle revisioni sistematiche dell’Università di York condotte per la Cass Review mancavano ricerche di alta qualità sui bloccanti della pubertà (su 50 studi, 1 era di qualità alta, 25 di qualità moderata e 24 di qualità bassa); e che la linea guida finlandese (2020) e quella svedese (2022) erano le uniche due che la Cass Review ha potuto raccomandare. Allo stesso tempo, nel giugno 2026 il Consiglio olandese della sanità (Gezondheidsraad) non ha ravvisato alcun motivo per modificare l’assistenza ai giovani nei Paesi Bassi (fonte). Senza queste sfumature, secondo questo sito, non si tratta di istruzione, ma di indottrinamento.