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Demi-gender

Una bandiera demi-gender con strisce verdi e grigie
Immagine: Greyx ol, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

“Demi-gender” è un’etichetta identitaria nata online, con cui una persona afferma di identificarsi “parzialmente” con un determinato genere. Il prefisso latino “demi-” significa “mezzo”. Varianti note sono demiboy (parzialmente uomo/ragazzo) e demimeisje (parzialmente donna/ragazza). Il termine rientra generalmente nell’ambito non binario.

In cosa consiste questa etichetta?

Secondo le autodescrizioni, una persona demi-gender si identifica “in parte” con una categoria di genere — per esempio “per metà” come uomo — mentre l’altra parte sarebbe costituita da un altro genere, dall’assenza di genere o da un’esperienza indefinibile. Il significato concreto di essere “per metà uomo” — e il modo in cui una simile suddivisione potrebbe essere motivata — non viene chiarito nella letteratura.

Origine e status scientifico

Demi-gender è un’etichetta relativamente recente, nata soprattutto nelle comunità LGBTQ+ online e su piattaforme simili a Tumblr e Discord. La letteratura clinica o scientifica in cui demi-gender venga studiato e validato come categoria distinta è pressoché inesistente. Questo ne fa un tipico esempio di ciò che i critici definiscono “proliferazione delle identità”: un insieme di autodescrizioni in rapida espansione, privo di una definizione condivisa o di basi empiriche.

Un punto critico: per la maggior parte delle persone — in ogni epoca — identificarsi “parzialmente” con un genere è più la regola che l’eccezione. Quasi nessuno corrisponde a ogni stereotipo di genere. Resta da discutere se ciò giustifichi una categoria identitaria distinta o se indichi piuttosto che la rigida distinzione tra identità di genere “vere” e “non vere” sia troppo limitante.

Demi-gender e disforia

Non tutte le persone demi-gender riferiscono di avere disforia di genere. Per alcune l’etichetta descrive un’esperienza interiore priva di disagio; per altre è associata a dei disturbi. Chi sta valutando cure mediche sulla base di un’etichetta di questo tipo dovrebbe tenere presente che gli ormoni e la chirurgia sono interventi invasivi e in parte irreversibili — una valutazione che, nel campo sfumato delle etichette identitarie, non viene necessariamente effettuata con la dovuta attenzione. Le domande che un buon professionista dovrebbe porre per prime sono indicate su transgendercheck.nl.

Uso e terminologia

La terminologia relativa a demi-gender non è standardizzata. Oltre a demiboy e demimeisje, circolano demi-nonbinary, demi-genderfluid e innumerevoli altre combinazioni. Etichette correlate sono genderflux (intensità variabile del senso di genere) e genderfae (fluidità all’interno dello spettro femminile). Ciò che una persona intende esattamente con un termine dipende fortemente dall’individuo; questo rende l’etichetta poco gestibile nell’uso linguistico generale e ai fini delle politiche pubbliche.

Fonti

  • Richards, C. et al. (2016). "Non-binary or genderqueer genders." International Review of Psychiatry, 28(1). DOI
  • Hyde, J.S. et al. (2019). "The future of sex and gender in psychology: Five challenges to the gender binary." American Psychologist, 74(2). DOI
  • Stock, Kathleen (2021). Material Girls. Fleet.
  • Shrier, Abigail (2020). Irreversible Damage: The Transgender Craze Seducing Our Daughters. Regnery.