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Ricerca dell’UvA: i giovani sostengono in linea di principio l’uguaglianza, ma sono critici sui bagni gender-neutral e sul Paarse Vrijdag

Aula vuota con tavoli e sedie di legno, una lavagna bianca e grandi finestre
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La maggioranza degli studenti olandesi delle scuole secondarie (59 per cento) ritiene che tutte le persone abbiano lo stesso valore, indipendentemente dall’orientamento sessuale. Ma quando il tema diventa concreto — un bagno gender-neutral, un Paarse Vrijdag obbligatorio — questo ampio consenso si trasforma in scetticismo. È quanto emerge da una vasta ricerca condotta dall’Università di Amsterdam su incarico del ministero dell’Istruzione, della Cultura e della Scienza, alla quale hanno partecipato oltre 31.000 studenti delle scuole secondarie di età compresa tra 12 e 18 anni.

Un divario tra principio e pratica

Il gruppo di ricerca dell’UvA — composto dai dipartimenti di Scienze pedagogiche e dell’educazione, Scienze della comunicazione e Psicologia — ha analizzato due grandi dataset e ha individuato uno schema coerente. Sul piano dei principi astratti, i giovani mostrano posizioni progressiste: il 59 per cento ritiene che tutte le persone abbiano lo stesso valore indipendentemente dall’orientamento sessuale, mentre il 65 per cento pensa che i giovani debbano poter decidere autonomamente di chi innamorarsi. Quando la domanda riguarda manifestazioni di genere visibili e concrete a scuola, il quadro cambia. Il 61 per cento non concorda con l’affermazione secondo cui almeno la metà dei bagni scolastici dovrebbe essere gender-neutral, il 54 per cento concorda sul fatto che il sesso sia stabilito alla nascita e il 41 per cento è contrario alla celebrazione del Paarse Vrijdag in tutte le scuole. Tra le iniziative contro il Paarse Vrijdag c’è anche quella della campagna cattolica Gezin in Gevaar, che ha lanciato una petizione. La storia di come il Paarse Vrijdag sia passato da un’iniziativa a un programma presente in migliaia di scuole è raccontata su genderlobby.nl.

I ricercatori definiscono questa situazione una discrepanza tra teoria e pratica: i giovani sostengono l’uguaglianza come ideale astratto, ma sono decisamente più cauti quando tale uguaglianza viene tradotta in misure concrete o simboli all’interno della propria scuola.

Chi è più critico e perché

Le opinioni divergono lungo alcune linee ben definite. In media, i ragazzi hanno posizioni più conservatrici rispetto alle ragazze e la religione svolge un ruolo evidente: secondo la ricerca, i giovani musulmani mostrano le posizioni più conservatrici riguardo alla espressione di genere visibile. Anche il conservatorismo generale come tratto della personalità è fortemente associato al livello di scetticismo nei confronti delle politiche scolastiche sul genere. Ciò indica che la resistenza alle strutture gender-neutral non può essere semplicemente attribuita all’ignoranza o all’intolleranza in senso ampio: si tratta di una cautela più specifica nei confronti dell’applicazione pratica delle politiche di genere, mentre il principio di uguaglianza sottostante viene comunque condiviso.

Questo dato è in linea con altre ricerche, secondo le quali una piccola parte degli studenti — circa lo 0,7 per cento — si identifica in modo diverso dal sesso registrato alla nascita. La maggioranza della popolazione studentesca, quindi, valuta le politiche scolastiche non a partire da una questione personale legata al genere, ma da un’idea generale di ciò che sia auspicabile per l’intera scuola.

Cosa significa per il dibattito sul genere a scuola

Per le scuole e i responsabili delle politiche, il risultato è rilevante perché mostra che il sostegno alle politiche scolastiche legate al genere non è scontato, nemmeno tra una generazione spesso considerata automaticamente progressista. Politiche che presumono un ampio consenso su misure come i bagni gender-neutral o un Paarse Vrijdag obbligatorio rischiano di ignorare una minoranza consistente — talvolta persino una maggioranza — di studenti che non sostengono queste misure concrete, pur condividendo il principio di uguaglianza sottostante. La ricerca sottolinea che le scuole farebbero bene a distinguere tra la possibilità di discutere l’uguaglianza come valore e l’imposizione di specifiche misure simboliche o pratiche: secondo questa ricerca, nella percezione dei giovani si tratta di due aspetti che non coincidono automaticamente. Maggiori informazioni sui materiali didattici, sulla transizione sociale e sul ruolo dei genitori sono disponibili alla pagina genere a scuola; ulteriori dati sono disponibili alla pagina giovani che si definiscono trans o gender-diversi.

Edward Jansen

Edward Jansen

Redazione di Genderinfo.nl

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