Genderinfo.nl
Attualità

Sesso biologico e genere

Cariotipo di un uomo: i cromosomi disposti in fila, con il cromosoma Y evidenziato
Immagine: National Human Genome Research Institute, pubblico dominio, via Wikimedia Commons

Nel dibattito contemporaneo, il sesso biologico e il genere vengono spesso presentati l'uno accanto all'altro come se fossero due dimensioni equivalenti e indipendenti della persona. Questa rappresentazione è controversa sul piano filosofico e scientifico. Il sesso biologico è una categoria fattuale, radicata nella biologia; il «genere» è un concetto teorico introdotto nella seconda metà del XX secolo per descrivere i ruoli sociali e la percezione di sé. Il rapporto tra i due è molto meno univoco di quanto spesso venga sostenuto.

Che cos'è il sesso biologico?

Il sesso biologico negli esseri umani — e in tutti i mammiferi — è binario. È definito dal tipo di gamete che un organismo produce o produrrebbe: gameti piccoli e mobili (gli spermatozoi) nei maschi, gameti grandi e immobili (gli ovuli) nelle femmine. Esistono soltanto questi due sistemi gametici; nella biologia umana non esiste una terza categoria riproduttiva. Il sesso viene osservato alla nascita, non «assegnato»: medici e genitori osservano ciò che è anatomicamente visibile e, nella stragrande maggioranza dei casi, lo identificano correttamente fin da subito. L'origine dell'espressione «assegnato alla nascita» è spiegata su letterbrij.nl.

Le condizioni intersessuali (disordini dello sviluppo sessuale, DSD) sono condizioni mediche nelle quali lo sviluppo dei caratteri sessuali avviene in modo atipico. Si riscontrano in circa lo 0,018% della popolazione se si considerano soltanto i casi clinicamente evidenti. Anche nei DSD esiste quasi sempre un sistema gametico maschile o femminile sottostante; l'intersessualità non è un «terzo sesso». La letteratura attivista che utilizza i DSD come prova dell'esistenza di uno spettro sessuale (spesso citando percentuali fino all'1,7%) si basa su una definizione ampia di Anne Fausto-Sterling, confutata come metodologicamente insostenibile da medici come Leonard Sax.

Che cos'è il genere?

La parola «genere» fu introdotta nella scienza negli anni Cinquanta dallo psicologo John Money per indicare gli aspetti del ruolo sociale legati al sesso. Da allora il concetto è stato notevolmente ampliato: da «ruolo sociale» a «identità interiore». Oggi l'Organizzazione mondiale della sanità utilizza una formulazione in cui il genere comprende un'esperienza interiore e personale. Si tratta di un'estensione significativa, perché un'esperienza interiore non è, per definizione, misurabile oggettivamente. A differenza del sesso biologico — dimostrabile nelle cellule, negli ormoni e nell'anatomia — l'«identità di genere» si basa esclusivamente sull'autodichiarazione.

Questa differenza è fondamentale. Chi presenta i due concetti come proprietà omogenee di una persona suggerisce che un sentimento abbia lo stesso status ontologico di una realtà corporea. È una scelta filosofica, non una constatazione scientifica.

La distinzione nella scienza e nella pratica

In medicina, il sesso biologico è una variabile indispensabile: influenza l'efficacia dei farmaci, il decorso delle malattie, le raccomandazioni per gli screening e gli interventi chirurgici. Il genere — inteso come ruolo sociale — può essere una variabile aggiuntiva (per esempio, gli uomini tendono a chiedere aiuto meno rapidamente), ma non sostituisce il sesso. Critiche recenti, tra cui quelle di autori pubblicati su The Lancet e sul BMJ, sottolineano che sostituire «sex» con «gender» nei dati e nei moduli medici comporta una perdita di informazioni e rischi per la sicurezza dei pazienti.

L'affermazione secondo cui anche il sesso biologico sarebbe «uno spettro» viene talvolta avanzata, ma è ampiamente respinta dai biologi evoluzionisti. La definizione di sesso biologico è un tema ricorrente su Reality's Last Stand, la pubblicazione del biologo evoluzionista Colin Wright. La variabilità all'interno dei sessi (donne alte, uomini bassi, valori ormonali estremi) non equivale a uno spettro tra i sessi. La struttura sessuale binaria è una delle caratteristiche più conservate nell'evoluzione delle specie a riproduzione sessuata.

Il dibattito politico e sociale

La questione di cosa debba prevalere sul piano giuridico — il sesso biologico o il genere scelto — ha conseguenze concrete per lo sport, le carceri, i centri di accoglienza per donne, le statistiche mediche e la raccolta dei dati sulla popolazione. Il passaggio dal sesso al genere nelle registrazioni ufficiali si basa sull'assunto che l'autodeterminazione sia sufficiente senza ulteriori verifiche. I critici, tra cui numerose autrici femministe, osservano che ciò indebolisce il diritto, fondato sul sesso, a strutture separate — un diritto che le donne hanno conquistato con difficoltà nel XX secolo.

In paesi come il Regno Unito, la Svezia, la Finlandia e la Norvegia, negli ultimi anni si è fatto marcia indietro rispetto a un approccio basato esclusivamente sull'autodeterminazione, in seguito a rapporti come la Cass Review e il rapporto SBU svedese. Si vedano anche la detransizione e la disforia di genere a insorgenza rapida per discussioni correlate.