Diritto del lavoro e transizione

La Legge generale sulla parità di trattamento vieta le discriminazioni basate sul sesso.
Divieto di discriminazione
La Legge generale sulla parità di trattamento vieta le discriminazioni basate sul sesso. In diverse decisioni, l’Istituto per i diritti umani ha chiarito che ciò comprende anche le discriminazioni basate sull’identità di genere e sulla transizione di genere. Dal 2019 questo principio è stato inserito esplicitamente nella legge.
La transizione sul luogo di lavoro
I datori di lavoro hanno l’obbligo legale di garantire un ambiente di lavoro sicuro. Tra gli aspetti pratici da considerare durante una transizione sul lavoro rientrano, tra gli altri, le forme di appellativo, l’uso dei servizi igienici, i dati del personale e i regolamenti sull’abbigliamento.
Licenziamento e discriminazione
Il licenziamento o un trattamento sfavorevole basato su una transizione possono essere illegittimi. I reclami possono essere presentati all’Istituto per i diritti umani oppure tramite un procedimento civile.
Cosa prevede la legge dal 2019
Il 1° novembre 2019 la Legge generale sulla parità di trattamento è stata chiarita. Da allora, il divieto di discriminazione basata sul sesso comprende espressamente anche le discriminazioni basate sulle caratteristiche sessuali, sull’identità di genere e sull’espressione di genere. La legge si applica alla ricerca e selezione del personale, alle condizioni di lavoro, alle promozioni e ai licenziamenti. L’Istituto per i diritti umani esamina i reclami gratuitamente. Le sue decisioni non sono vincolanti, ma vengono generalmente rispettate e possono avere un peso se la questione viene successivamente sottoposta a un giudice.
Privacy e dati del personale
Il fatto che una persona sia o sia stata in transizione è un dato personale sensibile. Il datore di lavoro non può comunicarlo a colleghi o clienti senza il consenso dell’interessato. Dopo una modifica del nome o della registrazione del sesso, il datore di lavoro deve aggiornare l’amministrazione del personale. I dati precedenti possono essere conservati solo nella misura richiesta da un obbligo legale di conservazione.
Servizi igienici e spogliatoi
Il Decreto sulle condizioni di lavoro stabilisce che i datori di lavoro devono offrire servizi igienici e spogliatoi separati per uomini e donne, oppure consentirne l’uso separato. La legge non chiarisce come ciò si concili con il divieto di discriminazione basata sull’identità di genere. Nella pratica, i datori di lavoro risolvono la questione definendo accordi caso per caso oppure mettendo a disposizione spazi chiudibili destinati a una sola persona. Le disposizioni di legge sugli spogliatoi misti sono illustrate su vrouwenruimtes.nl, nell’articolo sugli spogliatoi e le politiche per le persone transgender. Per ulteriori informazioni su questa valutazione, consulti la pagina dedicata al genere sul luogo di lavoro.
Libertà di opinione
Anche i lavoratori critici nei confronti dell’identità di genere hanno dei diritti. Nel Regno Unito, nel 2021, il giudice ha stabilito nella causa di Maya Forstater che la convinzione secondo cui il sesso biologico è immutabile è tutelata dalla legge. Nei Paesi Bassi, la libertà di espressione e il divieto di discriminazione basata sulle convinzioni religiose o filosofiche tutelano i lavoratori, entro i limiti di una relazione rispettosa con i colleghi. Una panoramica della legislazione è disponibile alla pagina sulla legislazione antidiscriminatoria.
Fonti
Governo dei Paesi Bassi — Registrazione del sesso. rijksoverheid.nl
Transgender Europe (TGEU) — Mappa dei diritti trans. tgeu.org