Legislazione contro la discriminazione

I Paesi Bassi dispongono di un ampio quadro normativo contro la discriminazione. Le persone transgender sono tutelate dalla Legge generale sulla parità di trattamento, dal Codice penale e dall’articolo 1 della Costituzione. Al contempo, la combinazione tra tutela dell’identità di genere e tutela del sesso solleva questioni giuridiche che raramente vengono affrontate dai media mainstream, soprattutto quando le affermazioni fattuali sul sesso biologico entrano in conflitto con rivendicazioni basate sull’identità.
La Legge generale sulla parità di trattamento (AWGB)
La AWGB vieta le discriminazioni fondate, tra l’altro, sul sesso. Dal 2019, a seguito di una modifica legislativa (Stb. 2019, 246), nella legge sono espressamente indicate come motivi di discriminazione le «caratteristiche sessuali, l’identità di genere e l’espressione di genere». In questo modo, le persone transgender sono tutelate nel diritto del lavoro, nell’istruzione e nell’offerta di beni e servizi, anche se non hanno modificato la registrazione del sesso.
Codice penale
Gli articoli da 137c a 137g del Codice penale olandese vietano l’ingiuria collettiva, l’incitamento all’odio e la discriminazione. «Identità di genere» ed «espressione di genere» non figurano come motivi distinti in questi articoli. L’articolo 137c (ingiuria collettiva) menziona la razza, la religione o le convinzioni personali, l’orientamento sessuale e la disabilità. L’articolo 137d (incitamento all’odio, alla discriminazione o alla violenza) include inoltre il sesso, e in questa categoria può rientrare la discriminazione delle persone transgender. Nell’applicazione della legge vale il quadro ordinario del diritto penale: la libertà di espressione (articolo 7 della Costituzione, articolo 10 della CEDU) rimane un criterio di valutazione. La Procura e i giudici cercano, nei singoli casi, un equilibrio tra tutela e dibattito sociale sulle questioni di genere. Le affermazioni sul sesso biologico, le critiche a una proposta di legge o i dubbi sulle cure mediche rientrano in linea di principio nella libertà di espressione. Una disposizione penale distinta è la Legge sulla criminalizzazione degli atti di conversione, approvata dalla Prima Camera il 16 giugno 2026; si veda il divieto della terapia di conversione. Il rapporto tra questa legge e la libertà religiosa è illustrato su conversiewet.nl, nella panoramica sui diritti fondamentali e sulla legge sulla conversione.
Articolo 1 della Costituzione
Dal 2023 l’articolo 1 della Costituzione ha una portata più ampia: è vietata la discriminazione per qualsiasi motivo, compresi espressamente l’«orientamento sessuale» e — secondo i lavori preparatori — l’identità di genere. I diritti fondamentali operano soprattutto in senso verticale (nei rapporti tra Stato e cittadino); per i rapporti orizzontali (tra cittadini) si ricorre soprattutto alla AWGB.
Applicazione della legge e segnalazioni
Chi subisce una discriminazione può:
- Presentare un reclamo al Collegio per i diritti umani. Il Collegio emette pareri, non decisioni vincolanti.
- Presentare una segnalazione a un ufficio regionale antidiscriminazione (ADB).
- Sporgere denuncia alla polizia in caso di discriminazione penalmente rilevante.
- Avviare un procedimento civile davanti al tribunale.
Limiti ed eccezioni della tutela
I divieti di discriminazione non sono mai assoluti. La AWGB e le direttive europee prevedono eccezioni per:
- Funzioni ecclesiastiche in buona fede per le quali il sesso o lo stato civile costituiscono un requisito essenziale.
- Sicurezza e privacy nelle strutture basate sul sesso (come i centri di accoglienza per donne, le carceri, le categorie sportive e l’assistenza intima). In questi casi la differenziazione è consentita purché sia proporzionata e persegua un obiettivo legittimo.
- Libertà di espressione e libertà della ricerca scientifica: le affermazioni fattuali sul sesso biologico, il dibattito scientifico sui modelli assistenziali e l’analisi critica della legislazione sono tutelati.
Nel Regno Unito, nel 2021 l’Employment Appeal Tribunal ha stabilito nella causa Forstater v. CGD Europe che le «convinzioni critiche rispetto al genere» (l’idea che il sesso sia biologico e immutabile) costituiscono una convinzione tutelata dalla legge. Nei Paesi Bassi esiste ancora poca giurisprudenza al riguardo.
Tensione tra tutela e dibattito
Un aspetto complicato dell’attuale applicazione della legge è la tendenza a definire affermazioni fattuali («le donne sono femmine umane adulte», «una donna trans è biologicamente maschile») come «transfobiche». Dal punto di vista giuridico ciò è tutt’altro che scontato; sul piano sociale, tuttavia, incide sul dibattito pubblico. Per una corretta applicazione del diritto antidiscriminatorio è importante mantenere la distinzione tra:
- lo svantaggio concreto arrecato a una persona sulla base dell’identità di genere (vietato);
- le affermazioni fattuali o normative sul sesso biologico e sul genere come tema politico (consentite).
Dimensione europea
Le direttive UE 2000/78/CE e 2006/54/CE sono state interpretate dalla Corte di giustizia come applicabili anche alla transizione di genere (P. contro S. e Cornwall County Council, 1996). Al contempo, l’UE riconosce la competenza degli Stati membri a mantenere strutture basate sul sesso, come recentemente confermato dalla giurisprudenza britannica (For Women Scotland Ltd v The Scottish Ministers, 2025). Le implicazioni di questa sentenza per gli spazi separati in base al sesso sono illustrate su vrouwenruimtes.nl, nella spiegazione della sentenza For Women Scotland.