Consiglio d’Europa e diritti delle persone transgender

La Raccomandazione CM/Rec(2010)5 del Comitato dei Ministri invitava gli Stati membri a proteggere le persone LGBT dalla discriminazione e dalla violenza, con un capitolo dedicato all’identità di genere.
Comitato dei Ministri (2010)
La Raccomandazione CM/Rec(2010)5 del Comitato dei Ministri invitava gli Stati membri a proteggere le persone LGBT dalla discriminazione e dalla violenza, con un capitolo dedicato all’identità di genere.
Risoluzione 2048 (2015)
L’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha adottato la Risoluzione 2048 (2015) sulla discriminazione nei confronti delle persone transgender, formulando raccomandazioni per un riconoscimento giuridico rapido e accessibile, senza condizioni mediche.
Giurisprudenza
Le raccomandazioni operano attraverso gli Stati membri e non sono vincolanti. Tuttavia, hanno influenzato la legislazione nazionale, ad esempio in Danimarca, Belgio e Malta, nonché la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo.
Cosa chiedono i testi
La raccomandazione del Comitato dei Ministri è stata adottata il 31 marzo 2010. Chiede, tra l’altro, procedure rapide, trasparenti e accessibili per il riconoscimento giuridico del genere. La Risoluzione 2048 è stata adottata il 22 aprile 2015, con Deborah Schembri come relatrice. La risoluzione va oltre la raccomandazione. Il riconoscimento deve basarsi sull’autodeterminazione e devono essere eliminate condizioni come la sterilizzazione e altri interventi medici obbligatori. Agli Stati viene chiesto di valutare l’introduzione di una terza opzione di genere nei documenti d’identità. Nei casi riguardanti minori, l’interesse superiore del minore deve essere prioritario. Nei Paesi Bassi è stata ritirata una proposta di legge in questa direzione; si veda la proposta di legge sull’autodeterminazione.
Commissario per i diritti umani
Nel luglio 2009 Thomas Hammarberg, all’epoca Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, ha pubblicato l’Issue Paper Human rights and gender identity. In esso affermava che la sterilizzazione o qualsiasi altro trattamento medico non può costituire una condizione obbligatoria per il riconoscimento dell’identità di genere di una persona. Il documento cita i Principi di Yogyakarta come linea guida per la legislazione nazionale. Il documento ha anticipato i successivi testi del Comitato dei Ministri e dell’Assemblea parlamentare. Nel 2024 l’Assemblea ha adottato la Risoluzione 2543 sulla libertà di espressione e di riunione delle persone LGBTI. In essa si chiede agli Stati membri di dare esecuzione alle sentenze della Corte europea sui diritti delle persone LGBTI.
Portata e critiche
Il Consiglio d’Europa conta 46 Stati membri ed è un’organizzazione diversa dall’Unione europea. Le raccomandazioni e le risoluzioni sono testi politici. Solo le sentenze della Corte europea vincolano lo Stato interessato. L’European Centre for Law and Justice ha criticato la Risoluzione 2048, sostenendo che essa crea nuovi e controversi diritti legati all’identità di genere. Anche la Corte non segue la risoluzione su ogni punto. Nella causa Y. contro Francia (2023), ha lasciato allo Stato la scelta relativa all’indicazione di genere neutra. Si vedano anche la Corte europea e i diritti delle persone transgender, la panoramica della giurisprudenza e la politica dell’UE. Una panoramica più ampia dei trattati e delle sentenze è disponibile nella sezione diritti internazionali.
Domande frequenti
Fonti
European Court of Human Rights — Factsheet: Gender Identity Issues. echr.coe.int
Transgender Europe (TGEU) — Trans Rights Map. tgeu.org