Politiche dell’UE e diritti delle persone transgender

Nel 2020 la Commissione europea ha pubblicato una «LGBTIQ Equality Strategy 2020–2025», che presta attenzione, tra l’altro, al riconoscimento dell’identità transgender, alla protezione dalla discriminazione e all’assistenza sanitaria.
LGBTIQ Equality Strategy
Nel 2020 la Commissione europea ha pubblicato una «LGBTIQ Equality Strategy 2020–2025», che presta attenzione, tra l’altro, al riconoscimento dell’identità transgender, alla protezione dalla discriminazione e all’assistenza sanitaria.
Corte di giustizia dell’UE
In diverse cause, tra cui P v S, KB e MB, la Corte di giustizia dell’UE ha qualificato la discriminazione fondata sul cambiamento di sesso come discriminazione sessuale ai sensi del diritto dell’Unione.
Direttive
Varie direttive dell’UE sulla parità di trattamento sul luogo di lavoro e nell’accesso a beni e servizi si applicano alla discriminazione fondata sul cambiamento di sesso. Il modo in cui il concetto di identità di genere si fa strada nelle politiche delle istituzioni europee, e le critiche che ne derivano, sono descritti da genderbeleid.nl.
Cosa disciplina e cosa non disciplina l’UE
L’Unione europea non interviene nell’organizzazione dell’assistenza sanitaria né nei registri dello stato civile. Spetta agli Stati membri decidere se consentire i bloccanti della pubertà e a quali condizioni una persona possa modificare il sesso registrato. L’UE interviene indirettamente attraverso le norme sulla parità di trattamento, la libera circolazione delle persone e la protezione dei dati personali. Ciò spiega perché le differenze tra gli Stati membri restino ampie. Paesi come la Spagna, il Portogallo, l’Irlanda e la Germania adottano il principio dell’autodeterminazione, mentre l’Ungheria ha reso impossibile il cambiamento legale del sesso nel 2020. La Polonia non dispone di una legge specifica e consente di ottenere la modifica attraverso un procedimento civile.
Recenti sentenze della Corte
Negli ultimi anni la Corte di giustizia ha emesso tre sentenze che vanno oltre il diritto del lavoro. Nella causa Mirin, nell’ottobre 2024, la Corte ha stabilito che uno Stato membro deve riconoscere e riportare nei propri registri il cambiamento del nome e del sesso che un cittadino ha ottenuto legalmente in un altro Stato membro. Nella causa Mousse, nel gennaio 2025, ha stabilito che un’impresa ferroviaria non può obbligare i clienti a indicare un titolo di cortesia quando ciò non è necessario per il servizio. Nella causa Deldits, nel marzo 2025, ha stabilito che il diritto alla rettifica previsto dal regolamento sulla privacy si applica anche al sesso registrato da un’autorità pubblica.
UE e Consiglio d’Europa
La Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo viene spesso confusa con l’UE, ma fa parte del Consiglio d’Europa. Nel 2002, nella causa Goodwin contro il Regno Unito, questa Corte ha stabilito che gli Stati devono rendere possibile il cambiamento legale del sesso; nel 2017, in una causa contro la Francia, ha stabilito che la sterilizzazione non può esserne una condizione. Tali sentenze vincolano tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europa, compresi i Paesi non appartenenti all’UE. Per ulteriori informazioni sugli aspetti giuridici, consultare la sezione giuridica.
Fonti
Transgender Europe (TGEU) — Trans Rights Map. tgeu.org
ILGA-Europe — Rainbow Map. ilga-europe.org
European Court of Human Rights — Factsheet: Gender Identity Issues. echr.coe.int