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The Economist — The evidence to support medicalised gender transitions in adolescents is worryingly weak (2023)

Il 5 aprile 2023 il settimanale britannico The Economist ha pubblicato nella rubrica Briefing l’articolo di approfondimento The evidence to support medicalised gender transitions in adolescents is worryingly weak. L’articolo esamina le basi scientifiche dei bloccanti della pubertà, degli ormoni e degli interventi chirurgici per adolescenti con disforia di genere.

Punti principali

La rivista sottolinea che un’autorità sanitaria britannica ha valutato la ricerca disponibile come debole e in parte contraddittoria. Gli studi olandesi originari alla base del Dutch Protocol non avevano un gruppo di controllo e prevedevano un follow-up limitato. Inoltre, il gruppo di pazienti attuale differisce da quello del primo studio: oggi le cliniche vedono soprattutto adolescenti di sesso femminile la cui disforia è comparsa di recente, e una parte consistente dei giovani presi in carico presenta anche problemi di salute mentale.

L’articolo osserva inoltre che quasi tutti i giovani che assumono bloccanti della pubertà proseguono poi con gli ormoni, sollevando la questione se i bloccanti offrano davvero un periodo per riflettere. Le stime sul numero di persone che interrompono il trattamento variano notevolmente. Le autorità sanitarie, tra cui quelle dei Paesi scandinavi, hanno adottato un atteggiamento più prudente.

Dati ed esempi

L’articolo si apre con il caso di tre giovani donne americane che hanno fatto marcia indietro sulla propria transizione: Prisha Mosley, Luka Hein e Chloe Cole. Seguono alcuni dati. Secondo la rivista, nel 2021 a più di 42.000 bambini americani è stata diagnosticata la disforia di genere, il triplo rispetto al 2017. Circa 5.000 adolescenti hanno ricevuto quell’anno una prescrizione di bloccanti della pubertà o di ormoni sessuali, il doppio rispetto al 2017. Per quanto riguarda il numero di persone che interrompono il trattamento o se ne pentono, l’articolo cita risultati molto diversi: alcuni studi indicano l’1%, mentre studi del 2021 e del 2022 arrivano al 7-30%. Maggiori informazioni sull’argomento sono disponibili nella sezione detransizione.

Gli studi discussi

L’ente britannico a cui fa riferimento la rivista è NICE, la cui valutazione è archiviata qui come NICE-review. L’articolo cita anche valutazioni finlandesi e svedesi con risultati simili. Gli studi olandesi sono quelli di Annelou de Vries e colleghi del 2011 e del 2014. La rivista esamina inoltre uno studio americano di Chen e colleghi del 2023, pubblicato sul New England Journal of Medicine, che ha rilevato piccoli miglioramenti nel benessere psicologico, ma non aveva un gruppo di controllo. Le revisioni della letteratura della Endocrine Society e della WPATH vengono criticate perché incomplete.

Contrapposizione tra Paesi

L’articolo contrappone due schieramenti. Le organizzazioni mediche negli Stati Uniti sostengono il trattamento, mentre le autorità sanitarie di Gran Bretagna, Finlandia, Svezia, Norvegia e Francia esprimono delle riserve. Alcuni Stati americani, tra cui la Florida e lo Utah, hanno vietato il trattamento per i minorenni. Il modo in cui i media di diversi Paesi hanno raccontato questa stessa notizia viene confrontato da gendermedia.nl nell’articolo sui media stranieri e il framing dell’assistenza di genere. La panoramica per Paese è disponibile nella sezione politiche per Paese.

Perché è incluso in questo archivio

L’articolo è una sintesi giornalistica molto letta degli sviluppi internazionali di quell’anno. È disponibile dietro paywall.

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Fonti