Genderinfo.nl
Attualità

La presidente della sezione americana dell’ACOG si dimette dopo le critiche alle linee guida della WPATH

Ingresso della sede centrale dell’American College of Obstetricians and Gynecologists a Washington.
Foto: ajay_suresh, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Una ginecologa statunitense che per anni ha eseguito interventi chirurgici di affermazione di genere si è trovata davanti a una scelta nel marzo 2026: tacere le proprie critiche alle linee guida della WPATH oppure rinunciare al proprio incarico nel consiglio direttivo. Ha scelto la seconda opzione e da allora racconta alla stampa americana il perché.

Da esecutrice a critica

La dottoressa Karla Solheim è un’ostetrica-ginecologa certificata, una democratica lesbica autodefinita e una madre. Per circa un anno e mezzo è stata presidente della sezione dell’Iowa dell’American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG), dove si è impegnata soprattutto per migliorare l’accesso all’assistenza sanitaria femminile nelle aree rurali. Fino al 2023 eseguiva personalmente isterectomie di affermazione di genere, confidando pienamente, come avrebbe poi raccontato, nel fatto che le linee guida alla base di tali interventi fossero fondate su prove solide.

Quella fiducia ha iniziato a venir meno quando ha cominciato a esaminare la letteratura sottostante e i documenti interni della WPATH (World Professional Association for Transgender Health). Ciò che i messaggi della WPATH trapelati nel 2024 hanno rivelato sui dubbi dei clinici è descritto su transtijd.nl. La sua conclusione è stata netta: a suo giudizio, la ricerca su cui si basano le linee guida non è soltanto debole, ma apertamente fraudolenta. Secondo lei non esiste una solida dimostrazione dei benefici a lungo termine di questi trattamenti, mentre l’irreversibilità degli interventi è invece certa.

Un ultimatum dalla sua stessa associazione

Nel dicembre 2025 Solheim ha messo per iscritto le proprie obiezioni in un saggio intitolato "Physicians Must Demand Answers from WPATH", pubblicato sul suo Substack personale. La reazione dell’ACOG non si è fatta attendere. Il 4 febbraio 2026 la vicepresidente Rachel Pittman le ha comunicato via e-mail che il testo "sollevava preoccupazioni", soprattutto perché Solheim esprimeva pubblicamente il proprio dissenso sul modo in cui l’ACOG aveva recepito le linee guida della WPATH nelle proprie indicazioni cliniche.

Il 10 marzo 2026 si è svolto un colloquio durante il quale Pittman le ha posto una scelta: porre fine alle sue critiche alla WPATH oppure dimettersi da presidente della sezione. Solheim ha scelto la seconda opzione. In seguito ha reso pubblica la propria storia in un saggio per The Free Press, intitolato "My Medical Association Silenced My Views on Gender Treatment", un articolo che ha suscitato notevole scalpore nel sistema sanitario statunitense.

Cosa rivela il suo caso in un contesto più ampio

Solheim non è la prima medica a entrare in conflitto con il proprio ordine professionale dopo aver criticato la WPATH, ma il suo profilo rende difficile liquidare il caso come motivato politicamente: si definisce esplicitamente democratica, lesbica e per anni ha eseguito personalmente gli interventi che oggi critica. Proprio per questo, sostiene, il suo messaggio merita di essere ascoltato: quando autorevoli istituzioni mediche respingono categoricamente preoccupazioni fondate invece di confutarle nel merito, a lungo termine minano la fiducia nell’intera categoria professionale, non solo su questa specifica questione.

Il suo caso si aggiunge a una serie di segnalazioni analoghe di medici e infermieri statunitensi che negli ultimi anni hanno denunciato pubblicamente le critiche alla base scientifica dell’assistenza di affermazione di genere, sia per i minori sia per gli adulti. Il motivo per cui le prove alla base delle linee guida della WPATH sono considerate deboli è illustrato su wpath.nl. Per le associazioni professionali stesse, ACOG in testa, resta senza risposta la domanda sollevata da Solheim: se le critiche sono infondate, perché non confutarle nel merito invece di indicare alla critica la porta?

Edward Jansen

Edward Jansen

Redazione di Genderinfo.nl

Domande frequenti

Leggi anche

La Tweede Kamer issa la bandiera arcobaleno dopo una votazione per appello nominale

Nel Coming Out Day la bandiera arcobaleno sventolerà per la prima volta presso l'edificio della Camera dei rappresentanti olandese (Tweede Kamer). La Camera lo ha deciso l'8 ottobre 2026 con 90 voti contro 36, dopo che l'ufficio di presidenza aveva ritirato una decisione precedente in seguito a un'obiezione procedurale dell'SGP.

Therapy First e Genspect si scontrano sull’approccio all’assistenza di genere

Alla conferenza annuale di Therapy First a New York, all’inizio di ottobre 2026, è emerso quanto sia diviso persino il fronte prudente del dibattito sulla disforia di genere. Therapy First sostiene la terapia come primo passo, lasciando spazio a successivi interventi medici; Genspect respinge invece in linea di principio la transizione medica nei minori — e l’addio di una terapeuta del lavoro sociale critica mette in luce la tensione tra le due organizzazioni.

Il materiale didattico australiano elimina il sesso dalle lezioni di biologia — e lo definisce inclusivo

Il nuovo materiale didattico australiano e le linee guida governative sostituiscono "i ragazzi hanno il pene" con "corpi con il pene" e spiegano la riproduzione senza figure umane. Una sessuologa in pensione avverte che in questo modo i bambini perdono il vocabolario necessario per parlare del proprio corpo.

Tutte le notizie