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1955

John Money introduce il concetto di ruolo di genere

Il sessuologo John Money (a destra) siede nel 1996 su una panchina a Roma accanto a Romano Forleo e a sua moglie.
Foto: Luca Borghi, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Nel 1955 lo psicologo John Money, insieme agli psichiatri Joan e John Hampson, pubblicò una serie di articoli sul Bulletin of the Johns Hopkins Hospital. In quegli articoli utilizzò per la prima volta la parola gender nel significato che ha oggi. Fino ad allora, gender era un termine della linguistica. Per saperne di più su di lui, consulta la pagina dedicata a John Money.

La ricerca sui bambini intersessuali

A Baltimora, Money lavorava con bambini nati con un corpo che non era chiaramente maschile o femminile, una condizione allora definita ermafroditismo. Confrontava i loro cromosomi, le gonadi e gli ormoni con il sesso secondo cui erano stati cresciuti. La sua conclusione era che l’educazione contasse più delle caratteristiche biologiche.

Che cosa intendeva per ruolo di genere

Per descrivere questa differenza, Money aveva bisogno di una parola nuova. Per ruolo di genere intendeva tutto ciò che una persona dice o fa e che dimostra che è un bambino o un uomo, una bambina o una donna. Secondo lui, questo ruolo non era determinato alla nascita, ma si formava nei primi anni di vita. Dopo il secondo anno circa, non sarebbe più stato possibile modificarlo.

Le conseguenze nella pratica

Per decenni, i medici basarono su questa teoria il loro approccio ai bambini intersessuali: intervenire chirurgicamente precocemente e poi crescere il bambino senza esitazioni come maschio o femmina. L’applicazione più nota fu il caso Reimer, in seguito riconosciuto come un fallimento.

Chi era John Money

John Money nacque nel 1921 in Nuova Zelanda e nel 1947 si trasferì negli Stati Uniti. Nel 1952 conseguì il dottorato ad Harvard con una tesi sull’ermafroditismo. Poco prima aveva iniziato a lavorare alla Johns Hopkins University di Baltimora, dove rimase per il resto della sua carriera. Lì fondò un’unità di ricerca dedicata agli aspetti psicologici dei disturbi ormonali. Money scrisse decine di libri e centinaia di articoli e negli anni Sessanta e Settanta fu il sessuologo più noto degli Stati Uniti. Morì nel 2006.

Dalla linguistica alla medicina

In inglese, gender indicava originariamente il genere grammaticale delle parole. Money prese in prestito il termine perché nel suo lavoro sex aveva troppi significati diversi: cromosomi, gonadi, ormoni, caratteristiche sessuali esterne e comportamento di una persona. Con gender poteva indicare separatamente quest’ultimo aspetto. Nel 1968 lo psichiatra Robert Stoller sviluppò questa distinzione nel suo libro Sex and Gender. Negli anni Settanta la fecero propria anche le pensatrici femministe, tra cui la sociologa Ann Oakley, per mostrare che le differenze tra uomini e donne sono in parte plasmate dalla società. Così un concetto nato in una clinica pediatrica entrò nel linguaggio comune.

Le critiche alla teoria

L’idea che alla nascita un bambino sia psicosessualmente neutro fu contestata già presto. Nel 1965 il biologo Milton Diamond sostenne che gli ormoni, già prima della nascita, contribuiscono a determinare il cervello e il comportamento successivo. Money rimase fermo sulla sua posizione secondo cui l’educazione nei primi anni di vita fosse decisiva. In seguito arrivarono critiche anche da parte delle persone con una condizione intersessuale: da bambini erano state sottoposte a interventi chirurgici senza poter partecipare alle decisioni e spesso senza che fosse stata loro raccontata la verità.

Significato

Il concetto di ruolo di genere rese possibile parlare del sesso come di qualcosa che può essere distinto dal corpo. Negli anni Sessanta comparve anche il termine identità di genere, tra gli altri grazie allo psichiatra Robert Stoller. Entrambi i concetti costituiscono la base della successiva assistenza sanitaria di genere. Consulta anche le pagine dedicate alla storia del genere e al genere e sesso biologico.

Fonti