Cronologia dell'assistenza di genere
I momenti più importanti dell'assistenza di genere, dal lavoro di John Money negli anni Cinquanta fino al riorientamento internazionale di oggi.
Come è nato il concetto di genere
Il pensiero moderno sul genere comincia nel 1955. In quell'anno lo psicologo John Money usò per la prima volta a Baltimora la parola genere per indicare il comportamento e il ruolo di uomini e donne, indipendentemente dal corpo. Poco più di dieci anni dopo, nel 1966, l'endocrinologo Harry Benjamin pubblicò il suo libro The Transsexual Phenomenon e il Johns Hopkins Hospital aprì la prima clinica universitaria americana per il genere.
Dello stesso periodo è il caso Reimer. Su consiglio di Money, un bambino fu cresciuto come una bambina dopo una circoncisione andata male. Money parlò di un successo, ma nel 1997 emerse che il ragazzo non aveva mai accettato il ruolo femminile. Nel 1979 l'associazione Harry Benjamin, poi diventata WPATH, redasse i primi Standards of Care. Nello stesso anno il Johns Hopkins smise di eseguire interventi di riassegnazione dopo uno studio critico. Un anno più tardi il manuale americano di psichiatria inserì per la prima volta le diagnosi di transessualismo e di disturbo dell'identità di genere nei bambini: il DSM-III.
Paesi Bassi: da Amsterdam al Dutch Protocol
Nei Paesi Bassi l'assistenza di genere trovò una collocazione stabile intorno al 1975 con il team di genere della Vrije Universiteit di Amsterdam, che divenne uno dei centri di genere più grandi e influenti al mondo. Dal 1° agosto 1985 il giudice può modificare l'indicazione del sesso nell'atto di nascita, allora a condizione di un adeguamento fisico e di una sterilità permanente.
Il trattamento medico dei giovani è nato nei Paesi Bassi. Nel 1987 aprì a Utrecht il primo ambulatorio europeo per bambini e giovani con problemi di genere. Nel 1998 Cohen-Kettenis e Van Goozen descrissero il primo giovane la cui pubertà era stata bloccata con farmaci. Nel 2006 seguì la pubblicazione del modello di trattamento completo: bloccanti della pubertà dai dodici anni, ormoni dai sedici e interventi chirurgici dai diciotto. Quel modello divenne noto come Dutch Protocol.
Il gruppo di Amsterdam sostenne il modello con due studi. Il primo studio sugli esiti del 2011 descrisse settanta giovani durante il trattamento con bloccanti della pubertà: i sintomi depressivi diminuirono, la disforia di genere in sé non cambiò. Lo studio di follow-up del 2014 descrisse 55 giovani adulti dopo bloccanti, ormoni e intervento chirurgico e divenne la prova più citata a favore del protocollo.
Il modello conquista il mondo
Nel 2009 la Endocrine Society, l'associazione internazionale degli endocrinologi, inserì il blocco della pubertà nelle sue prime linee guida. Così il Dutch Protocol divenne pratica a livello mondiale. Nel 2013 il DSM-5 sostituì la diagnosi di gender identity disorder con quella di gender dysphoria. Nei Paesi Bassi, il 1° luglio 2014, con la legge sulle persone transgender cadde l'obbligo di un intervento o della sterilità per modificare la registrazione del sesso; da allora basta una dichiarazione di un esperto, a partire dai sedici anni. Nel 2019 i Paesi Bassi si dotarono con lo standard di qualità per l'assistenza somatica alle persone transgender di una propria norma nazionale, che segue il Dutch Protocol.
La svolta dal 2018
Dal 2018 il modello cominciò a essere messo in discussione. In quell'anno Lisa Littman descrisse su PLOS ONE uno schema di disforia di genere comparsa improvvisamente negli adolescenti, una pubblicazione che innescò un'aspra discussione metodologica. Nel 2020 la Finlandia fece dell'aiuto psicosociale il primo passo, e il giudice britannico stabilì nel caso Bell v Tavistock che i minori di sedici anni probabilmente non possono acconsentire ai bloccanti della pubertà. Quella sentenza fu annullata in appello nel 2021.
Poi le valutazioni si susseguirono rapidamente. L'istituto britannico NICE definì nel 2021 di certezza molto bassa le prove a favore di bloccanti e ormoni per i minorenni. Nel 2022 l'autorità sanitaria svedese stabilì che i rischi superano i benefici, il NHS England annunciò la chiusura della clinica di genere Tavistock e uscì la versione 8 delle linee guida WPATH, dalla quale le età minime furono eliminate poco dopo la pubblicazione. Nel 2023 il consiglio norvegese per la ricerca Ukom raccomandò di rivedere la linea guida nazionale.
Nel 2024 uscì la Cass Review, il rapporto finale di quattro anni di ricerca guidati da Hilary Cass. Più tardi, nello stesso anno, il governo britannico rese permanente il divieto dei bloccanti della pubertà per i minorenni con disforia di genere. Nel 2025 il ministero della Salute statunitense pubblicò una propria valutazione critica e la Corte suprema degli Stati Uniti stabilì che gli Stati possono vietare questo trattamento ai minorenni.
A che punto sono i Paesi Bassi
Finora i Paesi Bassi si attengono all'assistenza esistente. Nel 2024 la Camera dei rappresentanti chiese un'indagine sugli esiti del trattamento olandese dei giovani, dopodiché il ministero chiese un parere al Gezondheidsraad. Nel 2026 il Gezondheidsraad comunicò al ministro che l'assistenza olandese ai giovani è organizzata con cura. Il contesto si può leggere in Sviluppi nei Paesi Bassi.
Come leggere la cronologia
La cronologia mette in fila, dal più antico al più recente, i momenti che determinano questo percorso. Per ogni momento c'è una pagina dedicata con una spiegazione e le fonti su cui si basa il testo. Ciò che hanno deciso gli altri Paesi è descritto Paese per Paese nelle politiche per paese e negli sviluppi internazionali. I rapporti e gli studi veri e propri si trovano nell'archivio, mentre la discussione di merito è in scienza e dibattito.
Tutti i momenti
1955
John Money introduce il concetto di ruolo di genere

A Baltimora, lo psicologo John Money utilizza per la prima volta la parola gender per indicare il comportamento e il ruolo di uomini e donne, distinti dal corpo. È così che nasce il pensiero moderno sul genere.
1966
Harry Benjamin e la prima clinica statunitense per l’identità di genere

L’endocrinologo Harry Benjamin pubblica <em>The Transsexual Phenomenon</em>. Nello stesso anno, l’ospedale Johns Hopkins apre la prima clinica universitaria statunitense per l’identità di genere.
1967
La vicenda Reimer

Su consiglio di John Money, un bambino viene cresciuto come una bambina dopo una circoncisione fallita. Money riferisce un successo; nel 1997 emerge che il bambino non aveva mai accettato il ruolo femminile.
1975
L’assistenza sanitaria di genere trova una sede stabile alla VU di Amsterdam

Intorno al 1975, l’ospedale della Vrije Universiteit di Amsterdam avvia un team per l’assistenza di genere. Il team si trasforma in uno dei centri per la salute transgender più grandi e influenti al mondo.
1979
I primi Standards of Care; Johns Hopkins interrompe gli interventi

La nuova associazione intitolata a Harry Benjamin, la futura WPATH, elabora la prima linea guida internazionale. Nello stesso anno la Johns Hopkins interrompe gli interventi di riassegnazione sessuale dopo uno studio critico.
1980
DSM-III: la transessualità diventa una diagnosi psichiatrica

Il manuale americano di psichiatria inserisce per la prima volta diagnosi per la transessualità negli adulti e il disturbo dell’identità di genere nei bambini.
1985
I Paesi Bassi consentono la modifica del sesso nell’atto di nascita

Dal 1° agosto 1985 il giudice può modificare l’indicazione del sesso nell’atto di nascita. I requisiti sono l’adattamento fisico e l’infertilità permanente.
1987
Inizio dell’assistenza sanitaria di genere per i giovani nei Paesi Bassi

A Utrecht apre il primo ambulatorio europeo per bambini e adolescenti con problematiche legate al genere: il fondamento di quello che in seguito sarebbe stato chiamato Dutch Protocol.
1998
Prima pubblicazione sulla soppressione della pubertà

Cohen-Kettenis e Van Goozen descrivono il primo adolescente la cui pubertà è stata soppressa con farmaci, in attesa di ulteriori trattamenti.
2006
Viene pubblicato il Dutch Protocol

Delemarre-van de Waal e Cohen-Kettenis descrivono il modello di trattamento completo: bloccanti della pubertà a partire dai dodici anni, ormoni dai sedici e interventi chirurgici dai diciotto.
2009
La Endocrine Society inserisce la soppressione della pubertà nelle proprie linee guida

La prima linea guida dell’associazione internazionale degli endocrinologi raccomanda i bloccanti della pubertà per gli adolescenti con disforia di genere. Il Dutch Protocol diventa così una pratica adottata in tutto il mondo.
2011
Primo studio sugli esiti del Dutch Protocol

Il gruppo di Amsterdam descrive settanta adolescenti durante il trattamento con bloccanti della pubertà. I sintomi depressivi diminuiscono; la disforia di genere in sé non cambia.
2013
DSM-5: la disforia di genere sostituisce il disturbo

La classificazione psichiatrica americana sostituisce il “gender identity disorder” con la “gender dysphoria”: un termine meno stigmatizzante, incentrato sulla sofferenza in sé.
2014
Legge transgender: abolito il requisito della sterilizzazione

Dal 1° luglio 2014, per modificare la registrazione del sesso non sono più necessari un intervento chirurgico né la sterilità. È sufficiente una dichiarazione di un esperto, a partire dai sedici anni.
2014
Studio di follow-up: esiti dopo ormoni e intervento chirurgico

Il gruppo di Amsterdam descrive 55 giovani adulti dopo il trattamento con bloccanti della pubertà, ormoni e intervento chirurgico. Lo studio è considerato la prova più citata a sostegno del Dutch Protocol.
2018
Littman pubblica lo studio sulla ROGD

Lisa Littman descrive su PLOS ONE un quadro di disforia di genere insorta improvvisamente negli adolescenti, oggetto di un acceso dibattito metodologico.
2019
Standard di qualità per l’assistenza sanitaria somatica alle persone transgender

I Paesi Bassi adottano un proprio standard nazionale per l’assistenza medica alle persone transgender, con un modulo dedicato a bambini e adolescenti. Lo standard segue il Dutch Protocol.
2020
La Finlandia sceglie la prudenza

Il Consiglio finlandese per le scelte sanitarie considera il sostegno psicosociale il primo passo. Il trattamento ormonale dei minorenni può essere avviato solo dopo una valutazione individuale presso due centri universitari.
2020
Bell contro Tavistock

Il giudice britannico stabilisce che probabilmente i minori di sedici anni non possono acconsentire al trattamento con bloccanti della pubertà. In appello, questa sentenza viene annullata nel 2021.
2021
NICE valuta le prove sugli inibitori e gli ormoni

L’istituto britannico NICE conclude che le prove sui bloccanti della pubertà e sugli ormoni nei minorenni hanno un grado di certezza molto basso. Questo risultato ha un peso rilevante nella Cass Review.
2022
La Svezia limita il trattamento ormonale dei minori

L’autorità sanitaria svedese Socialstyrelsen ritiene che, nei minori, i rischi dei bloccanti e degli ormoni siano maggiori dei benefici. Il trattamento resta un’eccezione.
2022
Annunciata la chiusura della clinica Tavistock per l’identità di genere

Dopo il rapporto intermedio di Hilary Cass, NHS England decide di chiudere l’unica clinica per l’identità di genere dedicata ai giovani in Inghilterra e di sostituirla con centri regionali.
2022
Standards of Care WPATH versione 8

La linea guida internazionale per l’assistenza alle persone transgender viene rinnovata. Le età minime per i trattamenti vengono eliminate poco dopo la pubblicazione, suscitando critiche per la mancanza di basi scientifiche.
2023
Il consiglio norvegese per le indagini raccomanda prudenza

Il consiglio norvegese per le indagini Ukom conclude che le conoscenze disponibili sul trattamento dei minorenni sono insufficienti e raccomanda di rivedere la linea guida nazionale.
2024
La Tweede Kamer chiede un’indagine sul Dutch Protocol

La Tweede Kamer vuole che vengano esaminati gli esiti del trattamento olandese dei giovani. In seguito, il ministero ha chiesto al Consiglio della Salute di esprimere un parere.
2024
Viene pubblicata la Cass Review

La britannica Hilary Cass pubblica i risultati di quattro anni di ricerca: le basi scientifiche per l’uso di bloccanti della pubertà e ormoni nei giovani sono deboli. NHS England interrompe la prescrizione di routine.
2024
Il Regno Unito vieta a tempo indeterminato i bloccanti della pubertà

Il governo britannico rende permanente il divieto di prescrivere bloccanti della pubertà ai minori con disforia di genere. Il trattamento è ora possibile soltanto nell'ambito della ricerca.
2025
Il ministero statunitense valuta le prove

Il Dipartimento della Salute e dei Servizi umani degli Stati Uniti pubblica una propria valutazione del trattamento dei minori. Il rapporto è critico e sostiene la psicoterapia come primo passo.
2025
Corte Suprema degli Stati Uniti: gli Stati possono vietare i trattamenti

Nel caso United States v. Skrmetti, la Corte Suprema ha stabilito che il Tennessee può vietare i bloccanti della pubertà e gli ormoni per i minori con disforia di genere.
2026
Consiglio della Salute: l’assistenza alle persone transgender giovani è organizzata con cura

Il Consiglio della Salute informa la ministra che l’assistenza olandese per i giovani è organizzata con cura. I Paesi Bassi mantengono così il trattamento esistente.