L’Australia avvia una revisione nazionale delle linee guida sui bloccanti della pubertà

Il governo federale australiano ha premuto il pulsante. Il ministro della Salute Mark Butler ha formalmente chiesto al National Health and Medical Research Council (NHMRC) di fornire con urgenza un parere sulla sicurezza dei bloccanti della pubertà per i minori con disforia di genere. Questo parere dovrà costituire la base per nuovi standard terapeutici nazionali — un percorso che dovrebbe protrarsi fino al 2028. Fino ad allora, la linea guida del Royal Children's Hospital (RCH) di Melbourne del 2018, da allora aggiornata solo marginalmente fino alla versione 1.5, rimarrà di fatto lo standard nazionale.
Che cosa chiede esattamente il ministro
La richiesta di Butler è formulata in termini sorprendentemente diretti per un ministro che di norma non interviene nelle questioni medico-scientifiche. Non si tratta di una valutazione non vincolante, bensì di una richiesta all'NHMRC di stabilire se la pratica attuale sia ancora sostenibile e di sviluppare successivamente standard nazionali destinati a sostituire l'assistenza australiana per la disforia di genere nei giovani, oggi fortemente determinata a livello regionale. Attualmente ogni Stato federato e ogni ospedale applica in gran parte un proprio protocollo, con la linea guida del RCH di Melbourne come esempio più influente — anche al di fuori del Victoria.
Una linea guida che non ha colto il riorientamento internazionale
Il fatto che la linea guida del RCH sia stata appena modificata dal 2018 colpisce, poiché negli ultimi anni altre parti del mondo hanno invece apportato cambiamenti sostanziali. Nel Regno Unito, la Cass Review, durata quattro anni, ha concluso nel 2024 che le basi scientifiche per l'uso dei bloccanti della pubertà nei giovani sono deboli. La pediatra Hilary Cass lo ha espresso così: "Non riesco a pensare ad alcun'altra situazione in cui somministriamo trattamenti che cambiano la vita senza averne una comprensione sufficiente." L'allora ministro britannico della Salute ha aggiunto che "non ci sono prove sufficienti sugli effetti a lungo termine dei bloccanti della pubertà... queste prove avrebbero dovuto essere disponibili prima che venissero mai prescritti."
La Svezia e la Finlandia avevano già preceduto l’Australia: entrambi i Paesi hanno limitato l’uso dei bloccanti della pubertà al di fuori degli studi di ricerca, dopo che le loro revisioni sistematiche della letteratura erano giunte a conclusioni analoghe a quelle della Cass Review. La Germania ha adottato una nuova linea guida nel 2025, ma la stessa associazione professionale di psichiatria ha espresso forti riserve al riguardo: secondo l’associazione, quella linea guida non risponderebbe alle «questioni medico-etiche» necessarie per proteggere i minori. Con il suo annuncio, dunque, l’Australia non è all’avanguardia, ma colma una lacuna che gli osservatori internazionali segnalavano già da tempo.
Perché il confronto con Melbourne non regge
La linea guida del RCH Melbourne risale a un periodo in cui il cosiddetto modello affermativo era ancora raramente messo in discussione. Da allora, anche in Australia il numero di invii alle cliniche di genere è aumentato notevolmente, mentre la base delle evidenze sottostante — costituita in gran parte dagli stessi piccoli studi di coorte metodologicamente deboli ai quali faceva riferimento anche la Cass Review — non si è ampliata di pari passo. Le possibili conseguenze pratiche sono emerse dalla revisione della clinica di genere di Cairns. Una linea guida che non viene aggiornata mentre l’incertezza scientifica è invece in aumento offre a medici e genitori una falsa certezza: l’impressione di un consenso medico ormai consolidato, mentre in realtà a livello internazionale crescono sempre più i dubbi. Per un confronto approfondito tra le linee guida sui bloccanti della pubertà nel mondo, comprese le rivalutazioni in Svezia e Finlandia, la panoramica su puberteitsremmers.nl è un buon punto di partenza.
Cosa deve accadere ora, entro il 2028
Fino a quando l’NHMRC non introdurrà nuovi standard, la pratica attuale in Australia rimarrà invariata, compresa la linea guida della RCH che è stata alla base di migliaia di invii. I critici sottolineano che un percorso pluriennale rappresenta un periodo molto lungo per i bambini e gli adolescenti che entrano ora nel sistema: ricevono assistenza sulla base di una linea guida i cui stessi autori, dopo la Cass Review, non possono più sostenere le raccomandazioni originarie con la stessa fermezza. Per i Paesi Bassi, dove il Protocollo olandese occupa una posizione analoga come fondamento dell’assistenza, il passo australiano costituisce un ulteriore segnale del fatto che la base scientifica dei bloccanti della pubertà viene messa sempre più esplicitamente in discussione a livello internazionale dagli stessi governi, e non soltanto da critici esterni.
Fonti
Bernard Lane, «Guidelines in the balance», Gender Clinic News, 24 maggio 2026: genderclinicnews.com/p/guidelines-in-the-balance.
Edward Jansen
Redazione di Genderinfo.nl
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