Il ministero dell’Istruzione americano indaga sullo Smith College per l’ammissione di donne trans

Lo Smith College, uno degli ultimi college femminili rimasti negli Stati Uniti, è finito sotto accusa. Il 4 maggio 2026 il ministero dell’Istruzione americano ha annunciato l’apertura di un’indagine nei confronti dell’istituto del Massachusetts per una possibile violazione del Title IX, la legge federale del 1972 che vieta la discriminazione nell’istruzione basata sul sesso. La stessa legge è al centro del dibattito sui bagni promiscui nelle università americane. Al centro dell’indagine c’è la politica di ammissione dello Smith, che dal 2015 accoglie chiunque si identifichi come donna — cisgender, trans e non binario.
Un’eccezione sempre più in bilico
Il Title IX prevede da sempre un’eccezione per gli istituti che ammettono esclusivamente persone di un sesso: a differenza delle scuole miste, possono limitarsi alle donne senza violare la legge. È proprio su questa eccezione che si concentra il conflitto. L’assistente segretaria Kimberly Richey, che ha annunciato l’indagine per conto del ministero, lo ha formulato così: "Un college femminile perde ogni significato se ammette maschi biologici." Il governo sostiene che l’eccezione prevista dal Title IX sia stata concepita in riferimento al sesso biologico e che un istituto che si basa sull’autoidentificazione non possa più avvalersene.
Dal rifiuto a una politica aperta
La storia dello Smith mostra quanto rapidamente sia cambiata la norma. Nel 2013 l’istituto aveva ancora rifiutato l’ammissione a una donna trans — una decisione che all’epoca aveva suscitato forti proteste all’interno della stessa comunità. Due anni dopo, nel 2015, il consiglio di amministrazione ha completamente cambiato rotta: da allora le porte sono aperte a chiunque si identifichi come donna, indipendentemente dal sesso assegnato alla nascita. Lo Smith si è così unito a una tendenza più ampia tra i college femminili rimasti, che dagli anni 2010 hanno quasi tutti adottato criteri di ammissione più inclusivi.
Una categoria in declino sotto pressione
Negli ultimi decenni il numero dei college femminili negli Stati Uniti è crollato: da circa duecentotrenta nel 1960 a poco più di trenta oggi. Per gli istituti rimasti, dunque, la posta in gioco è alta. Se l’eccezione del Title IX verrà effettivamente interpretata sulla base del sesso biologico anziché dell’autoidentificazione, scuole come lo Smith dovranno scegliere: mantenere l’attuale politica di ammissione e perdere la tutela giuridica in quanto college femminile, oppure tornare ad ammettere le studentesse sulla base del sesso assegnato alla nascita. L’indagine del ministero è quindi molto più di una disputa su un singolo istituto: riguarda la questione di che cosa significhi ancora uno "spazio per donne" nell’istruzione, quando l’identificazione sostituisce la definizione biologica.
Il contesto più ampio
L’indagine sullo Smith non è un caso isolato. Si inserisce in una serie di iniziative del governo americano contro istituzioni che pongono l’identità transgender al di sopra del sesso biologico, dalle federazioni sportive agli ospedali. Per i sostenitori di spazi femminili basati sul sesso, il caso Smith è un banco di prova: se il governo riuscirà a ricondurre l’eccezione del Title IX al suo significato originario, basato sul sesso, ciò potrebbe avere conseguenze per ogni struttura riservata alle donne che negli ultimi dieci anni è passata all’autoidentificazione.
Edward Jansen
Redazione di Genderinfo.nl
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