Rapporto americano: le università costruiscono decine di bagni misti, mentre si moltiplicano le cause legali sul Title IX

Negli Stati Uniti torna ad accendersi il dibattito sui servizi igienici misti nei campus universitari. All’inizio di luglio, la piattaforma investigativa CriticalRace.org, un progetto della fondazione che gestisce Legal Insurrection, ha censito quante istituzioni americane di istruzione superiore offrano ormai bagni con più cabine senza distinzione di sesso — e i numeri sono più alti di quanto molti studenti e genitori possano immaginare. In almeno dodici istituzioni di prestigio, tra cui cinque università della Ivy League, studenti e studentesse condividono gli stessi servizi igienici, talvolta in strutture con decine di cabine affiancate.
Cornell e UC Santa Barbara sono in prima linea
Dal rapporto emerge che la Cornell University e la University of California, Santa Barbara dispongono ciascuna di oltre quaranta sedi con questo tipo di bagni gender-neutral. La University of Pennsylvania conta più di dieci strutture con più cabine, mentre alcuni campus pubblicano persino mappe interattive con cinquanta o più di queste sedi. Quello che sulla carta spesso nasce come un’unica opzione aggiuntiva, segnalata separatamente accanto ai servizi già esistenti, in alcuni campus si è trasformato nella pratica in una fitta rete di spazi misti — non più un’eccezione, ma una componente stabile dell’infrastruttura dei servizi igienici.
«Nessuna donna dovrebbe essere costretta a spogliarsi dove c’è un uomo»
La ricercatrice Kemberlee Kaye, che ha collaborato al rapporto, riassume così l’obiezione: nessuna donna dovrebbe essere costretta a cambiarsi o lavarsi in presenza di un uomo. Per gli autori del rapporto non si tratta di un’affermazione controversa, ma di un limite fondamentale che le politiche di molte università ormai ignorano. Secondo loro, i bagni con più cabine — a differenza di un’unica stanza completamente chiusa — non prevedono più una separazione fisica tra uomini e donne, mentre proprio quella separazione era un tempo il motivo per cui venivano introdotti servizi distinti.
Attese nuove cause legali dopo la sentenza sullo sport femminile
Il rapporto viene pubblicato in un momento in cui il sistema giudiziario americano torna a esaminare i limiti del Title IX, la legge federale che dovrebbe garantire la parità di trattamento tra uomini e donne nell’istruzione. La stessa legge è al centro di un’indagine sulle politiche di ammissione del college femminile Smith. Dopo che alla fine di giugno la Corte Suprema ha stabilito che i singoli Stati possono utilizzare il sesso come criterio di ammissione alle squadre sportive femminili e delle ragazze, gli osservatori si aspettano che seguano cause analoghe riguardanti i servizi igienici. In Idaho, un giudice federale ha già sospeso una legge che puniva l’uso dei bagni in base all’identità di genere. Secondo il rapporto, le istituzioni che mantengono bagni completamente misti rischiano non solo cause intentate da studenti e genitori, ma anche la perdita dei finanziamenti federali qualora un giudice stabilisca che questa politica svantaggia in modo sproporzionato le donne.
Un tema ricorrente anche in Europa
La discussione non è un fenomeno esclusivamente americano. Anche nei Paesi Bassi e in Belgio, nelle scuole e nelle università compaiono regolarmente bagni misti o gender-neutral, spesso introdotti con buone intenzioni nei confronti degli studenti non binari e trans, ma senza un’ampia discussione preliminare su cosa questo significhi per la privacy e il senso di sicurezza di donne e ragazze. Il rapporto americano mostra che ciò che inizia come un piccolo cambiamento può trasformarsi, in assenza di criteri chiari, nella norma — una lezione rilevante anche per le istituzioni educative europee.
Edward Jansen
Redazione di Genderinfo.nl
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