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Singapore vieta i trattamenti ormonali e chirurgici per la disforia di genere nei minori

Il palazzo del Parlamento di Singapore con una fila di palme lungo il cancello d’ingresso.
Foto: Diego Delso, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Singapore si è unita al crescente gruppo di Paesi che sottopongono a condizioni più rigorose l’approccio medico alla disforia di genere nei giovani. Il 5 maggio 2026 il Ministero della Salute (Ministry of Health) ha inviato agli operatori sanitari una circolare contenente le prime linee guida ufficiali per il trattamento della disforia di genere nei bambini e negli adolescenti. Il punto centrale della decisione: prima dei 18 anni non potranno più essere offerti trattamenti ormonali o chirurgici.

Cosa prevedono esattamente le linee guida

La circolare, firmata dal direttore generale della sanità, il professor Kenneth Mak, stabilisce che ai giovani sotto i 18 anni con diagnosi di disforia di genere non possono essere offerti trattamenti ormonali o chirurgici. Gli ormoni del sesso opposto restano vietati fino all’età in cui, secondo la legge di Singapore, si raggiunge la maggiore età: 21 anni. Per la fascia compresa tra i 18 e i 21 anni è possibile un’eccezione, ma solo previa approvazione di un apposito comitato di valutazione, il Treatment Review Panel. I bloccanti della pubertà non sono raccomandati dalle linee guida, a causa della mancanza di prove sulla loro sicurezza ed efficacia a lungo termine. Il supporto psicologico viene indicato come prima e principale opzione terapeutica, con un percorso diagnostico che, secondo le linee guida, può durare dai dodici ai diciotto mesi prima di prendere in considerazione ulteriori interventi.

Le motivazioni del ministero

Il ministero motiva la decisione facendo riferimento ai dati noti sullo sviluppo della disforia di genere nei bambini: dall’ottanta al novantacinque per cento dei bambini prepuberi con disforia di genere la supera secondo le ricerche storiche quando non viene attuato alcun intervento medico. Le linee guida avvertono inoltre che i bloccanti della pubertà possono ‘fissare’ i sintomi legati al genere di un giovane, invece di offrirgli tempo per riflettere: l’esatto contrario del cosiddetto argomento del ‘pulsante pausa’, con cui questi farmaci vengono generalmente difesi. Perché questa metafora sia fuorviante è spiegato su puberteitsblokkers.nl. In questo modo Singapore si allinea alle conclusioni della britannica Cass Review del 2024, che ha definito particolarmente debole la base di prove a sostegno dell’uso dei bloccanti della pubertà nei minori.

Parte di una più ampia tendenza internazionale

Con queste linee guida Singapore si unisce a una serie di Paesi che negli ultimi anni hanno fatto marcia indietro rispetto al modello della medicalizzazione precoce. Il Regno Unito ha interrotto la somministrazione ordinaria dei bloccanti della pubertà al di fuori dei contesti di ricerca, la Svezia ha limitato il trattamento a rigorosi ambiti di ricerca attraverso l’ospedale Karolinska, mentre la Finlandia ha scelto, tramite le linee guida COHERE, il trattamento psicosociale come primo passo. Il modo in cui è avvenuto questo cambiamento di rotta in Svezia, Finlandia e Regno Unito è illustrato su transtijd.nl. Singapore è quindi il primo Paese asiatico a sancire per legge un approccio analogo, esplicitamente prudente. Per la regione, questa decisione potrebbe costituire un precedente: i Paesi vicini che finora non disponevano di linee guida proprie potrebbero ispirarsi al modello singaporeano nel redigerle.

Cosa significa per i giovani e i genitori

Per le famiglie singaporeane, le linee guida significano soprattutto che il percorso verso la transizione medica per i minori è ora formalmente chiuso e che la legge pone l’accento sul supporto psicologico. I sostenitori delle linee guida indicano l’incertezza sugli effetti a lungo termine sulla fertilità e sullo sviluppo del cervello come motivo per adottare un approccio prudente. I critici di questa stessa linea sostengono generalmente che un divieto rigido potrebbe rendere più difficile l’accesso alle cure per i giovani con disforia di genere persistente. Come in Europa, anche a Singapore questo dibattito si svolge sullo sfondo di un numero crescente di Paesi che giudicano troppo debole la base scientifica a sostegno della transizione medica precoce.


Fonte:

Edward Jansen

Edward Jansen

Redazione di Genderinfo.nl

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