Il più grande ospedale pediatrico del Texas dovrà aprire una clinica per la detransizione dopo un accordo da dieci milioni di dollari

Il Texas Children's Hospital, il più grande ospedale pediatrico degli Stati Uniti, ha raggiunto un accordo con il procuratore generale del Texas Ken Paxton in seguito a un'indagine sulla somministrazione segreta di bloccanti della pubertà e ormoni cross-sex a minorenni. L'ospedale pagherà dieci milioni di dollari e dovrà aprire entro tre mesi la prima 'clinica per la detransizione' del Paese: un percorso assistenziale gratuito per chiunque, in qualunque parte del Paese, abbia mai intrapreso un percorso medico di transizione di genere e ora se ne sia pentito o voglia tornare indietro. Ciò che i dati disponibili sulla detransizione e sul pentimento dimostrano e ciò che invece non dimostrano è illustrato su transtijd.nl.
Le denunce dei whistleblower hanno portato alla luce la pratica
Il caso è emerso grazie a due whistleblower: l'infermiera Vanessa Sivadge e il medico Ethan Haim. Hanno dichiarato che l'ospedale negava pubblicamente di fornire ancora trattamenti di transizione di genere a minorenni, mentre secondo loro tali pratiche proseguivano normalmente dietro le quinte. L'indagine del procuratore generale si è quindi concentrata non solo sui trattamenti medici in sé, ma anche sul modo in cui l'ospedale li fatturava a Medicaid, il sistema sanitario statunitense per i bambini di famiglie a basso reddito. Secondo l'atto d'accusa, i trattamenti vietati sarebbero stati addebitati a Medicaid in modo improprio.
Cosa prevede l'accordo da dieci milioni di dollari
Oltre alla sanzione di dieci milioni di dollari, l'accordo prevede una serie di misure di ampia portata. Cinque medici coinvolti nei trattamenti hanno perso permanentemente l'autorizzazione a esercitare presso l'ospedale. L'ospedale dovrà riconoscere pubblicamente di aver rilasciato dichiarazioni inesatte sulle proprie pratiche, e lo statuto è stato modificato: i medici che eseguiranno comunque interventi vietati perderanno automaticamente le proprie autorizzazioni. Inoltre, tutto il personale dovrà ricevere una formazione aggiuntiva sui rischi dei trattamenti di transizione di genere nei minorenni. D'ora in poi, l'assistenza per la transizione di genere dei minori sarà permanentemente vietata in tutte le sedi dell'ospedale.
La prima clinica per la detransizione del Paese
L'elemento più significativo dell'accordo è l'obbligo di aprire entro tre mesi una clinica per la detransizione. Dovrà offrire assistenza gratuita e specializzata a chiunque abbia mai intrapreso — presso il Texas Children's Hospital o altrove nel Paese — un percorso medico di transizione di genere: endocrinologia, assistenza postoperatoria, medicina di base, consulenza sulla fertilità, psichiatria e psicoterapia. Per i primi cinque anni queste cure saranno gratuite e l'ospedale dovrà promuovere attivamente la clinica attraverso il proprio sito web. Negli Stati Uniti nasce così per la prima volta una struttura gratuita, accessibile a livello nazionale e specificamente dedicata alle persone che vogliono tornare indietro rispetto alla propria transizione di genere.
Un precedente per altri ospedali
Il procuratore generale Paxton ha definito l'esito "una grande sconfitta per l'ideologia gender radicale che ha sfruttato i bambini in Texas". Il caso si inserisce in una serie di procedimenti analoghi negli Stati Uniti: all'inizio di quest'anno, una giuria dello Stato di New York ha riconosciuto a una persona detransizionata un risarcimento di due milioni di dollari, in quella che è considerata la prima decisione di una giuria in una causa per responsabilità medica di questo tipo; anche la Cleveland Clinic, dopo un accordo con la giustizia, ha destinato due milioni di dollari all'assistenza per la detransizione. Un video su una persona detransizionata che ha ottenuto un risarcimento di due milioni di dollari è disponibile su transspijt.nl. L'accordo con il Texas Children's Hospital è finora il più ampio: non solo per l'entità della somma, ma soprattutto per l'obbligo di creare un'assistenza strutturale per le persone detransizionate, invece di limitarsi a una liquidazione economica.
Saskia Weijermars
Redazione di Genderinfo.nl
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