AFAB

'AFAB' è l'abbreviazione dell'espressione inglese 'Assigned Female at Birth' — registrata come femmina alla nascita. Il termine proviene dal linguaggio degli attivisti statunitensi e viene usato soprattutto per parlare di una persona senza confondere il genere vissuto attuale con il sesso registrato alla nascita.
Che cosa significa?
AFAB indica il fatto che una persona è stata considerata e registrata come femmina alla nascita. Nella quasi totalità dei casi ciò coincide con il sesso biologico femminile (cromosomi XX, ovaie, anatomia sessuale femminile). Il termine viene usato soprattutto nei contesti trans e non binari, nei quali il genere vissuto può differire da quello indicato nei registri di nascita.
Distinzione e sovrapposizione
Il termine corrispondente è AMAB (Assigned Male at Birth). Una persona AFAB può identificarsi oggi come donna, transmascolina, non binaria o in altro modo: l'etichetta dice qualcosa sul passato, non sul presente.
Contesto sociale e pratico
Le persone AFAB si confrontano nell'assistenza sanitaria con questioni specifiche del corpo femminile che non scompaiono in base all'identità: mestruazioni, contraccezione, screening del tumore della cervice uterina, gravidanza e menopausa. Anche durante una transizione medica (come il testosterone e la mastectomia), questi aspetti restano rilevanti. Per questo le linee guida raccomandano di discutere il congelamento degli ovociti prima di iniziare il testosterone. Gli effetti del testosterone sul corpo femminile sono descritti per rischio su transkompas.nl.
Prospettive critiche
Il termine 'assigned' è ideologicamente connotato: suggerisce che il sesso alla nascita sia un'assegnazione sociale anziché un'osservazione biologica. L'origine della formulazione 'assegnata alla nascita' è stata analizzata su letterbrij.nl. Le critiche, tra cui quelle di molte donne che sottolineano l'importanza dell'assistenza sanitaria e dei diritti basati sul sesso, preferiscono 'femminile' o 'bambina' quando si intende parlare di biologia. L'etichetta 'AFAB' viene talvolta utilizzata anche in modi che nascondono la specificità dell'essere donna, per esempio quando si parla di violenza contro le donne di natura sessuale o di gravidanza.