Il testosterone nella transizione

Il testosterone viene somministrato nell’assistenza sanitaria di genere agli uomini trans e ad alcune persone non binarie che desiderano la mascolinizzazione. Agisce rapidamente, provoca cambiamenti fisici ampi e in parte irreversibili e richiede un dosaggio e un monitoraggio per tutta la vita. Manca una parte significativa della ricerca a lungo termine su questo impiego; molte valutazioni sulla sicurezza sono estrapolate dalla terapia ormonale sostitutiva nell’ipogonadismo.
Modalità di somministrazione
- Iniezioni: testosterone enantato ogni settimana o ogni due settimane, testosterone undecanoato ogni 10-12 settimane. Picco elevato, seguito da una diminuzione.
- Gel: applicato quotidianamente sulla pelle, livelli più stabili, rischio di trasferimento a partner e bambini attraverso il contatto cutaneo.
- Cerotti: uso quotidiano, buona precisione del dosaggio.
- Impianti: ad azione prolungata, con applicazione meno frequente.
Effetti
- Abbassamento della voce — permanente, spesso compare già entro pochi mesi. Vedi rieducazione della voce.
- Aumento della peluria sul viso e sul corpo — in gran parte permanente.
- Aumento delle dimensioni del clitoride — permanente. Su questo si basa la metoidioplastica.
- Interruzione delle mestruazioni — con l’uso prolungato può diventare definitiva.
- Aumento della massa muscolare, ridistribuzione del grasso verso l’addome, odore corporeo più intenso.
- Acne, pelle oleosa, talvolta accelerazione della caduta dei capelli di tipo androgenetico (in caso di predisposizione genetica).
Il tessuto mammario non diminuisce con il testosterone — per questo è necessaria una mastectomia. L’altezza, il bacino e le mani non cambiano (una volta terminata la pubertà). Nelle donne che iniziano il testosterone prima della maturità scheletrica, l’altezza può essere influenzata.
Effetti permanenti e reversibili
L’abbassamento della voce, l’aumento delle dimensioni del clitoride e, in gran parte, la crescita della peluria sono permanenti. La distribuzione del grasso e la massa muscolare tornano parzialmente alla situazione precedente dopo la sospensione; le mestruazioni spesso, ma non sempre, ricompaiono. Maggiori informazioni sul cambiamento irreversibile della voce causato dal testosterone sono disponibili su genderzorgen.nl.
Fertilità
Il testosterone sopprime le mestruazioni e l’ovulazione, ma non è un contraccettivo. È possibile rimanere incinte durante il trattamento. In caso di uso prolungato, l’influenza sulla fertilità non è completamente prevedibile. È consigliabile la crioconservazione degli ovociti o degli embrioni prima dell’inizio del trattamento, anche se ciò richiede una stimolazione ormonale temporanea che per alcune persone può essere psicologicamente gravosa. Vedi fertilità e transizione.
Rischi e monitoraggio
- Eritrocitosi: concentrazione eccessiva di globuli rossi, che aumenta il rischio di trombosi. Richiede controlli regolari del sangue e talvolta un aggiustamento della dose o un salasso.
- Rischi cardiovascolari: il testosterone può influire negativamente sul profilo lipidico (l’HDL diminuisce, l’LDL aumenta). Non è stato sufficientemente studiato se ciò si traduca in un aumento della morbilità cardiovascolare negli uomini trans durante l’uso prolungato.
- Atrofia vaginale: con l’uso prolungato la mucosa vaginale diventa più sottile e fragile, causando disturbi e un possibile aumento del rischio di infezioni.
- Utero e ovaie: l’esposizione cronica al testosterone di un utero integro non è stata sufficientemente studiata. Alcuni clinici consigliano l’isterectomia dopo alcuni anni — una scelta con conseguenze proprie e irreversibili.
- Fegato: alcune modalità di somministrazione comportano un aumento del carico epatico; il controllo della funzionalità epatica è una procedura standard.
È essenziale effettuare almeno una volta all’anno gli esami di laboratorio (ematocrito, funzionalità epatica, lipidi, livelli ormonali). L’automedicazione senza monitoraggio è clinicamente irresponsabile. Una panoramica completa è disponibile alla pagina effetti collaterali della terapia ormonale e alla pagina malattie cardiovascolari e transizione.