Genderinfo.nl
Attualità

Assistenza di genere in Danimarca

Il Rigshospitalet di Copenaghen con autobus davanti all'ingresso
Foto: Leif Jørgensen, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

La Danimarca si unisce alla svolta scandinava nell'assistenza pediatrica per la disforia di genere. Il Rigshospitalet di Copenaghen, per anni l'unico centro nazionale, nel 2023-2024 ha limitato drasticamente l'accesso ai bloccanti della pubertà e agli ormoni per i minori. La grande maggioranza dei giovani che si rivolge ora ai servizi riceve supporto psicologico e trattamento per le problematiche concomitanti; gli interventi ormonali sono riservati a una piccola minoranza dei casi più gravi.

Per saperne di più su questo sito: Danimarca (2023) e Sundhedsstyrelsen (Danimarca).

Cambiamento delle politiche 2023-2024

Dal 2023 l'assistenza di genere per i minori in Danimarca è stata profondamente rivista nella pratica; medici del Rigshospitalet hanno descritto il cambio di rotta nel 2023 sulla rivista Ugeskrift for Læger. I bloccanti della pubertà non vengono più offerti come trattamento standard. La decisione è stata determinata da due fattori: un'approfondita valutazione interna dei pazienti del Rigshospitalet ha mostrato che la stragrande maggioranza delle segnalazioni dopo il 2015 riguardava ragazze adolescenti con problematiche psichiatriche concomitanti, mentre il riorientamento della ricerca scientifica internazionale — in particolare in Svezia e Finlandia — è stato preso seriamente in considerazione in Danimarca. La SEGM ha ampiamente documentato la svolta danese nelle politiche.

La nuova pratica danese pone l'accento sulla valutazione psicologica, sul trattamento delle comorbilità e su un approccio di attesa vigile. Gli interventi medici sono riservati ai casi di disforia grave e persistente nei quali gli altri trattamenti sono stati esauriti. Nella pratica, dopo il 2023 il numero di giovani che ricevono bloccanti della pubertà è diminuito drasticamente.

Contesto storico

La Danimarca aveva adottato una politica relativamente aperta per l'assistenza di genere. Il Rigshospitalet di Copenaghen è stato a lungo il principale centro nazionale. Come altrove, il numero di segnalazioni è aumentato in modo esplosivo: da poche decine all'anno prima del 2010 a centinaia negli anni 2020. Questo aumento, insieme alle preoccupazioni già espresse apertamente in Svezia e Finlandia, ha contribuito al ripensamento danese. Il cambio di rotta danese era in linea con la Cass Review e con le valutazioni della SBU svedese; nel dicembre 2024 la Sundhedsstyrelsen ha posto in consultazione una bozza di quadro.

Modifica legale del genere

Nel 2014 la Danimarca è stata uno dei primi Paesi al mondo a consentire la modifica legale del sesso senza requisiti medici. Gli adulti possono modificare il proprio genere legale tramite una semplice autodichiarazione. Questa politica è rimasta invariata anche dopo il cambiamento delle politiche mediche. Il governo danese distingue così esplicitamente tra riconoscimento legale e interventi medici, un principio che sta guadagnando terreno anche in altri Paesi del Nord Europa.

Confronto con i Paesi vicini

La Danimarca forma ora, insieme a Svezia, Finlandia e Norvegia, un blocco di Paesi scandinavi che hanno fortemente limitato l'assistenza pediatrica per la disforia di genere. I quattro Paesi sono giunti per vie diverse a conclusioni analoghe; Svezia e Finlandia si sono basate su proprie valutazioni sistematiche delle prove. Tuttavia, uno studio di sintesi condotto da medici degli stessi Paesi nordici mostra che i cinque Paesi nordici differiscono notevolmente tra loro. La linea comune è in netto contrasto con quella di Paesi Bassi e Belgio, dove i modelli originariamente basati sull'affermazione dell'identità di genere sono finora rimasti formalmente intatti, sebbene la pratica sia diventata più prudente. Il rapporto tra l'approccio danese e lo standard WPATH è illustrato su wpath.nl. Le implicazioni del cambiamento di orientamento internazionale per la posizione dei Paesi Bassi sono approfondite su trans-nederland.nl.