Genderinfo.nl
Attualità

Cure di genere in Svezia

L'ospedale Karolinska a Solna, vicino a Stoccolma
Foto: autore sconosciuto, pubblico dominio, via Wikimedia Commons

Per molto tempo la Svezia è stata uno dei Paesi più progressisti nell'assistenza pediatrica per la disforia di genere e ha adottato il Dutch Protocol olandese come modello di riferimento. Dal 2019 il Paese ha abbandonato radicalmente questa direzione. Nel 2021 l'Ospedale universitario Karolinska ha smesso di prescrivere sistematicamente i bloccanti della pubertà ai minorenni e nel 2022 il Socialstyrelsen ha emanato linee guida nazionali che limitano quasi completamente il trattamento ormonale dei minorenni all'ambito della ricerca. Da allora la Svezia è considerata a livello internazionale uno dei primi Paesi, dopo la Finlandia, ad aver preso apertamente le distanze dal modello di affermazione dell'identità di genere.

Per saperne di più su questo sito: rapporto SBU (Svezia, 2022) e Socialstyrelsen (Svezia).

Gli argomenti correlati sono disponibili in Karolinska 2021 — il cambiamento delle politiche svedesi.

La decisione del Karolinska (2021)

L'ospedale pediatrico Astrid Lindgren, parte dell'Ospedale universitario Karolinska di Stoccolma, è stato per decenni il principale centro svedese per l'assistenza pediatrica relativa alla disforia di genere. Nell'aprile 2021 il consiglio di amministrazione ha pubblicato una direttiva di grande rilievo, stabilendo che da quel momento i bloccanti della pubertà e gli ormoni cross-sex ai minorenni potessero essere prescritti solo nell'ambito di studi scientifici approvati, salvo alcune eccezioni valutate con particolare attenzione.

La decisione è stata determinata da due fattori principali: una sintesi dell’SBU del 2019 aveva mostrato che le prove erano deboli, e i possibili effetti collaterali fisici nei giovani trattati destavano preoccupazione, tra cui una riduzione della densità ossea, e il Karolinska aveva ritenuto insostenibile l'affermazione secondo cui i bloccanti della pubertà sarebbero «completamente reversibili». L'ospedale ha deciso di prescrivere d'ora in poi questi farmaci ai minorenni solo nell'ambito di ricerche approvate, salvo alcune eccezioni.

Il rapporto SBU (2019, 2022)

Lo Statens beredning för medicinsk och social utvärdering (SBU), l'istituto svedese per la valutazione sistematica delle evidenze mediche, ha pubblicato nel 2019 un primo rapporto sul trattamento ormonale della disforia di genere nei minorenni. La conclusione era la seguente: le basi scientifiche sono deboli; la maggior parte degli studi presenta carenze metodologiche e mancano dati affidabili sugli effetti a lungo termine. Una valutazione di follow-up del 2022 ha confermato che nel frattempo la base di evidenze non era migliorata in modo sostanziale. Socialstyrelsen ha raccomandato di offrire il trattamento preferibilmente nell’ambito della ricerca.

Le linee guida nazionali del Socialstyrelsen (2022)

Sulla base della decisione del Karolinska e dei rapporti SBU, nel dicembre 2022 il Socialstyrelsen, l'autorità sanitaria nazionale svedese, ha pubblicato nuove linee guida nazionali. Il riepilogo completo in inglese è disponibile sul sito del Socialstyrelsen. SEGM ha riassunto il cambiamento di rotta con il titolo Sweden ends use of Dutch protocol.

Il messaggio centrale è il seguente: nei minorenni, nella quasi totalità dei casi, i rischi del trattamento ormonale superano i possibili benefici. La psicoterapia e il trattamento delle problematiche concomitanti, come depressione, autismo e traumi, devono avere la priorità. Gli interventi ormonali sono consentiti solo in casi eccezionali, dopo un'ampia valutazione multidisciplinare e preferibilmente nell'ambito di studi clinici.

Le ragioni del cambiamento di rotta

Oltre alle evidenze scientifiche, hanno avuto un ruolo anche diversi segnali concreti. La serie documentaria svedese «Trans-tåget» (Il trenino trans, SVT 2019) ha mostrato come molte ragazze adolescenti con problematiche psicologiche sottostanti fossero state sottoposte a trattamento ormonale dopo percorsi brevi. Persone detransizionate come Mikael Wallin hanno testimoniato la mancanza di una valutazione diagnostica adeguata e la difficoltà di esprimere dubbi all'interno della cultura affermativa. Nel frattempo il numero di invii è aumentato in modo esplosivo, passando da alcune decine a centinaia all'anno, soprattutto tra le ragazze adolescenti, sollevando interrogativi sul contagio sociale. Anche la rete di genitori GENID ha richiamato l'attenzione su questo gruppo.

La situazione attuale

Per i minorenni, l'assistenza medica relativa alla disforia di genere in Svezia è di fatto limitata ai protocolli di ricerca e a casi individuali del tutto eccezionali. La cura psicologica, il sostegno alle famiglie e il trattamento delle comorbilità hanno la priorità. Per gli adulti (18+) la terapia ormonale e gli interventi chirurgici restano disponibili presso cliniche specializzate, ma anche in questo caso la soglia diagnostica è stata innalzata. Una panoramica del 2026 mostra che la chirurgia per la disforia di genere nei Paesi nordici è quasi ovunque riservata agli adulti. Le implicazioni della svolta svedese per i Paesi Bassi sono analizzate da genderzorgnederland.nl.

Ripercussioni internazionali

Il cambiamento di rotta svedese è stato il primo di una serie di svolte nell'Europa settentrionale, seguito da Finlandia, Norvegia, Danimarca e Regno Unito. La Cass Review cita esplicitamente le valutazioni dell'SBU come coerenti con i risultati dell'Università di York. In questo modo la Svezia è diventata una delle pietre angolari della revisione internazionale dell'assistenza pediatrica relativa alla disforia di genere.