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Assistenza di genere nei Paesi Bassi

Il Binnenhof all’Aia, visto dall’altra sponda dell’Hofvijver
Foto: Michielverbeek, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

I Paesi Bassi sono conosciuti a livello internazionale come il paese in cui è nato il modello di trattamento affermativo dell’identità di genere per i giovani. Il cosiddetto 'Dutch Protocol', sviluppato negli anni Novanta dall’Amsterdam UMC, è stato presentato per decenni come il gold standard a livello mondiale. Nel 2026 questo protocollo è sottoposto a pesanti critiche internazionali. Mentre paesi come Svezia, Finlandia, Regno Unito e Norvegia hanno rivisto radicalmente le proprie politiche, i Paesi Bassi continuano finora a seguire in modo sorprendentemente ostinato il modello originario, anche se cominciano a comparire le prime crepe.

Il Dutch Protocol

Il Dutch Protocol è stato sviluppato negli anni Novanta da Peggy Cohen-Kettenis, Henriette Delemarre-van de Waal e, in seguito, Annelou de Vries e Thomas Steensma presso l’Amsterdam UMC (all’epoca VUmc). Si articola in tre fasi: valutazione psicodiagnostica, soppressione della pubertà con analoghi del GnRH intorno allo stadio 2 di Tanner e, in caso di disforia persistente, ormoni del sesso opposto a partire dai 16 anni circa, eventualmente seguiti da interventi chirurgici. La logica originaria era che i bloccanti della pubertà offrissero un «pulsante pausa» per esaminare la disforia senza che uno sviluppo fisico indesiderato diventasse irreversibile. Vedi anche il Dutch Protocol.

Negli ultimi anni le critiche internazionali sono aumentate considerevolmente. Gli studi olandesi originari (de Vries 2011, 2014) si basavano soltanto su 55-70 pazienti accuratamente selezionati, senza gruppo di controllo, con un follow-up breve e una combinazione confondente di bloccanti e ormoni. I risultati non si sono dimostrati replicabili in altri paesi. La Cass Review e lo SBU svedese hanno concluso indipendentemente l’uno dall’altro che la base di evidenze è «remarkably weak». Anche sul Nederlands Tijdschrift voor Geneeskunde è apparso un ampio articolo di sintesi su queste critiche internazionali.

Il panorama dell’assistenza sanitaria nei Paesi Bassi

L’assistenza specializzata per i giovani con disforia di genere nei Paesi Bassi è fornita dal Centro di conoscenza e assistenza per la disforia di genere dell’Amsterdam UMC (sede VUmc) e dal Radboudumc di Nimega. Per gli adulti sono disponibili più operatori, tra cui l’UMCG di Groninga e diversi studi privati. I tempi di attesa sono molto lunghi: all’Amsterdam UMC i giovani possono aspettare diversi anni prima di una prima valutazione. Uno studio condotto dallo stesso centro mostra che più di quattro giovani inviati su cinque hanno iniziato un percorso medico. Una panoramica delle cliniche, con osservazioni critiche, è disponibile su genderzorgnederland.nl.

Il numero di richieste è aumentato notevolmente nell’ultimo decennio, con uno spostamento evidente verso le ragazze adolescenti e i giovani con problematiche concomitanti come autismo, depressione e disturbi alimentari: lo stesso cambiamento demografico osservato in tutti i paesi occidentali e collegato nella letteratura internazionale alla rapid onset gender dysphoria e alle dinamiche sociali.

Sviluppi recenti (2024–2025)

Nel gennaio 2025 è stato reso noto che l’ambulatorio per l’identità di genere dell’Amsterdam UMC non accetterà temporaneamente nuovi adulti: gli adulti in lista d’attesa non vengono convocati per il momento per una prima valutazione. Il ministro ha indicato come causa la carenza di psicologi; vedi l’articolo d’archivio sull’ambulatorio per l’identità di genere dell’Amsterdam UMC. L’annuncio conferma che l’attuale modello assistenziale è strutturalmente insostenibile.

Nel giugno 2024 la ministra ha inviato alla Tweede Kamer una lettera parlamentare sull’assistenza per l’identità di genere ai minori, in risposta alla Cass Review (vedi anche l’articolo d’archivio sulla lettera parlamentare). In essa la ministra riconosce la debolezza della base di evidenze e annuncia un monitoraggio della revisione dello standard qualitativo olandese, la cui pubblicazione era allora prevista per settembre 2025. Tale scadenza non è stata rispettata. Già nel 2023 la Tweede Kamer aveva discusso le crescenti critiche al Dutch Approach attraverso domande parlamentari.

Politica: criteri più rigorosi, ma nessun cambio di rotta

Sotto la pressione degli sviluppi internazionali, negli ultimi anni la comunità professionale olandese ha reso più rigorosi i criteri di indicazione. La soppressione della pubertà non viene più prescritta di routine e richiede una valutazione multidisciplinare approfondita. Lo Standard qualitativo per l’assistenza somatica alle persone transgender del 2019 è in fase di revisione dal dicembre 2023 da parte delle associazioni professionali, con il supporto dell’Istituto per la conoscenza della Federazione degli specialisti medici. La scadenza concordata del 30 settembre 2025 non è stata rispettata. Nel registro dell’Istituto nazionale per l’assistenza sanitaria, la data ultima indicata è ora il 30 settembre 2027.

Una valutazione indipendente sul modello britannico si è fatta attendere a lungo. Solo nel maggio 2024 il ministero ha chiesto un parere al Consiglio della sanità, dopo che la Tweede Kamer aveva richiesto un’indagine. Il parere è stato pubblicato il 30 giugno 2026 e conclude che l’assistenza nei Paesi Bassi è organizzata con cura, sebbene siano disponibili dati limitati sugli effetti indesiderati. Questo risultato differisce dalle valutazioni effettuate nel Regno Unito, in Svezia e in Finlandia; vedi il parere del Consiglio della sanità. Per quanto noto, l’Istituto nazionale per l’assistenza sanitaria non ha espresso una posizione sulla questione se la soppressione della pubertà in caso di disforia di genere debba rientrare nel pacchetto assicurativo di base. Nel maggio 2023 il ministro ha scritto alla Tweede Kamer che, secondo l’Istituto, spetta alla pratica clinica fornire la ricerca su cui basare una simile valutazione e che l’Istituto stesso non sta conducendo una revisione sistematica del modello olandese.

Dibattito politico e sociale

Nel 2024 e nel 2025 la Tweede Kamer ha tenuto diversi dibattiti nei quali la Cass Review e i cambiamenti delle politiche scandinave sono stati citati esplicitamente. Diversi medici e scienziati olandesi hanno chiesto pubblicamente una valutazione indipendente. Nei media — tra cui il NTVG, Elsevier Weekblad e HP/De Tijd (il columnist Jan Kuitenbrouwer) — le critiche alla politica sono diventate sempre più esplicite negli ultimi anni. Il commento del NTVG è riassunto in Incertezze sull’attuale assistenza per l’identità di genere. Allo stesso tempo, dall’Amsterdam UMC e dalle organizzazioni di pazienti arriva l’avvertimento che limitazioni eccessive potrebbero aumentare la sofferenza dei giovani con disforia grave.

Adulti

Per gli adulti la terapia ormonale e gli interventi chirurgici continuano a essere disponibili presso cliniche specializzate, rimborsati dal pacchetto assicurativo di base in presenza di una diagnosi. Anche in questo caso i tempi di attesa sono considerevoli e negli ultimi anni i criteri diagnostici sono diventati più rigorosi. Dal 2025 l’ambulatorio per l’identità di genere dell’Amsterdam UMC non accetta temporaneamente nuovi pazienti adulti. L’assistenza per la detransizione è ancora agli inizi nei Paesi Bassi; i percorsi specifici per le persone che rimpiangono la transizione sono rari.