Transizione sociale

La transizione sociale è il processo attraverso il quale una persona inizia a comportarsi nella vita quotidiana come appartenente all’altro sesso, utilizzando un altro nome, pronomi diversi, altri abiti e un’altra modalità di presentarsi. Viene spesso presentata come un passo neutro e privo di rischi. La britannica Cass Review (2024) la vede diversamente: all’interno dell’NHS la transizione sociale va considerata un intervento attivo, perché può avere effetti significativi sul funzionamento psicologico e sugli esiti a lungo termine (par. 12.5; fonte).
In cosa consiste la transizione sociale?
Una transizione sociale può comprendere, tra le altre cose: l’adozione di un nuovo nome, la richiesta alle persone circostanti di utilizzare pronomi diversi, un diverso stile di abbigliamento e di capelli, e il presentarsi sistematicamente come appartenenti all’altro sesso a scuola, al lavoro, nello sport e negli ambienti sociali. Per gli adulti si tratta di una scelta personale che rientra nel diritto all’autodeterminazione. Per bambini e adolescenti, la debolezza della ricerca fa sì che molto sulle conseguenze sia sconosciuto (par. 12.31; fonte). Spesso tutto inizia con un coming out.
La transizione sociale è un intervento attivo
Che la transizione sociale “possa semplicemente essere annullata se si scopre che non è corretta” non è dimostrato. La Cass Review scrive che, data la debolezza della ricerca, molto sull’impatto della transizione sociale resta sconosciuto: non è chiaro se modifichi il percorso dello sviluppo di genere e quali conseguenze abbia a breve e a lungo termine sulla salute mentale (par. 12.31; fonte). Non ci sono prove chiare che la transizione sociale nell’infanzia abbia esiti positivi o negativi per la salute mentale. Cass ritiene possibile che la transizione sociale nell’infanzia modifichi il percorso dello sviluppo dell’identità di genere nei bambini con incongruenza di genere precoce, e per questo raccomanda un approccio più cauto per i bambini che per gli adolescenti (par. 12.36, stessa fonte).
I primi studi rilevarono che l’incongruenza di genere persisteva fino all’età adulta in circa il 15% dei bambini prima della pubertà. Studi successivi, che utilizzavano criteri diagnostici formali, rilevarono percentuali più alte, tra cui il 37% (Steensma et al., 2013), in un periodo in cui una quota maggiore dei bambini inviati aveva già effettuato una transizione sociale prima di essere visitata in clinica (par. 12.32-12.33; fonte). Vedi anche desistenza.
La transizione sociale nei bambini e negli adolescenti
Secondo Cass, gli esiti per bambini e adolescenti sono migliori quando hanno una relazione di sostegno con la famiglia, e i genitori devono essere coinvolti attivamente nelle decisioni, a meno che vi siano forti motivi per ritenere che ciò metta a rischio il bambino o il giovane (par. 12.36; fonte). I genitori dovrebbero svolgere un ruolo centrale. Per i bambini piccoli, secondo Cass la consulenza sui rischi e sui benefici della transizione sociale richiede un coinvolgimento clinico; non è un compito per personale privo di un’adeguata formazione clinica (par. 12.36, stessa fonte). Cass scrive inoltre che le scuole faticano a capire come reagire quando un alunno vuole effettuare una transizione sociale a scuola (par. 12.6, stessa fonte). Il 19 dicembre 2023 il ministero dell’Istruzione inglese ha pubblicato una bozza di linee guida in cui si afferma che le scuole non sono tenute ad accettare tutte le richieste di transizione sociale e devono consultare pienamente i genitori prima di prendere una decisione (fonte). Indicazioni su come una scuola possa agire con prudenza sono disponibili su genderopschool.nl. Vedi anche Transizione sociale nei bambini e Scuola e bambini transgender.
La transizione sociale negli adulti
Gli adulti possono intraprendere una transizione sociale sotto la propria responsabilità. Si tratta di una scelta che rientra nella libertà personale. È tuttavia consigliabile essere realistici riguardo a ciò che la transizione sociale può o non può risolvere. Un buon accompagnamento psicologico prima di intraprendere determinati passi non è “gatekeeping”, ma prudenza.
Reversibilità in teoria e nella pratica
In teoria, una transizione sociale può essere annullata. Cass scrive che un bambino o un giovane che vuole tornare indietro rispetto a una transizione può aver bisogno di aiuto, perché può essere un passo difficile (sintesi del capitolo 12; fonte). Vedi anche Detransizione.